Psicoterapia e Psicoanalisi

Sigmund Freud e la Psicologia del Profondo

La scomposizione psicoanalitica della personalita operata da Sigmund Freud, dopo la scoperta dell’Inconscio e dei modi per accedervi, costituisce una vera e propria teoria generale della psiche. Per Freud la psiche e un’unita complessa e intimamente conflittuale. Questo articolo ripercorre i pilastri del pensiero freudiano: la seconda topica, la teoria della rimozione, l’interpretazione dei sogni, […]

Psicolab — Sigmund Freud e la Psicologia del Profondo
La scomposizione psicoanalitica della personalita operata da Sigmund Freud, dopo la scoperta dell’Inconscio e dei modi per accedervi, costituisce una vera e propria teoria generale della psiche. Per Freud la psiche e un’unita complessa e intimamente conflittuale. Questo articolo ripercorre i pilastri del pensiero freudiano: la seconda topica, la teoria della rimozione, l’interpretazione dei sogni, la teoria della sessualita, il complesso edipico e le riflessioni su religione e civilta.

La seconda topica: Es, Super-Io, Io

La seconda topica, elaborata da Freud dopo il 1920, distingue tre fluide e fluttuanti regioni psichiche. L’Es non conosce ne il bene ne il male, e amorale e obbedisce unicamente “all’inesorabile principio del piacere”, e al di la dello spazio e del tempo (in quanto costituito da pulsioni rimosse che vivono in una sfera aspaziale e atemporale) e ignora le leggi della logica, a cominciare dal principio di non contraddizione: in esso impulsi contraddittori sussistono uno accanto all’altro, senza annullarsi a vicenda.

Il Super-Io e cio che comunemente definiamo coscienza morale, l’insieme delle regole e delle proibizioni inculcate dai genitori e dagli educatori nei primi anni di vita e che ci accompagnano sempre, anche in forma inconsapevole. Esso puo essere piu o meno rigido, ed e il principale responsabile della rimozione, oltre che il regolatore dei rapporti tra l’Es e l’Io.

L’Io, la coscienza, e la parte organizzata e razionale della personalita, che si trova a fare i conti con tre “severi padroni”: l’Es, il Super-Io e il mondo esterno. Esso lotta per stabilire l’armonia tra le forze e gli impulsi che agiscono in lui e su di lui. Normalita o disturbo della personalita dipendono dal rapporto che l’Io ha con i suoi padroni, ma soprattutto dalla tipologia del Super-Io.

Scrive Cesare Musatti, illustre psicoanalista italiano: “Nell’individuo normale l’Io riesce abbastanza bene a padroneggiare la situazione, e fornisce, agendo sulla realta, parziali soddisfazioni all’Es, senza violare in forma clamorosa gli imperativi e le proibizioni che provengono dal Super-Io. Ma se le esigenze dell’Es sono eccessive, o se il Super-Io e troppo debole, o troppo rigoroso e poco duttile, allora queste soluzioni pacifiche non sono piu possibili. Puo accadere che l’Es abbia il sopravvento e travolga un Super-Io troppo debole, e l’Io e condotto a comportamenti asociali o proibiti: il soggetto diventa un delinquente o un perverso. Oppure puo accadere che il Super-Io troppo rigido provochi la rimozione, o altri processi di difesa; le istanze dell’Es divenute inconsce si manifestano allora con sintomi nevrotici”.

La teoria della rimozione

Dall’individuazione dei fenomeni di resistenza (blocco delle associazioni libere, transfert negativo, atti mancati come dimenticanze, distrazioni, lapsus), ma anche dall’analisi dei sintomi nevrotici e dall’interpretazione dei sogni, Freud giunse a formulare una delle pietre miliari della dottrina psicoanalitica: la teoria della rimozione.

In questo modello esplicativo, l’amnesia non e piu vista come un processo passivo, ma come un processo attivo, in cui una barriera energetica viene opposta alla libera circolazione del ricordo. Gli isterici semplicemente non sanno cio che non vogliono sapere: tanto la dimenticanza quanto il ricordo sono tendenziosi. La rimozione non soltanto produce il vuoto dell’amnesia, ma piu spesso lo ammanta con i vividi colori di un altro ricordo, che ha la funzione di copertura di cio che si vuole dimenticare.

