Cosa significa socializzazione
La socializzazione può assumere forme diverse. La più efficace è quella in cui il bambino non riceve passivamente, ma partecipa: l’adattamento che ne risulta è reciproco, e riguarda entrambi i termini della relazione. L’adulto che socializza un bambino viene, in misura minore ma reale, modificato da lui.
Vygotskij fu un convinto sostenitore dell’origine sociale delle funzioni cognitive. In questa prospettiva ogni funzione psicologica superiore compare prima su un piano intermentale, cioè tra le persone, per essere poi interiorizzata ed eseguita a livello intramentale, dentro il singolo. L’attività cooperativa diventa così il marchio dello sviluppo mentale dell’individuo: ciò che oggi facciamo insieme, domani lo faremo da soli.
La socializzazione in pratica: zona di sviluppo prossimale e scaffolding
La zona di sviluppo prossimale è l’ambito in cui la guida dell’adulto ha maggiori possibilità di risultare efficace. I suoi confini si collocano tra ciò che il bambino sa fare da solo e ciò che riesce a fare come partner di una persona più esperta. È, in sostanza, una regione di sensibilità alla guida: le aree in cui il bambino è incerto e in cerca di aiuto.
Solo le interazioni che avvengono dentro questa zona producono modificazioni cognitive. Al di sotto, l’aiuto è superfluo; al di sopra, è inutile. La zona va dunque individuata per ogni compito e per ogni bambino, fornendo il sostegno necessario e ritirandolo man mano che le capacità aumentano: è ciò che si chiama scaffolding, l’impalcatura che regge la costruzione e viene smontata quando l’edificio sta in piedi. I risultati migliori si ottengono con l’insegnamento contingente, quello che calibra l’intervento momento per momento sulla risposta effettiva del bambino.
Termini correlati
Zona di sviluppo prossimale, scaffolding, insegnamento contingente, interiorizzazione, Vygotskij, reciprocità.
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