Psicologia Clinica e Psicopatologia

Stress, emozioni, immunità e malattia

Quando siamo stanchi e con il morale a terra ci accade con maggior probabilita’ di ammalarci. Non e’ una coincidenza: stress ed emozioni dialogano con il sistema immunitario attraverso una fitta rete di ormoni e molecole. La prospettiva psiconeuroendocrinoimmunologica spiega come le emozioni possano incidere sulla nostra suscettibilita’ alla malattia, e perche’ lo stress acuto […]

Psicolab — Stress, emozioni, immunità e malattia
Quando siamo stanchi e con il morale a terra ci accade con maggior probabilita’ di ammalarci. Non e’ una coincidenza: stress ed emozioni dialogano con il sistema immunitario attraverso una fitta rete di ormoni e molecole. La prospettiva psiconeuroendocrinoimmunologica spiega come le emozioni possano incidere sulla nostra suscettibilita’ alla malattia, e perche’ lo stress acuto e quello cronico abbiano effetti opposti sulle difese dell’organismo.

Quando le emozioni preparano il terreno alla malattia

Quando siamo stanchi e con il morale a terra ci accade con maggior probabilita’ di ammalarci di influenza o di notare la comparsa sul nostro volto del fastidioso herpes labiale. Lo stress, poi, quando insorge in seguito a eventi di perdita emozionale e in condizione di lutto, puo’ creare le condizioni favorevoli per la comparsa di malattie piu’ gravi, comportandosi come concausa nell’insorgenza e nel decorso di alcuni tumori e delle malattie autoimmuni. Si e’ anche visto che negli individui infettati dal virus dell’AIDS, e che presentano un tono dell’umore depresso, la sintomatologia e’ piu’ grave e il decorso della malattia e’ influenzato in senso sfavorevole.

D’altra parte, da vecchia data ormai e’ parte della saggezza popolare il detto “il riso fa buon sangue”, che ci invita a far leva sul senso dell’umorismo per moderare il calo delle difese immunitarie in condizioni di stress. Recente e’ invece la scoperta che il buonumore preserva dalle infezioni, perche’ in condizioni di stress mantiene le IgA a livelli ancora sufficientemente elevati e stimola la produzione delle beta-endorfine, che potenziano il sistema immunitario.

La prospettiva psiconeuroendocrinoimmunologica

Questi dati, inspiegabili fino a non molti anni fa, trovano ora possibilita’ di comprensione nella prospettiva psiconeuroendocrinoimmunologica, che rivoluziona il modo di concepire i grandi sistemi dell’organismo e le relazioni che li connettono. Appare ormai assodato che il cervello, il sistema endocrino e il sistema immunitario comunicano a vari livelli e sono interrelati attraverso un complesso network in cui sono coinvolte molecole informazionali come neuropeptidi, ormoni, citochine e vari recettori, centrali e periferici. In quest’ottica appare verosimile che le emozioni esercitino un ruolo determinante sullo stato di salute psichico e fisico, anche attraverso la loro azione sul sistema dello stress, che contribuiscono a regolare o disregolare.

Il sistema limbico e l’amigdala: la sentinella delle emozioni

Ogni attivazione emozionale ha la sua struttura portante nel sistema limbico, definito da Eisler una sorta di “contatore Geiger dello stress” per la sua capacita’ di reagire tempestivamente a qualsiasi tensione o mutamento dell’ambiente esterno e del mondo interiore. Il sistema limbico e’ composto da un insieme di nuclei posti al confine tra le attivita’ mentali superiori e quelle inferiori, tra cui spicca per importanza funzionale l’amigdala, che si comporta come una sentinella delle emozioni, cogliendo la tonalita’ emozionale di ogni esperienza e fungendo da archivio delle impressioni e dei ricordi emotivi fin dalla vita prenatale. Quando riceve i segnali di pericolo dalla vista e dall’udito, e’ in grado di attivare il sistema dello stress attraverso le sue connessioni con l’ipotalamo, che, ricevendo segnali da varie strutture del sistema nervoso, funziona come una centrale di scambio nella regolazione del benessere mente-corpo.

Come e’ regolato il sistema immunitario

Il sistema immunitario e’ regolato a due livelli: il primo livello e’ costituito dai meccanismi intrinseci di regolazione, posti sotto il controllo genetico, che assicurano il funzionamento di base del sistema stesso; il secondo si sovrappone al precedente e modula la reattivita’ immunitaria nelle sue varie fasi. Quest’ultimo livello di regolazione e’ dato da complessi meccanismi nervosi ed endocrini che fanno si’ che stimoli di natura emozionale modifichino la suscettibilita’ alla malattia, attraverso alterazioni della funzionalita’ immunitaria che possono insorgere sia nel suo versante umorale sia in quello cellulare.

Tra i tre sistemi relazionali di base, il sistema immunitario e’ quello caratterizzato dalla maggiore inerzia emozionale e dalla maggiore rigidita’ degli automatismi di autoregolazione. Questo comporta che le modificazioni del sistema immunitario prodotte da stimoli emozionali siano secondarie alle modificazioni indotte dagli stressor sul sistema endocrino e sul sistema nervoso vegetativo.

