Cosa dicono i dati sul coinvolgimento paterno
Le associazioni documentate riguardano più dimensioni.
Un maggiore coinvolgimento paterno si associa a esiti migliori nello sviluppo cognitivo e comportamentale dei figli, con effetti di entità contenuta e con i consueti limiti degli studi osservazionali.
Si associa a minore carico e a migliore benessere materno, che è una delle vie attraverso cui l’effetto sui figli si produce.
E si associa a maggiore soddisfazione di coppia, in particolare quando la distribuzione dei compiti è percepita come equa: che non coincide necessariamente con uguale.
Va precisata la qualità del coinvolgimento: ciò che conta non è la quantità di tempo in presenza ma la responsabilità assunta, cioè l’occuparsi delle decisioni e dell’organizzazione, non solo l’esecuzione di compiti assegnati. La distinzione è centrale ed è quella che il carico mentale rende visibile.
Cosa cambia realmente il comportamento
È il punto più interessante, perché sposta il tema dal piano individuale a quello delle politiche.
I congedi riservati e non trasferibili al padre sono associati a un uso molto maggiore rispetto ai congedi condivisi: quando il diritto è trasferibile, viene usato prevalentemente dalle madri.
Il livello di retribuzione del congedo è un fattore determinante: congedi poco retribuiti vengono usati poco, indipendentemente dagli atteggiamenti dichiarati.
Va segnalato il risultato più solido, emerso dagli studi sui paesi che hanno introdotto quote riservate: l’effetto è duraturo. I padri che hanno usato il congedo nei primi mesi risultano più coinvolti anche anni dopo, e la divisione dei compiti nella coppia resta più equilibrata.
La spiegazione proposta è pratica: nei primi mesi si acquisiscono competenze di accudimento, e chi le ha acquisite continua a usarle. Chi non le ha acquisite resta in una posizione di assistente, che si autoconferma nel tempo.
Cosa va corretto
Alcune convinzioni ricorrenti non reggono.
Che l’accudimento sia una competenza istintiva femminile: è appresa, e si acquisisce facendo. È il motivo per cui la questione dei primi mesi è decisiva.
Che il padre sia un sostituto in assenza della madre: la ricerca sull’attaccamento indica che i bambini sviluppano legami con più figure, e che questi legami hanno valore proprio.
Che la depressione perinatale riguardi solo le madri: è documentata anche nei padri, con rischio nettamente maggiore quando la madre ne soffre, e si presenta spesso come irritabilità, ritiro o aumento del consumo di alcol anziché come tristezza.
E che il tema riguardi solo le coppie eterosessuali: gli studi sulle famiglie omogenitoriali non rilevano differenze negli esiti dei figli riconducibili alla struttura familiare, e ciò che conta sono qualità delle relazioni e stabilità.
Cosa serve, in pratica
- Nei primi mesi, assumere compiti in modo autonomo anziché su richiesta: è la differenza fra condividere e assistere.
- Non correggere: la supervisione costante dell’altro genitore su come si svolgono i compiti è un fattore documentato di riduzione del coinvolgimento.
- Rendere esplicito il carico mentale (chi ricorda, chi organizza, chi decide) e distribuirlo, perché è la parte invisibile e quella che pesa.
- Usare i congedi disponibili nel periodo in cui producono l’effetto maggiore, cioè presto.
- E riconoscere i segnali di depressione perinatale in entrambi i genitori, chiedendo aiuto se durano oltre un paio di settimane.
Domande frequenti
Il coinvolgimento del padre incide sui figli?
Si associa a esiti migliori nello sviluppo cognitivo e comportamentale, con effetti contenuti, e passa anche attraverso il benessere materno.
Cosa aumenta l’uso dei congedi da parte dei padri?
Che siano riservati e non trasferibili, e che siano adeguatamente retribuiti. Quando sono trasferibili vengono usati prevalentemente dalle madri.
L’effetto dei congedi dura nel tempo?
Si: i padri che li hanno usati nei primi mesi risultano piu coinvolti anche anni dopo, perche in quel periodo si acquisiscono competenze di accudimento.
L’accudimento e istintivo?
No, e una competenza appresa che si acquisisce facendo. Per questo il periodo iniziale e decisivo.
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