Psicoterapia e Psicoanalisi

La Più Pazza Malattia che la Fantasia Psichiatrica Potesse Inventare: l’Attacco di Panico

L’attacco di panico e stato definito, con un’iperbole diventata celebre, la piu pazza malattia che la fantasia psichiatrica potesse inventare: arriva all’improvviso, sembra minacciare la vita e non lascia dietro di se alcuna lesione visibile. Eppure di follia non si tratta. Le neuroscienze e la psicologia del profondo, guardandolo da angolature diverse, convergono nel descriverlo […]

Psicolab — La Più Pazza Malattia che la Fantasia Psichiatrica Potesse Inventare: l’Attacco di Panico
L’attacco di panico e stato definito, con un’iperbole diventata celebre, la piu pazza malattia che la fantasia psichiatrica potesse inventare: arriva all’improvviso, sembra minacciare la vita e non lascia dietro di se alcuna lesione visibile. Eppure di follia non si tratta. Le neuroscienze e la psicologia del profondo, guardandolo da angolature diverse, convergono nel descriverlo come un fenomeno comprensibile, radicato tanto nel funzionamento del cervello quanto nella storia affettiva della persona.

Che cosa e un attacco di panico

L’attacco di panico e un episodio di paura o disagio molto intensi che insorge rapidamente e raggiunge il culmine nel giro di pochi minuti. Si accompagna a un corteo di sintomi fisici: battito accelerato, sensazione di soffocamento, oppressione al petto, sudorazione, tremore, vertigini, formicolii, e spesso la sensazione angosciante di perdere il controllo o di stare per morire. Proprio perche il corpo e cosi coinvolto, molte persone alla prima crisi temono un infarto e si rivolgono al pronto soccorso.

Un elemento centrale e la cosiddetta paura della paura. Dopo il primo episodio, il timore che l’attacco possa ripresentarsi diventa esso stesso una fonte di ansia, e puo spingere a evitare luoghi o situazioni associati alla crisi. Questo meccanismo di anticipazione ed evitamento e cio che, quando si struttura, trasforma singoli episodi in un vero e proprio disturbo.

Lo sguardo delle neuroscienze

Sul versante neurobiologico l’attenzione si concentra sul sistema limbico, l’insieme di strutture profonde del cervello coinvolte nell’elaborazione delle emozioni. All’interno di questo sistema un ruolo di primo piano spetta all’amigdala, una piccola struttura che funziona come sentinella per le minacce e che, quando si attiva, mette in moto la risposta di allarme dell’organismo.

Un falso allarme

Nel panico questa risposta di allarme, utile e adattiva quando c’e un pericolo reale, si innesca in assenza di una minaccia oggettiva. E come se il sistema di sicurezza dell’organismo suonasse a vuoto: il corpo si prepara alla fuga o alla lotta, con tutte le sue reazioni fisiologiche, ma non c’e nulla da cui fuggire. La contiguita anatomica fra le strutture che regolano l’allarme e quelle che elaborano gli stati affettivi aiuta a capire perche un’alterazione emotiva possa tradursi cosi rapidamente in una tempesta corporea.

Lo sguardo della psicologia del profondo

La lettura psicodinamica non contraddice quella neurobiologica: la completa, chiedendosi che cosa quell’allarme significhi nella storia della persona. In questa prospettiva, alla base dell’attacco di panico si ipotizza spesso una grave angoscia di separazione, un’angoscia legata al timore profondo di perdere un legame vissuto come vitale.

Alcuni autori collegano questa angoscia al persistere, nella mente adulta, di un’area fusionale primitiva, cioe di un modo arcaico di vivere il rapporto con l’altro in cui i confini fra se e l’altro non sono ancora ben definiti. Questa area affonderebbe le radici in un disturbo dei primi processi di differenziazione fra il se e l’oggetto, ovvero nel modo in cui, molto presto nello sviluppo, si costruisce il senso di essere una persona distinta e insieme legata agli altri. L’attacco, in questa lettura, sarebbe l’irruzione improvvisa di un’angoscia molto antica.

