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Sport e il Quadrato magico: Tecnica, Tattica, Mente e Fisico

Breve Estratto

Ho partecipato come spettatore a due giorni di incontri sull’aspetto della preparazione fisica nel basket, e mi sono accorto di quanto sia alla base la CONSAPEVOLEZZA e la PRESENZA mentale per lavorare sull’ottimizzazione del controllo del corpo e dello sviluppo motorio.
Metto la MENTE al primo posto, proprio perché se non padroneggio una base COGNITIVA solida, posso scordarmi tutto ciò che riguarda il lato tecnico-fisico. Quanti giocatori hanno raggiunto risultati modesti a causa di una “mancanza” di “testa” pur avendo mezzi atletici straordinari?
Come posso migliorare la coordinazione per esempio?
Come posso trovare la MOTIVAZIONE ad impegnarmi in ripetizioni di bilancieri, squat, ripetute, drop jump ecc.
Come posso capire uno schema di gioco, se non sono focalizzato sul qui ed ora?
Come posso eseguire un gesto tecnico nel miglior modo possibile se non comprendo le varie fasi del gesto e se non associo PIACERE ad imparare quel gesto e a MIGLIORARLO con cicli di azione-risultato-modifica-risultato migliore?
Come posso migliorare le mie componenti di reattività, di potenza, di velocità se non ho un OBIETTIVO ben formato che mi spinge ad agire?
La mente è la base, ma da sola non basta. Bisogna preparare il terreno (MENTE), seminare con cura (TECNICA), irrigare e proteggere (FISICO) e poi raccogliere (TATTICA e RISULTATI).
Alla resa dei conti, posso credere che i 4 aspetti del titolo concorrono in uguale misura al risultato finale (ESSERE/COSTRUIRE BUONI GIOCATORI e VINCERE LE PARTITE).
Nello specifico, come posso intervenire nel processo di miglioramento TECNICO TATTICO E FISICO, agendo sulla MENTE?
Beh, potremmo parlare per anni dei 350.000 libri scritti, convegni e workshop di psicologi dello sport, menti preparate, che comunque hanno idee spesso diverse. Proprio perchè la mappa e il territorio certe volte invece di sovrapporsi si specchiano …
Dico la mia, e spero che i miei amici psicologi dello sport partecipino a questa discussione senza farmi fare brutte figure…
Per prima cosa RILASSAMENTO pregara, preallenamento. E’ atto fondamentale per prendere consapevolezza di se, ristabilire EQUILIBRIO (magari si arriva in palestra dopo aver litigato con la fidanzata), focalizzarsi sull’obiettivo (perchè sono qui ad allenamento). Il rilassamento, anche con tecniche “base” di ipnosi, accorcia le distanze tra conscio e inconscio, facendo lavorare in sinergia le due parti, con evidenti vantaggi. L’essere presenti riduce il rischio di infortuni (migliore consapevolezza del proprio FISICO) e trasferisce le energie in maniera più funzionale. Questa prima fase può durare 5-8 minuti e può essere fatta anche in gruppo.
Il secondo passo è rinforzare l’AUTOSTIMA. E’ un punto molto delicato, che deve essere molto equilibrato: intendo dire che non si deve spingere l’atleta a compiere gesti atletici fuori dalla sua portata: piuttosto, con tecniche di visualizzazione, fargli prendere consapevolezza delle sue sensazioni quando esegue un gesto tecnico in modo positivo. Qualche minuto …
Il terzo step è ANCORARE. Sono ora in uno stato mentale di FIDUCIA, sono consapevole di dover entrare in palestra e allenare le mie ABILITA’, ma SO di avere delle ABILITA’ già apprese, o delle doti innate. L’ àncora può essere associare una musica, un gesto o una sensazione fisica, purchè specifica e unica.
Quarto e più importante a lungo termine è l’OBIETTIVO: la cura del focus. Entro in palestra ORA perchè devo migliorare A, B e C. Questo mi permetterà di poter giocare più minuti, vincere il titolo di miglior cannoniere o entrare nel defensive team. Non importa QUALE sia l’obiettivo. E’ però determinante che ci sia un grande obiettivo finale e molti CHUNK-OBIETTIVI, cioè piccoli obiettivi giornalieri, da masticare come un chewingum, che possano dare all’atleta la sensazione che si sta muovendo verso il suo GRANDE obiettivo, anche se il passo che sta compiendo può sembrare piccolo se confrontato con la strada ancora da percorrere.
Il quinto passo riguarda la VISUALIZZAZIONE: la ripetizione mentale del gesto tecnico è alla base dell’apprendimento e del miglioramento. Vedersi “nella propria mente” mentre si compie il gesto che si vuole migliorare (calciare un rigore, lo swing del golf, il tiro libero nel basket, lo scoccare la freccia con l’arco, la pattinata nello sci da fondo, ecc) aiuta a prendere coscienza e analizzare il gesto per trovare i punti da perfezionare. L’immagine può essere associata o meno, a seconda di quanto “presente” devo essere all’interno del gesto.

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