Psicologia Sociale e del Comportamento

Matrimoni & Decisioni

Scegliere una persona con cui costruire una vita è la decisione con più informazioni mancanti e meno possibilità di prova. La psicologia della decisione ha qualcosa da dire, ma il risultato più utile riguarda cosa accade dopo la scelta. Articolo divulgativo, non sostituisce una consulenza professionale. In presenza di violenza o controllo in una relazione: […]

Matrimoni & Decisioni
Scegliere una persona con cui costruire una vita è la decisione con più informazioni mancanti e meno possibilità di prova. La psicologia della decisione ha qualcosa da dire, ma il risultato più utile riguarda cosa accade dopo la scelta.
Articolo divulgativo, non sostituisce una consulenza professionale. In presenza di violenza o controllo in una relazione: 1522, attivo 24 ore su 24.

Perché la scelta ottimale non è possibile

Il modello dell’agente perfettamente razionale richiede informazione completa, tempo illimitato e capacità di calcolo illimitate. Nessuna di queste condizioni esiste.

Ciò che le persone fanno realmente è stato descritto come razionalità limitata: si esplora fino a un certo punto e si sceglie un’opzione sufficientemente buona, non la migliore possibile.

Va detto che questa non è una versione difettosa della razionalità: in condizioni di informazione incompleta e tempo limitato, è la strategia appropriata. Cercare l’ottimo dove l’ottimo non è identificabile è di per sé un errore.

Un risultato utile riguarda proprio questa distinzione: chi tende a massimizzare (a cercare sempre l’opzione migliore) ottiene talvolta esiti oggettivi migliori ma riporta minore soddisfazione, più rimpianto e più difficoltà a chiudere le decisioni. Chi si accontenta di ciò che è sufficiente riporta maggiore soddisfazione.

Il problema dell’esplorazione

Esiste una classe di problemi matematici che formalizza questa situazione: come decidere quando fermarsi, se le opzioni si presentano in sequenza e non si può tornare indietro.

La soluzione formale prevede una fase di esplorazione senza impegno, seguita dalla scelta della prima opzione migliore di tutte quelle già viste.

Va precisato che questi modelli descrivono una situazione idealizzata e non trasferibile alle relazioni reali, dove le persone non sono un campione ordinato, dove si può tornare indietro e dove la qualità di una relazione non è una proprietà dell’altro ma di ciò che si costruisce insieme.

Ciò che se ne ricava è comunque sensato: esplorare senza impegnarsi ha un valore, e prolungare l’esplorazione oltre un certo punto ha un costo.

Il risultato che conta di più

È qui che la ricerca sulle coppie offre l’informazione più utile, e ribalta la domanda iniziale.

Le analisi su grandi campioni mostrano che le caratteristiche dei singoli partner predicono la soddisfazione della relazione molto meglio della loro combinazione.

In altri termini: la compatibilità come incastro fra due persone (l’idea che esista il partner giusto da individuare) ha valore predittivo scarso. Ciò che predice è come ciascuno sta e come si comporta.

Va aggiunto un dato che indebolisce ulteriormente la logica della selezione: le caratteristiche dichiarate come desiderate non predicono chi si troverà attraente né con chi si starà bene.

Ne segue una riformulazione: la domanda «come scelgo la persona giusta» è meno produttiva di «cosa determina che una relazione funzioni». E su questo esistono risposte.

Cosa predice la soddisfazione nel tempo

  • La reattività: rispondere in modo che l’altro si senta compreso. È l’ingrediente meglio documentato.
  • Il modo di reagire alle buone notizie, che predice la soddisfazione quanto la gestione dei conflitti.
  • Il rapporto fra scambi positivi e negativi nella quotidianità.
  • La riparazione dopo l’attrito: le coppie stabili non evitano i conflitti, li ricuciono.
  • La percezione di equità nella distribuzione dei carichi domestici e di cura.

Va detto anche il quadro realistico: la soddisfazione di coppia declina in media nel tempo, e le transizioni (convivenza, nascita di un figlio, malattia) sono momenti di rischio prevedibili. Saperlo evita di leggere un calo fisiologico come prova di aver scelto male.

E un’ultima nota: la somiglianza sui valori è associata a maggiore soddisfazione, mentre l’idea che gli opposti si attraggano non è sostenuta. È forse l’unico criterio di selezione con supporto empirico decente.

Domande frequenti

Esiste una scelta ottimale del partner?

No: richiederebbe informazione completa e tempo illimitato. Scegliere un’opzione sufficientemente buona non e un ripiego, e la strategia appropriata in queste condizioni.

Chi cerca sempre il meglio ottiene di piu?

Talvolta esiti oggettivi migliori, ma riporta minore soddisfazione, piu rimpianto e piu difficolta a chiudere le decisioni.

Esiste la persona giusta da individuare?

La compatibilita come incastro ha valore predittivo scarso: contano piu le caratteristiche dei singoli che la loro combinazione.

Cosa predice che una relazione funzioni?

Reattivita, risposta alle buone notizie, rapporto fra scambi positivi e negativi, capacita di riparare ed equita percepita nei carichi.

La scelta ottimale del partner non e possibile, e accontentarsi di cio che e sufficientemente buono non e un ripiego ma la strategia adeguata: chi cerca sempre il meglio riporta meno soddisfazione. Il risultato che conta di piu ribalta la domanda: la compatibilita come incastro predice poco, mentre predicono le caratteristiche dei singoli e cio che si costruisce. Reattivita, riparazione ed equita valgono piu di qualunque criterio di selezione.
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