Freud cita un ricordo della sua infanzia, rievocato in autoanalisi, in cui rammenta di aver strappato di mano a una bambina un mazzo di fiori gialli. Apparentemente il ricordo sembra insignificante, ma la scomposizione analitica dei suoi elementi lo collega a un episodio successivo: il primo innamoramento adolescenziale nei confronti di una coetanea con un vistoso abito giallo. L’accostamento tra i due ricordi, tramite il colore giallo, rivela la funzione di copertura del primo, dove strappare i fiori sta per deflorare, fantasia a carattere sessuale inaccettabile dalla coscienza e pertanto rivestita di contenuti mnestici piu neutrali.

L’interpretazione dei sogni

Ne “L’interpretazione dei sogni”, Freud individua il sogno come un “appagamento camuffato di un desiderio rimosso”. All’interno del sogno c’e un contenuto manifesto (la scena onirica cosi come viene vissuta dal soggetto) e un contenuto latente (il desiderio censurato). Il contenuto manifesto e la forma elaborata, travestita, simbolica in cui i desideri latenti si manifestano sotto l’effetto della censura. L’interpretazione psicoanalitica consiste nel ripercorrere a ritroso il processo di traslazione del contenuto latente in quello manifesto, al fine di cogliere i messaggi segreti dell’Es.

In “Psicopatologia della vita quotidiana” Freud prende in esame quei contrattempi della vita di tutti i giorni che prima di lui si era soliti attribuire al caso. In base al determinismo psichico, essi hanno sempre un preciso significato: sono anch’essi manifestazione camuffata dell’inconscio, nella forma di un compromesso tra intenzione cosciente e pensieri inconsci. Cosi come i lapsus, gli atti mancati (dimenticare certi nomi o smarrire certi oggetti) sono associati a sentimenti spiacevoli o non confessabili.

La teoria della sessualita

Freud pone al centro della sua analisi della psiche la teoria della sessualita. La concezione pre-freudiana non sapeva spiegare tutte le tensioni psicosessuali differenti dal coito, come la sessualita infantile (pre-genitale), la sublimazione (trasferimento di una carica originariamente sessuale su oggetti non sessuali, come il lavoro, l’arte, la ricerca scientifica) e soprattutto le perversioni (attivita sessuali che perseguono il piacere indipendentemente dal fine riproduttivo).

Freud usa il termine “perversione” in funzione puramente descrittiva, senza connotazione valutativa, mettendo profondamente in discussione il concetto di normalita sessuale e ampliando, anzi rifondando, il concetto stesso di sessualita, sino a vedervi un’energia suscettibile di dirigersi verso le mete piu diverse. Questa energia Freud la chiamo Libido, un’energia “nomade” localizzata di volta in volta, in corrispondenza dello sviluppo fisico, in alcune parti del corpo dette “zone erogene”. In quest’ottica, il bambino non e piu un “angioletto asessuato”, ma un “essere perverso polimorfo”: perverso perche capace di perseguire il piacere indipendentemente da scopi riproduttivi, e polimorfo perche lo persegue mediante i piu svariati organi corporei.

Le fasi dello sviluppo psicosessuale

La fase orale (da 0 a 1 anno e mezzo) ha come zona erogena la bocca ed e connessa con il poppare. Il bambino trae piacere dall’incorporare cio che e buono e dallo sputare cio che non lo e. Il seno materno non ha solo funzione di nutrimento fisico, ma anche erotico-affettivo. Un vissuto non pienamente soddisfacente in questa fase puo comportare abitudini comportamentali successive, come il fumare, il mangiarsi le unghie o l’alterazione del comportamento alimentare.

La fase anale (da 1 anno e mezzo a 3 anni) ha come zona erogena gli sfinteri ed e collegata con le funzioni escrementizie. Nel periodo dell’educazione sfinterale, trattenere o espellere costituisce uno scambio amoroso, un dono che il bambino fa alla madre. Il vissuto in questa fase influenza il carattere adulto, comportando la tendenza a essere prodigo o avaro.