Due linguaggi per un solo fenomeno

Il valore di tenere insieme i due sguardi sta proprio nel fatto che descrivono la stessa cosa con vocabolari diversi. Le neuroscienze indicano dove e come, nel cervello, si accende l’allarme; la psicodinamica prova a dire perche, nella biografia affettiva, quell’allarme trovi terreno fertile. Non sono spiegazioni in competizione, ma due livelli di uno stesso fenomeno, quello biologico e quello del significato.

Da questo intreccio derivano anche le strade di aiuto piu solide, che oggi combinano interventi psicologici e, quando indicato, farmacologici. Se episodi di questo tipo si ripetono e condizionano la vita quotidiana, la cosa piu utile e rivolgersi a un professionista della salute mentale: l’attacco di panico e frequente, ben studiato e trattabile, e riconoscerlo per quello che e rappresenta gia il primo passo per ridurne la presa.

Che cosa aiuta nel momento della crisi

Sapere che cosa sta accadendo e gia, di per se, uno strumento. Ricordare che l’attacco raggiunge un culmine e poi rientra da solo, e che i sintomi per quanto violenti non stanno danneggiando l’organismo, aiuta a non alimentare la paura con altra paura. Molte persone trovano utile ancorarsi al respiro, rallentandolo e allungando l’espirazione, perche l’iperventilazione contribuisce a diversi sintomi fisici della crisi; oppure riportare l’attenzione al presente attraverso i sensi, per esempio nominando gli oggetti che si vedono o le sensazioni del contatto con il terreno.

Sono accorgimenti che possono attenuare l’intensita del momento, ma non sostituiscono un percorso di cura quando gli episodi si ripetono. Vale la pena ribadirlo: se gli attacchi diventano frequenti, se la paura di un nuovo episodio comincia a restringere la vita e a imporre evitamenti, la risposta piu efficace non e affrontare tutto da soli, ma rivolgersi a un professionista della salute mentale, che potra proporre gli interventi psicologici e, quando indicato, farmacologici oggi disponibili.

Domande frequenti

Un attacco di panico e pericoloso per il cuore?

I sintomi fisici sono reali e spaventosi, ma l’attacco di panico in se non e un evento cardiaco e non provoca danni all’organismo. La sensazione di stare per morire fa parte del quadro. Alla prima crisi, tuttavia, e sensato un controllo medico per escludere altre cause, dopodiche riconoscere la natura del fenomeno aiuta a ridimensionarlo.

Perche si parla di paura della paura?

Perche dopo il primo episodio il timore che l’attacco si ripresenti diventa esso stesso fonte di ansia. Questo circolo di anticipazione ed evitamento e il meccanismo che trasforma episodi isolati in un disturbo strutturato.

Che cos’e l’angoscia di separazione a cui si fa riferimento?

E un’angoscia profonda legata al timore di perdere un legame vissuto come vitale. La lettura psicodinamica la collega al persistere di modi molto precoci di vivere il rapporto con l’altro e la individua come possibile radice affettiva dell’attacco di panico.

Si puo guarire dagli attacchi di panico?

Il disturbo di panico e frequente, ben studiato e trattabile. Le strade di aiuto piu solide combinano interventi psicologici e, quando indicato, farmacologici. Rivolgersi a un professionista della salute mentale e il passo piu utile quando gli episodi si ripetono e condizionano la vita quotidiana.

L’attacco di panico non e follia ne una minaccia per la vita: e un falso allarme del sistema che regola le emozioni, che le neuroscienze localizzano nel sistema limbico e la psicodinamica collega a un’antica angoscia di separazione. Riconoscerlo come fenomeno comprensibile e trattabile e il primo passo, e quando gli episodi si ripetono la strada giusta e chiedere aiuto a un professionista.
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