La scuola come luogo di crescita
Insieme alla famiglia, la scuola è la principale agenzia di formazione e socializzazione, uno dei perni su cui promuovere il benessere integrale (fisico, psicologico e relazionale) dei ragazzi. Non può quindi essere solo il luogo della trasmissione di nozioni: è uno spazio di vita, dove si sperimentano incontri tra coetanei, si impara la convivenza e ci si relaziona con gli adulti.
Alcune di queste esperienze diventano preziose occasioni di crescita; altre possono invece produrre contrasti, disagi e sofferenza. È in questo contesto che si inserisce lo Sportello d’Ascolto Psicologico, parte di un progetto più ampio teso a valorizzare l’individuo nella sua interezza, stimolando una crescita tanto cognitiva quanto emozionale.
Chi è lo psicologo scolastico
Vale la pena chiarire una distinzione. Lo psicologo è un professionista che, per legge, utilizza strumenti di prevenzione, diagnosi, sostegno e riabilitazione in ambito psicologico, rivolti alla persona, al gruppo e alle comunità. Lo psicoterapeuta è invece uno psicologo o un medico che ha acquisito, con una specializzazione post-laurea di almeno quattro anni, tecniche specifiche per trattare i disagi della sfera psichica.
All’interno della scuola, lo psicologo svolge diverse funzioni: favorire la riflessione, promuovere l’educazione alla salute e la prevenzione del disagio, stimolare negli studenti la motivazione allo studio e la fiducia in sé, offrire ascolto e una relazione di aiuto, collaborare con le famiglie contro la dispersione scolastica e contribuire alla formazione di docenti e genitori.
Che cos’è lo Sportello d’Ascolto
Lo Sportello d’Ascolto Psicologico è un servizio di promozione della salute, intesa nel senso ampio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: benessere fisico, psichico e socio-relazionale. I suoi obiettivi sono la prevenzione del disagio e delle devianze e l’educazione alla gestione del proprio equilibrio, nel rispetto dell’individualità.
Generalmente gratuito e attivo in orario scolastico, offre a studenti, genitori e insegnanti l’occasione di avvicinarsi a una figura di aiuto: lo psicologo, preferibilmente esterno all’istituzione. È uno spazio dedicato prioritariamente ai ragazzi e alle loro difficoltà con la scuola, la famiglia e i coetanei, ma aperto anche ai genitori che vogliano capire e affrontare le difficoltà che sorgono con un figlio che cresce.
Non è psicoterapia: è counseling
Un punto importante: il colloquio allo Sportello non ha fini terapeutici, ma di counseling. Serve ad aiutare il ragazzo a individuare i problemi e le possibili soluzioni. Si tratta di una consultazione psicologica breve (di norma un massimo di 3-4 incontri per studente) pensata per ri-orientare l’adolescente in difficoltà: ridurre la confusione, ristabilire le priorità sulla base dei propri valori, distinguere le proprie esigenze dalle pressioni sociali.
Il clima di ascolto empatico e non giudicante, tutelato dal segreto professionale, favorisce una riflessione profonda sulla propria esperienza. Attraverso questa relazione l’adolescente può comprendere meglio il proprio mondo interiore, riscoprire potenzialità inespresse e uscire dall’impasse che a volte causa passività e sofferenza. Se emergono problematiche che richiedono un approfondimento maggiore, lo psicologo indirizza lo studente verso un servizio adeguato per proseguire il lavoro.
A chi si rivolge
In senso stretto lo Sportello è pensato per gli studenti. In senso più ampio, nello spirito di alleanza educativa, diventa un punto di riferimento per la scuola nel suo insieme, aperto a tutti gli adulti che vivano problematiche nel rapporto con bambini e adolescenti:
- agli studenti offre ascolto, accoglienza, sostegno alla crescita, orientamento e aiuto nella gestione dei conflitti;
- ai genitori offre supporto nel potenziare le proprie capacità genitoriali e le abilità comunicative con i figli, per una genitorialità piena e consapevole;
- ai docenti fornisce indicazioni psicopedagogiche da integrare nelle attività curriculari.
Riservatezza e metodo
I contenuti di ogni colloquio sono strettamente coperti dal segreto professionale. Se emergono aree-problema su cui intervenire a livello educativo-preventivo, lo psicologo fornirà alla scuola solo indicazioni generali per promuovere nuove iniziative. Per accedere individualmente al servizio, gli studenti minorenni devono presentare il modulo di consenso informato firmato da un genitore.
Il metodo è quello del colloquio psicologico, condotto in spirito di non giudizio. Oltre ai colloqui individuali, il servizio può prevedere incontri con le classi gestiti con il metodo del circle-time, per costruire insieme uno spazio in cui prendere coscienza di sé e dell’altro e discutere apertamente di emozioni e vissuti. In sintesi, lo Sportello d’Ascolto è molto più di un servizio: è un’occasione concreta per prendersi cura del benessere di chi vive la scuola ogni giorno.
Domande frequenti
Cos’è lo Sportello d’Ascolto Psicologico nella scuola?
È un servizio gratuito, attivo in orario scolastico, che offre a studenti, genitori e insegnanti la possibilità di confrontarsi con uno psicologo. Promuove il benessere psico-fisico e relazionale, previene il disagio e aiuta ad affrontare le difficoltà legate alla crescita e alla vita scolastica.
Lo Sportello è una forma di psicoterapia?
No. Il colloquio ha fini di counseling, non terapeutici: aiuta a individuare problemi e soluzioni in un numero limitato di incontri (di norma 3-4). Se emergono problematiche più profonde, lo psicologo indirizza la persona verso un servizio adeguato per proseguire il lavoro.
Chi può rivolgersi allo Sportello?
Prioritariamente gli studenti, ma anche genitori e insegnanti. Ai ragazzi offre ascolto e orientamento, ai genitori supporto nelle competenze educative, ai docenti indicazioni psicopedagogiche. È un punto di riferimento per l’intera comunità scolastica.
I colloqui sono riservati?
Sì, sono coperti dal segreto professionale. Gli studenti minorenni devono presentare un modulo di consenso informato firmato da un genitore. Solo eventuali aree-problema di rilevanza educativa vengono segnalate alla scuola in forma generale, senza violare la riservatezza dei singoli.
Lascia un commento