Cosa significa reciprocità
Verso gli otto o nove mesi emergono numerose abilità nuove, che rendono il bambino più flessibile, più coordinato, più orientato allo scopo e capace di impegnarsi contemporaneamente in più attività. Tutto questo ne fa un partner assai più in grado di agire in modo reciproco e intenzionale nei rapporti sociali.
Si può allora parlare di reciprocità in senso proprio: l’interazione dev’essere sostenuta dall’azione di entrambi i partner, i cui ruoli sono coordinati tra loro e possono essere scambiati. E si può parlare di intenzionalità, cioè della capacità di pianificare il comportamento e di anticiparne le conseguenze.
La reciprocità in pratica: i giochi di routine
Questi cambiamenti risultano evidenti nei giochi convenzionali tra adulto e bambino, quelli basati su regole chiare, come il cucù o il dare e riprendere un oggetto. La chiarezza della regola è ciò che rende possibile anticipare la mossa successiva e scambiarsi i ruoli: chi nascondeva il volto ora lo cerca, chi porgeva l’oggetto ora lo riceve.
A partire da queste routine i bambini cominciano a introdurre variazioni senza infrangere le regole essenziali del gioco. Il dettaglio è più significativo di quanto sembri: variare dentro una struttura condivisa significa averla compresa come struttura, e non solo eseguita come sequenza. È il primo esercizio di ciò che, più tardi, permetterà di stare dentro una conversazione.
Termini correlati
Intenzionalità, scambio di ruoli, routine di gioco, anticipazione, turn taking.
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