Cosa dicono gli studi sperimentali

L’interesse recentemente sviluppatosi per lo studio dei rapporti tra stress e sistema immunitario ha portato a vari studi sperimentali sistematici non solo negli animali ma anche nell’uomo, con risultati molto interessanti. Alcuni studi sembrano fornire interessanti informazioni sui possibili mediatori neuroendocrini implicati. Spesso si e’ osservato, nei soggetti che si sarebbero ammalati, un aumento consistente degli ormoni dello stress, come il cortisolo e l’adrenalina, nei giorni precedenti la comparsa della sintomatologia. Tuttavia questi dati non permettono di confermare in modo definitivo l’ipotesi che anche nell’uomo lo stress emozionale, attraverso la mediazione di alterazioni neuroendocrine, produca un’aumentata suscettibilita’ alla malattia.

Stress acuto e stress cronico: due risposte opposte

In situazione di stress acuto entra in azione l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, con liberazione di adrenalina e cortisolo: lievi rialzi di tali ormoni hanno un effetto di potenziamento della funzionalita’ immunitaria, contribuendo alla mobilitazione dei leucociti periferici dai depositi. Si tratta probabilmente di una risposta adattiva, al pari di altre evocate dalla situazione di stress, come l’incremento del tono cardiovascolare e polmonare, l’aumento della pressione arteriosa, l’attivazione del sistema muscolo-scheletrico e il miglioramento della capacita’ di concentrazione e dell’attenzione.

Diversamente, in situazione di stress cronico, questi ormoni collocano la risposta immunitaria su una posizione inadatta sia a combattere microrganismi e tumori, sia a preservare la tolleranza immunitaria nei confronti della propria identita’ biologica. In questi casi, il livello plasmatico del cortisolo puo’ aumentare sino a triplicare i valori corrispondenti al picco circadiano, esercitando un potente effetto immunosoppressivo che contribuisce all’instaurarsi del terreno organico che rende l’individuo vulnerabile a malattie infettive, spesso banali e transitorie, a volte molto piu’ serie e compromettenti.

Il sistema immunitario e’ anche sensibile ad altri ormoni prodotti durante lo stress psicologico: il GH, il TSH, la prolattina, l’ossitocina, la vasopressina, il testosterone, le prostaglandine, gli oppioidi endogeni, la melatonina. Le risposte ormonali multiple indotte dallo stress possono essere in interrelazione tra loro, e proseguono tuttora le ricerche volte a indagare il loro effetto metabolico ultimo a livello delle cellule immunocompetenti.

Quando l’emozione diventa patogena

Dati sperimentali e clinici mettono in evidenza che in molti casi le emozioni, i traumi e gli eventi stressanti sono in grado di disregolare il sistema dello stress, con ripercussioni sulla funzionalita’ immunitaria. In conseguenza a stati di attivazione emozionale, soprattutto se intensi e protratti, sono state rilevate varie alterazioni dei parametri immunitari: depressione e ritardo nella sintesi di anticorpi, riduzione della reattivita’ dei linfociti B e T ai mitogeni, dei fenomeni di ipersensibilita’ immediata e ritardata, della citotossicita’ NK, della produzione di interferon, del numero dei linfociti T suppressor e persino la comparsa in circolo di autoanticorpi.

Ma non sempre si registrano tali variazioni: si potrebbe affermare che la reazione emozionale di per se’ stessa non ha un significato patogeno, ma deve essere considerata una reazione fondamentalmente adattativa e utile, in analogia allo stress fisiologico. Al contrario, assumono un significato patogenetico le modalita’ sbilanciate o asimmetriche di espressione emozionale. L’entita’ delle alterazioni biologiche, in presenza di eventi esistenziali stressanti, non e’ in relazione con la semplice presenza di uno stressor e con le sue caratteristiche oggettive, ma dipende anche da variabili relative all’individuo, come la valutazione cognitiva dello stimolo, la reazione emozionale che esso suscita e lo stile individuale di affrontare le situazioni di stress.

Domande frequenti

Perche’ ci si ammala piu’ facilmente quando si e’ sotto stress?

Lo stress prolungato disregola l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, mantenendo elevato il cortisolo. Livelli cronicamente alti di questo ormone hanno un effetto immunosoppressivo, riducono l’efficienza delle difese e rendono l’organismo piu’ vulnerabile alle infezioni.

E’ vero che “il riso fa buon sangue”?

La ricerca offre un fondamento a questo detto popolare: il buonumore aiuta a mantenere le IgA a livelli sufficienti e stimola la produzione di beta-endorfine, molecole che potenziano il sistema immunitario, contribuendo a contenere il calo delle difese in condizioni di stress.

Lo stress acuto fa sempre male alle difese?

No. Uno stress acuto e di lieve entita’ provoca rialzi modesti di adrenalina e cortisolo che possono potenziare temporaneamente la funzionalita’ immunitaria, come parte di una risposta adattiva. E’ lo stress cronico e protratto a esercitare un effetto immunosoppressivo dannoso.

L’intensita’ di un evento stressante basta a prevedere le conseguenze sulla salute?

No. L’entita’ delle alterazioni biologiche non dipende solo dalle caratteristiche oggettive dello stressor, ma anche dalla valutazione cognitiva dell’individuo, dalla reazione emozionale che l’evento suscita e dallo stile personale con cui si affrontano le situazioni difficili.

In sintesi: stress ed emozioni dialogano con il sistema immunitario attraverso ormoni e molecole informazionali. Lo stress acuto e lieve puo’ potenziare le difese, mentre quello cronico, mantenendo alto il cortisolo, le indebolisce. Non e’ pero’ l’evento in se’ a contare, ma il modo in cui viene valutato e vissuto: e’ la modalita’ sbilanciata di espressione emozionale, piu’ che l’emozione in se’, ad assumere un significato patogeno.
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