La fase genitale ha come zona erogena i genitali e si articola in due sottofasi: la fase fallica (da 3 a 5 anni) e, dopo un periodo di latenza, la fase genitale in senso stretto (che inizia dopo la puberta).

Il complesso edipico

La fase fallica e caratterizzata, oltre che dal complesso di castrazione, dal complesso edipico. Esso consiste in un attaccamento libidico verso il genitore di sesso opposto e in un atteggiamento ambivalente verso il genitore dello stesso sesso, con componenti positive di affettuosita e identificazione e componenti negative di ostilita e gelosia. Questa fase e la piu delicata e importante, perche, a seconda della sua risoluzione, determina la futura strutturazione della personalita. In questa fase il bambino non distingue ancora tra realta fattuale e vissuto fantastico, e l’atteggiamento dei genitori e determinante per la risoluzione del complesso.

Il complesso edipico presenta una duplicita di aspetti: attrazione per il genitore del sesso opposto (che cade sotto il tabu dell’incesto) e attrazione per il genitore dello stesso sesso (che cade sotto il tabu dell’omosessualita).

Freud richiama la tragedia di Edipo Re di Sofocle: Laio, re di Tebe, per sfuggire alla profezia di un erede che lo avrebbe ucciso e ne avrebbe sposato la madre, ordina di uccidere il figlio Edipo, che pero viene salvato e adottato dal re di Corinto. Ignaro delle proprie origini, Edipo uccide il padre durante un diverbio e, dopo aver sconfitto la Sfinge, sposa la madre Giocasta. Quando la verita emerge, Edipo si acceca e Giocasta si toglie la vita. La tragedia mette in scena congiuntamente l’esaudimento del desiderio (sposare la madre e uccidere il padre) e l’interdizione (la cecita e la morte).

Nella risoluzione del complesso, il bambino abbandona l’impari contesa col padre e lo introietta, identificandosi con il rivale e costruendo il nucleo del Super-Io, l’istanza psichica che rappresenta il sistema di valori e divieti introiettato. Per Freud divenire adulti significa avere “ucciso il padre”, cioe aver sviluppato un’autonomia morale. L’intera societa concorre alla disedipazione del bambino attraverso l’autorita politica, la religione, l’istruzione e la cultura, cosi da rendere possibile la sublimazione: la neutralizzazione del desiderio originario con lo spostamento dell’energia libidica su oggetti socialmente accettabili.

Religione e civilta

A partire dagli anni Venti, in Freud crebbe la convinzione che la psicoanalisi fosse la chiave di volta per comprendere non solo alcuni aspetti della civilta, ma l’origine e i caratteri della civilta nel suo insieme. Gli eventi della storia, per Freud, altro non sono che il riflesso dei conflitti dinamici fra Io, Es e Super-Io, studiati dalla psicoanalisi nel singolo individuo, ma ripresi su uno scenario piu ampio.

Nel 1927, ne “L’avvenire di un’illusione”, Freud affronta la religione, scorgendovi un insieme di rappresentazioni sorte dal bisogno di rendere sopportabile l’infelicita e la miseria umana. La religione, per Freud, “e un narcotico con cui l’uomo controlla la sua angoscia, ma ottunde la sua mente”, ed e destinata a rivelarsi come un’illusione di fronte alle critiche della scienza. In questo Freud si riallaccia alla tradizione illuministica e a quanto avevano detto Marx (“la religione e l’oppio del popolo”) e Nietzsche. Il suo messaggio e che, se l’uomo distogliera dall’aldila le sue speranze e concentrera sulla vita terrena tutte le forze rese disponibili, riuscira a rendere la vita sopportabile per tutti.

In “Il disagio della civilta” (1930), Freud riconosce che uno dei principi psichici basilari e la pulsione di morte, che proiettata all’esterno si configura come pulsione di aggressivita. Per evitare effetti devastanti, occorre che alla libido individuale siano sottratte energie da mettere a disposizione della societa: e su queste basi che si regge la civilta. Ma questo non implica una vittoria definitiva dell’Eros: la civilta e e sempre sara un campo di battaglia di forze contrapposte, Eros e Thanatos. La repressione delle pulsioni, indispensabile per la sopravvivenza, produce un grande dispendio di energia e da luogo alla coscienza e al senso di colpa, che puo restare inconscio o venire alla luce come un disagio ineliminabile.

