Psicologia Clinica e Psicopatologia

Per seguir virtute e canoscenza

Negli ultimi decenni la scienza e le biotecnologie hanno compiuto progressi enormi, ma ogni conquista ha sollevato interrogativi etici inediti. Da qui nasce la bioetica: non come freno alla ricerca, ma come tentativo di rispondere in modo razionalmente fondato a una domanda antica e sempre attuale, cosa sia giusto fare. Il verso dantesco sul desiderio […]

Psicolab — Per seguir virtute e canoscenza
Negli ultimi decenni la scienza e le biotecnologie hanno compiuto progressi enormi, ma ogni conquista ha sollevato interrogativi etici inediti. Da qui nasce la bioetica: non come freno alla ricerca, ma come tentativo di rispondere in modo razionalmente fondato a una domanda antica e sempre attuale, cosa sia giusto fare. Il verso dantesco sul desiderio di virtute e canoscenza ne riassume lo spirito.

Una fase inedita della storia umana

Ci troviamo davanti a una situazione senza precedenti. Il potere che le biotecnologie consegnano agli uomini rischia di sfuggire loro di mano, trasformando le persone da soggetti a oggetti di manipolazione e di sperimentazione incontrollata. Di fronte a questo scenario, molti si sono chiesti se tutto cio che e possibile fare sia anche moralmente lecito.

L’etica tradizionale si e trovata in parte impreparata a rispondere, perche priva delle conoscenze scientifiche necessarie a comprendere fino in fondo le nuove possibilita. E proprio in questo spazio che e sorta e si e sviluppata la bioetica. La domanda di ieri, pero, e anche quella di oggi: cosa e giusto fare? In quale modo e lecito agire?

La sfida dell’interdisciplinarita

La bioetica ha davanti a se una sfida impegnativa: offrire risposte non formali ne semplicistiche a problemi realmente complessi, quelli che si pongono nell’ambito delle scienze della vita. Per farlo deve tenere insieme discipline diverse, ciascuna con il proprio linguaggio e i propri metodi: medicina, biologia, psicologia, diritto, filosofia, teologia, etica, antropologia, sociologia. La sua interdisciplinarita non e un accessorio, ma una caratteristica strutturale.

Questa ricchezza e anche la sua difficolta. Mettere a confronto saperi cosi differenti senza ridurli a slogan richiede rigore. La bioetica non puo accontentarsi di risposte facili, ne puo ignorare la complessita reale dei problemi che affronta.

Due rischi da evitare

In questo percorso la bioetica corre almeno due rischi. Il primo e quello di essere considerata materia che riguarda soprattutto filosofi, moralisti, sociologi e giuristi, e non chi si occupa direttamente di scienza. Possiamo anche scegliere di non interessarci affatto di bioetica, ma e ragionevole attendersi che prima o poi sia la bioetica a interessarsi di noi, bussando alla porta con qualche domanda capace di mettere alla prova la nostra comprensione del senso stesso della vita.

Il secondo rischio e che la sua indubbia complessita induca qualcuno a concludere che nessuna verita sia raggiungibile. Eppure ciascuno di noi e in grado di pensare e di capire, di conoscere e di scegliere, e dunque anche di formarsi convinzioni etiche. La complessita non e sinonimo di rinuncia al pensiero.

La fiducia nella ragione

Una riflessione sulla rilevanza etica della ricerca e della pratica neuroscientifica puo essere l’occasione per tornare a interrogarsi sull’uomo e sul suo futuro. Al centro c’e una caratteristica che qualifica la natura umana: il desiderio di avvicinarsi sempre piu alla verita delle cose attraverso l’uso della ragione.

E lo stesso desiderio che Dante mette in bocca a Ulisse quando ricorda agli uomini che non sono fatti per vivere come bruti, ma per seguire virtute e canoscenza. La conoscenza, in questa prospettiva, non e fine a se stessa: e legata alla virtu, cioe a un uso responsabile di cio che si scopre. La bioetica raccoglie esattamente questa eredita, chiedendo che il sapere scientifico cammini accanto alla consapevolezza morale.

Domande frequenti

Perche e nata la bioetica?

E nata perche i progressi delle biotecnologie hanno posto interrogativi morali che l’etica tradizionale non era attrezzata ad affrontare, mancando delle conoscenze scientifiche necessarie. La bioetica colma questo spazio.

Che cosa significa che la bioetica e interdisciplinare?

Significa che per rispondere alle sue domande deve integrare saperi diversi, dalla medicina alla biologia, dal diritto alla filosofia, dalla psicologia alla sociologia. Nessuna disciplina, da sola, basta a comprendere problemi cosi complessi.

La complessita della bioetica rende impossibile trovare risposte?

No. La complessita non equivale all’impossibilita di conoscere. Ogni persona puo pensare, comprendere e scegliere, e dunque formarsi convinzioni etiche fondate, pur senza la pretesa di esaurire ogni questione.

Che cosa c’entra Dante con le neuroscienze?

Il verso sul seguire virtute e canoscenza esprime il legame tra conoscenza e responsabilita morale. E lo stesso legame che la bioetica propone alla ricerca scientifica contemporanea, comprese le neuroscienze.

La bioetica nasce dove l’etica tradizionale non arriva, per rispondere agli interrogativi sollevati dalle biotecnologie. La sua forza e l’interdisciplinarita; i suoi rischi sono l’isolamento dagli scienziati e la rinuncia a cercare verita di fronte alla complessita. Al centro resta la fiducia nella ragione e il desiderio, dantesco, di unire conoscenza e virtu.
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