Cosa significa regolazione biologica
Il primo compito dei genitori è rendere stabili le funzioni del neonato e definire tempi reciprocamente convenienti per quanto riguarda l’alimentazione e l’alternanza tra sonno e veglia. Prima di qualunque scambio comunicativo, prima degli sguardi e dei sorrisi, l’interazione riguarda questo: quando si mangia, quando si dorme, quando si sta svegli.
L’aggettivo “reciprocamente” è la parola chiave. Non si tratta di imporre al bambino un orario, né di inseguirne passivamente ogni segnale. Si tratta di costruire, tra due organismi con esigenze diverse, una scansione che entrambi possano sostenere.
La regolazione biologica in pratica
Il neonato non è in grado di regolare da solo i propri stati. Passa dal sonno al pianto senza gradazioni, si sovraccarica di stimoli e non sa attenuarli, ha fame senza sapere che cosa la placherà. L’adulto funziona da regolatore esterno: contiene, cadenza, calma, e nel farlo fornisce al bambino la struttura temporale che questi non possiede.
Questa fase, apparentemente soltanto fisiologica, ha una portata psicologica notevole. È dentro l’atto di essere nutrito e addormentato in modo prevedibile che il bambino fa la sua prima esperienza di un ambiente affidabile. La regolarità dei ritmi diventa la matrice su cui, mesi più tardi, si innesteranno gli scambi faccia a faccia e le forme più elaborate di interazione.
Termini correlati
Ritmi sonno veglia, regolazione esterna, sintonizzazione, interazione precoce, prevedibilità.
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