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Le Problematiche della Formazione Professionale nel Settore Congressuale

Breve Estratto

Le condizioni per lo sviluppo dell’industria congressuale in Italia sono gli investimenti strutturali, gli investimenti in promozione, lo sviluppo di un sistema di qualità, che si compone di tanti segmenti e soggetti, che partono dall’accoglienza della città, quindi dal sistema di accoglienza di un territorio, e si completano con tutta la filiera congressuale.
Per costruire un sistema di qualità è necessario definire ed istituire un percorso formativo, il quale riesca a formare delle risorse umane a livello professionale adeguato, e faccia emergere delle figure di leadership in grado di coordinare questa offerta così frammentata: oggi, pur in presenza di rilevanti innovazioni tecnologiche, il fattore umano si dimostra una variabile fondamentale per realizzare approcci di management quali ad esempio il Total Quality Management.
Il fattore umano, dall’amministratore delegato, alla hostess a contatto diretto con il congressista e ciò che crea e sostiene la visione strategica dell’impresa.
L’Italia, destinazione turistica storica, appare già negli anni settanta piuttosto organizzata nella formazione degli addetti a questo settore così significativo nella sua vita economica.
Gli istituti alberghieri, quelli tecnici per il turismo ed i professionali, i licei linguistici formano diplomati senza esperienza, ma tuttavia dotati delle conoscenze di base necessarie per cominciare una carriera professionale.
Nel 1993 la Comunità Europea definisce le “nuove forme di turismo” , tra le quali figurano quello fieristico-congressuale ed artistico-ambientale .
Come tutte le nuove forme di turismo, anche quello congressuale si è così trovato improvvisamente sotto i riflettori e risente proprio della rapidità con la quale ha visto crescere la sua importanza: si assiste ad un fiorire di iniziative, di matrice sia pubblica che privata, che sono evidenti testimonianze dell’attenzione di cui è fatto oggetto il settore.
Questo generale ed intenso interesse viene accolto con favore da parte degli operatori, tanto più che si cerca di porre rimedio a quelle che sono le carenze storiche dell’offerta congressuale italiana.
Anche la formazione professionale di settore non è esclusa da questa partecipazione, si assiste alla nascita di tutta una serie di progetti, iniziative e proposte dirette a colmare tali lacune.
Già da anni gli operatori lamentano, in forme ufficiali ed ufficiose, l’assoluta mancanza di adeguate strutture formative su tutto il territorio nazionale. La conseguenza di tutto ciò è l’estrema difficoltà che gli operatori hanno nel reperire sul mercato collaboratori adeguatamente formati, a tutt’oggi, la maggioranza degli addetti del comparto sono ex assistenti, ex accompagnatori o interpreti, che hanno formato la propria competenza nel corso degli anni, attraverso l’esperienza ed una dura e lunghissima gavetta.
Nel settore congressuale la dimensione delle imprese è ridotta e conseguentemente lo è anche la disponibilità delle risorse, tutto ciò va aggiunto al fatto che si tratta di un settore a Qualità totale, che richiede quindi professionalità specificamente elevate, e che vede affacciarsi sempre nuovi attori sul mercato. A tutto si cerca di dare delle risposte, ma, come spesso avviene nei settori che hanno vissuto una crescita tanto improvvisa quanto esponenziale, esse sono, da un lato, ancora insufficienti e, dall’altro, confuse, assolutamente non coordinate e frequentemente non utili.
I privati sono i primi ad accorgersi del bisogno di formazione che emerge dal settore, i primi “corsi per assistente ed operatore congressuale” sono progettati, organizzati e realizzati da Istituti privati: le scuole di formazione private per prime intuiscono il business e riescono ad attrarre come clienti molti dei neodiplomati desiderosi di darsi una specializzazione. Ma non vanno al di là di questo: i docenti spesso non sono qualificati, non sono previsti seri stage in azienda, sono organizzati da persone o enti che con il
turismo, e tantomeno con quello congressuale, non hanno mai avuto niente a che fare. Si tratta di una formazione genericamente turistica e non specificatamente congressuale.
Il settore pubblico si è mosso in ritardo, ma è almeno l’autore di una impostazione corretta: anzitutto l’istituzione della “terza Area” negli istituti professionali mette in contatto diretto gli studenti con il mondo del lavoro, si tratta di quella parte che viene inserita da alcuni anni nei programmi degli Istituti professionali: esperti provenienti dal mondo dell’impresa tengono cicli di lezioni che, pur non portando ad una vera e propria specializzazione, a causa del respiro necessariamente limitato dei corsi, arrivano perlomeno a sensibilizzare gli studenti su uno specifico settore in modo più attuale ed aggiornato rispetto a quanto affrontato dai programmi ministeriali.
E’ il contatto con chi opera nel settore che riesce a trasmettere ai ragazzi quelle nozioni orientate al “saper fare” che rendono l’esperienza didattica più concreta.
Altro esempio dell’ attenzione del pubblico in questo settore è l’approvazione e la realizzazione in tutta Italia di numerosi corsi per operatore congressuale finanziati dal Fondo Sociale Europeo, quindi con la collaborazione di Comuni, Province, Regioni. In questo caso la questione si fa più complicata, perché non c’è modo di verificare l’effettiva qualità di ciascuna di queste iniziative.
Sussiste tuttavia un problema notevole che è comune tanto ai formatori privati quanto a quelli pubblici, si tratta della reale e generalizzata carenza di docenti veramente qualificati nel settore, è raro trovare “professori” di tecnica congressuale.
L’unica vera figura di docente ottimale è quella di un soggetto che abbia lavorato direttamente, per anni, e con qualifica medio-alta, nel settore del turismo congressuale, condizione fondamentale quest’ultima per poter trasmettere nozioni con l’adeguata visione generale delle diverse problematiche di lavoro.
In un settore relativamente giovane, quale il congressuale, le possibilità di impiego sono tante quanti sono gli aspetti dell’organizzazione congressuale. Tuttavia, a causa della facilità di accesso alle occupazioni del settore, soprattutto per i giovani con scarsa esperienza lavorativa è facile trovare un impiego che, nella maggior parte dei casi è visto solo come un mezzo per ottenere un facile guadagno durante il corso di studi.[1]
Il contatto con i clienti richiede molta professionalità e flessibilità: risorse umane flessibili sono risorse polivalenti, che sanno adattarsi velocemente a nuovi ruoli, garantendo un elevato problem solving nel contatto con il cliente ed un servizio qualitativamente più completo. Allo stesso tempo, la polivalenza del personale produttivo comporta una maggiore rapidità di adattamento alla variabilità delle richieste dei clienti.

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