La pratica terapeutica

Per Freud l’analisi e interminabile: puo avere un fine prestabilito (la guarigione del corpo psichico) ma non una fine predeterminata. L’Io e spesso un “alleato infido”, perche i suoi meccanismi di difesa (poi studiati da Anna Freud) sono insieme fisiologici e patologici: il rifiuto del paziente di abbandonare il sintomo deriva dal fatto che il sintomo ha una funzione di soddisfacimento sostitutivo del desiderio, e il suo abbandono implicherebbe frustrazione.

Nel setting, il paziente e sdraiato su un lettino, in posizione di abbandono, e il terapeuta e alle sue spalle. E vietato guardarsi, cosi che il discorso si stacchi dallo scambio intenzionale tra emittente e ricevente e divenga autonomo, potendo fluttuare nell’ambito dell’inconscio. Compito del paziente e dire, quello del terapeuta ascoltare, senza selezione alcuna. Freud dedicava a ciascun paziente un’ora al giorno e riteneva importante farsi retribuire, per evitare forme camuffate di resistenza e legami di dipendenza che ostacolerebbero la risoluzione del transfert. Come scrive Freud, si tratta di una particolare comunicazione tra due inconsci: l’analista deve disporre il proprio inconscio come organo ricevente verso l’inconscio del paziente che trasmette, “come il ricevitore del telefono rispetto al microfono trasmittente”.

Domande frequenti

Cosa sono Es, Io e Super-Io secondo Freud?

Sono le tre istanze della seconda topica freudiana. L’Es e la parte inconscia e pulsionale, amorale, governata dal principio del piacere. Il Super-Io e la coscienza morale, l’insieme di regole e proibizioni interiorizzate. L’Io e la parte razionale e organizzata, che media tra le pulsioni dell’Es, i divieti del Super-Io e le richieste del mondo esterno.

Cos’e la rimozione?

La rimozione e un processo psichico attivo con cui l’individuo respinge nell’inconscio ricordi, desideri o pulsioni inaccettabili. Non e una semplice dimenticanza passiva: spesso al posto del ricordo rimosso ne compare un altro, apparentemente insignificante, che funge da copertura. Per Freud “gli isterici semplicemente non sanno cio che non vogliono sapere”.

Cos’e il complesso edipico?

E l’attaccamento libidico del bambino verso il genitore di sesso opposto, accompagnato da un atteggiamento ambivalente verso quello dello stesso sesso. Si manifesta nella fase fallica (3-5 anni) ed e cruciale per lo sviluppo della personalita. La sua risoluzione, attraverso l’identificazione con il genitore rivale, porta alla costruzione del Super-Io.

Perche per Freud l’analisi e “interminabile”?

Perche puo avere un fine (la guarigione psichica) ma non una fine predeterminata nel tempo. L’Io, con i suoi meccanismi di difesa, e un alleato infido: il paziente puo resistere ad abbandonare il sintomo, che gli offre un soddisfacimento sostitutivo del desiderio. Per questo la durata e il costo di una terapia non possono essere fissati anticipatamente.

Il pensiero di Freud rappresenta una rivoluzione nella comprensione della mente umana. Con la seconda topica (Es, Io, Super-Io) ha offerto una mappa del conflitto psichico; con la teoria della rimozione e l’interpretazione dei sogni ha aperto la via di accesso all’inconscio; con la teoria della sessualita e il complesso edipico ha ridefinito lo sviluppo della personalita. Nelle sue opere sulla civilta, infine, ha esteso la psicoanalisi alla comprensione della societa, vedendo nella cultura un fragile equilibrio tra Eros e Thanatos, tra desiderio e rinuncia. Un’eredita che continua a influenzare profondamente la psicologia del profondo e la nostra visione dell’essere umano.
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