La strada facile delle multe
Fare una multa in Italia è forse la cosa più facile del mondo. Non devi far altro che piazzarti a un incrocio e aspettare il passaggio della prima auto per avere forti possibilità di macchiare il verbale. Sfruttando l’alto indice di trasgressività, è fuori discussione che un certo numero di enti locali abbia investito in dispositivi di rilevamento della velocità per rimpinguare, con pochi sforzi, casse sempre più vuote. Queste amministrazioni hanno trovato un punto debole nel contribuente forzato: l’italica abitudine a trasgredire, quel costume diffuso a non considerare il Codice della Strada una regola a cui attenersi. Non sarebbe altrimenti spiegabile che nei rilevamenti degli autovelox cittadini compaiano spesso le targhe di chi percorre quella strada mille volte. È un fatto oggettivo, ma avventurarsi su questo argomento è inopportuno e non ci compete.
Sesto Fiorentino: la carta del dialogo
Vi sono amministrazioni locali che si impegnano davvero per rendere le proprie strade sicure e dare un contributo forte a uno standard di sicurezza degno di un Paese civile, molto più di quanto facciano gli organismi centrali, che ancora non sono stati in grado di portare l’educazione stradale in classe. È il caso di Sesto Fiorentino, il cui corpo di Polizia Municipale è stato tra i primi a istituire un servizio interattivo di sicurezza stradale, mettendo in rete i vari sistemi di rilevazione e avvertendo gli scalmanati del volante della propria eccessiva velocità prima di assicurare agli introiti locali il dazio della trasgressione. Come dire: uomo avvisato, mezzo salvato.
La strada killer di Sesto Fiorentino si chiama via dell’Osmannoro, un gigante d’asfalto lungo svariati chilometri, con cinquecento metri da brivido, parallelo alla pista del vicino aeroporto, al centro dell’area metropolitana di Firenze, Prato e Pistoia. Traffico infernale di giorno, indispensabile alle centinaia di società di logistica per movimentare milioni di tonnellate di merce all’anno; di notte, un tracciato da gran premio, terreno ideale per bookmaker clandestini e giovani in cerca di farsi un nome. Poi sono arrivati i morti, i feriti gravi, gli incidenti spettacolari, e anche episodi di pirateria, che hanno convinto la Polizia Municipale, uno dei pochi comandi ad aver intrapreso la difficile strada della Polizia di Prossimità, che quella via andava restituita sicura al cittadino.
Sicurvelox: l’effetto psicologico del pannello
Controlli serrati, patenti ritirate, corse interrotte, multe su multe: ma la velocità media restava più alta che mai, e mantenere operativa la repressione, alla lunga, costa cara. Così la Municipale tenta la carta del dialogo e un bel giorno entra in funzione Sicurvelox, un sofisticato sistema di rilevazione della velocità e del traffico che avverte l’utente di passaggio della velocità con cui si muove, mostrandogliela su un pannello. Contestualmente, il sistema integrato permette di conoscere il traffico su quell’arteria, quantificarlo, caratterizzarlo e prendere contromisure adeguate.
Con la sola sistemazione del pannello, il comando della Municipale aveva potuto verificare che l’effetto psicologico di quel richiamo aveva prodotto una diminuzione effettiva del 20% della velocità media sul tratto; soprattutto, i veicoli che superavano il limite prescritto di 50 km/h erano passati dal 70,5% all’8,4%. Un risultato ottenuto non con la sanzione, ma con l’informazione immediata: sapere di essere visti, e vedere in tempo reale il proprio errore, spinge a correggersi più della paura della multa.
Quando serve anche la sanzione
Sicurvelox funziona, ma ci sono ancora troppi piloti improvvisati, e così, nel giro di pochi giorni, i 12mila veicoli giornalieri in transito devono vedersela anche con un moderno autovelox, sistemato un centinaio di metri più avanti e collegato via internet al comando, che riceve i fotogrammi direttamente alla postazione dell’ufficio verbali. L’intera centrale operativa ha fatto sua la tecnologia, inaugurando uno dei primi esperimenti di videosorveglianza interattiva del territorio. Il risultato è sorprendente e oggi quelle strade sono le più sicure del circondario. Nel 2001, in via dell’Osmannoro, si erano verificati, secondo una media consolidata, 14 incidenti gravi, di cui uno mortale. Nel 2002, con il sistema Sicurvelox, i sinistri scendono a 4, con due feriti, occorsi peraltro in un periodo in cui il sistema era stato disattivato per aggiornamento. Oggi l’incidentalità in quella strada è ridotta a zero assoluto, risultato ancora più importante se si considera che nel frattempo è stato inaugurato lì accanto il nuovo Polo Scientifico Universitario, che richiama ogni giorno migliaia di studenti con scooter e biciclette.
L’esperienza non è isolata. Il comando ha ottenuto l’installazione di altri Sicurvelox abbinati a postazioni fisse di rilevazione, spostate ciclicamente all’insaputa degli utenti per amplificarne la portata preventiva rispetto a quella puramente sanzionatoria. Anche la Polizia Municipale di Firenze, alle prese con una mortalità impressionante sulle strade cittadine, ha collocato un congruo numero di postazioni fisse perfettamente visibili ai conducenti, dove il sangue scorreva copioso. I risultati sono stati impressionanti: sulla via Sestese, dopo anni con vittime e feriti gravi, dall’installazione della postazione autovelox nel 2001 non si sono più registrati morti o feriti. Lo stesso vale per le altre postazioni fisse, che nel solo 2001 hanno permesso di eliminare la mortalità, dialogando con l’utente e avvertendolo dell’esistenza di un vigile elettronico sempre in servizio. Un analogo sistema, con telecamere ad alta definizione, è stato adottato dalla Polizia Stradale per contrastare i sorpassi tra mezzi pesanti.
Sicurezza non è pedaggio
Esperienze come questa dimostrano che la sicurezza stradale non è un concetto astratto: è lì, poco distante, oggetto di studi e ricerche ma di semplice realizzazione, con risorse tutto sommato limitate. Certo, se trasformiamo la strada in caselli con il pedaggio non faremo altro che allontanare l’utente dal concetto di sicurezza. È più probabile, anzi, che dopo la curva ci mandi a quel paese sgommando per la rabbia. La differenza la fa l’intento: informare e prevenire, non solo incassare.
Domande frequenti
Perché avvertire il guidatore della sua velocità funziona più della multa?
Perché agisce sull’effetto psicologico del feedback immediato: vedere in tempo reale la propria velocità, e sapere di essere osservati, spinge a correggersi subito. A Sesto Fiorentino il solo pannello ha ridotto del 20% la velocità media e portato i superamenti del limite dal 70,5% all’8,4%.
Che cos’è il sistema Sicurvelox?
È un sistema interattivo di rilevazione della velocità e del traffico che mostra al conducente la velocità con cui sta transitando e, allo stesso tempo, misura e caratterizza il traffico sull’arteria, permettendo di prendere contromisure mirate.
La sola informazione basta a rendere sicura una strada?
Non sempre. A Sesto Fiorentino, accanto al pannello informativo, è stato installato anche un autovelox per i casi più recidivi. La combinazione di dialogo e sanzione, insieme a postazioni visibili, ha azzerato l’incidentalità su una strada prima molto pericolosa.
Perché ridurre la sicurezza stradale a sole multe è controproducente?
Perché trasformare la strada in un sistema di pedaggi allontana l’utente dall’idea stessa di sicurezza e alimenta rabbia e trasgressione. L’approccio più efficace unisce prevenzione, informazione e sanzione, con l’obiettivo di ridurre gli incidenti, non solo di incassare.
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