Psicologia Clinica e Psicopatologia

L’ Evoluzione Storica dell’Ospedalizzazione del Bambino Malato

La storia dell’ospedalizzazione del bambino malato attraversa secoli di trasformazioni sociali, culturali e mediche. Dall’assistenza ai bambini abbandonati nel Medioevo alla nascita dei primi ospedali pediatrici, il modo in cui la societa si e presa cura dei piu piccoli riflette l’evoluzione del concetto stesso di infanzia e di salute. Questo articolo ripercorre le tappe fondamentali […]

Psicolab — L’ Evoluzione Storica dell’Ospedalizzazione del Bambino Malato
La storia dell’ospedalizzazione del bambino malato attraversa secoli di trasformazioni sociali, culturali e mediche. Dall’assistenza ai bambini abbandonati nel Medioevo alla nascita dei primi ospedali pediatrici, il modo in cui la societa si e presa cura dei piu piccoli riflette l’evoluzione del concetto stesso di infanzia e di salute. Questo articolo ripercorre le tappe fondamentali di questa evoluzione.

Salute, malattia e condizioni di vita

La salute e il suo contrario, le malattie, hanno dato vita negli ultimi anni a una lunga serie di temi legati oltre che alla ricerca anche alla storia dell’istituzione medico-ospedaliera. Temi importanti sono il rapporto fra l’insorgere della malattia e i livelli di alimentazione; il modo socialmente differenziato in cui “intellettuali” e “popolo” vivono la relazione con la medicina e la malattia; e la diffusa circolazione di pratiche terapeutiche di derivazione magico-religiosa che appaiono, ora alternative, ora complementari alla medicina ufficiale.

Il problema sanitario, fino all’avvento delle vaccinazioni di massa e degli antibiotici, e collegato piu che al numero dei presidi sanitari alle condizioni di vita e, in primis, alla questione del cibo. Questa problematica si divide in due grandi quadri storici: il primo va dal Medioevo all’eta moderna, il secondo va da un’economia rurale fino all’avvento della societa industrializzata.

Dalla medicina individuale a quella sociale

Il difficile e contraddittorio passaggio da una medicina che privilegiava il rapporto individuale a una medicina maggiormente attenta alla complessita del corpo sociale si trova nei saggi di Francesco Bussacchetti e di Valerio Marchetti. Essi individuano lo svilupparsi di una maggiore attenzione rispetto agli aspetti specialistici legati al sesso, all’eta e alle aree d’intervento. Se si affronta una lettura dei trattati medici del Seicento, si colgono i caratteri contraddittori di quest’ultima: i consigli terapeutici appaiono divisi per ceti sociali quanto a modelli alimentari, e sembrano riflettersi nella vera e propria complessione fisica dei pazienti, e quindi nelle patologie differenziate a cui danno luogo.

Un ulteriore elemento e la ricerca di una protezione dalla malattia alternativa a quella della scienza medica: il reticolo dei santuari, degli itinerari e i percorsi realizzati alla ricerca della salute. Al lettore contemporaneo non e facile immaginare il ruolo che, nelle societa preindustriali, era costituito dalla protezione non medico-sanitaria contro la malattia. Si pensi alla diffusione delle raffigurazioni pittoriche di santi come Rocco e Sebastiano che, nella loro funzione mediatrice, dovevano mitigare la collera divina e quindi limitare l’incidenza e la gravita della pestilenza.

La malattia non puo essere separata dall’idea che se ne fanno il malato e la cultura del suo paese e del suo tempo, anche se in ultima analisi l’idea che prevale in ogni epoca e a ogni latitudine e dominata dalla paura: paura dell’ignoto, del male, del castigo divino, della morte.

I precedenti e l’evoluzione dell’assistenza all’infanzia

L’assistenza ai bambini abbandonati viene in generale istituzionalizzata a partire dal XII-XIII secolo, in concomitanza con il generale sviluppo di luoghi di ricovero destinati al soccorso degli emarginati, a seguito del notevole aumento demografico e della corrispondente urbanizzazione. E da quest’epoca che le istituzioni assistenziali di tipo “ospedaliero”, nell’accezione piu antica del termine, iniziano a prendersi cura sistematicamente anche dei bambini abbandonati. Con lo sviluppo del cristianesimo, come avverte John Boswell, erano privilegiati i luoghi di culto e i monasteri.

Nonostante l’eccezionalita delle testimonianze relative al precoce sviluppo di istituzioni dedite all’accoglimento dei bambini abbandonati a Milano gia nell’VIII, X e XI secolo, si puo affermare che e solo alla fine del XII e, prevalentemente, nel corso del XIII secolo che compaiono un po’ ovunque norme e disposizioni sull’accoglimento dei bambini negli ospedali, dediti in genere a un’attivita tipicamente medievale poliassistenziale.

Il caso di Firenze

Mancano invece per Firenze, per la fine del Duecento, testimonianze precise di un’attivita assistenziale organizzata rivolta ai piccoli abbandonati all’interno delle mura, dove presumibilmente confluivano nelle chiese e negli ospizi loro annessi. Nel corso del Duecento, verso e oltre la meta, si ha un’attenzione precisa al recupero dei bambini in citta, e nel Trecento un valido sostegno alla cura dei bambini.

Il Quattrocento e stato indicato dagli storici come un periodo di notevole sensibilita verso i trovatelli, sensibilita che pare tradursi, per alcuni esperti, in un aumento generale del numero degli “esposti”, come e stato riscontrato da Richard Trexler per la stessa Firenze, proprio dal momento dell’apertura del grande complesso assistenziale a loro unicamente destinato. Gia alla fine del XV e nel XVI secolo la consueta tolleranza verso il fenomeno dell’abbandono dei bambini pare terminare o evolversi secondo nuovi schemi assistenziali.

L’attenzione verso gli abbandonati, che prende corpo in questo periodo di transito tra XV e XVI secolo, appare conseguenza di una maggiore attenzione verso l’infanzia e, insieme, tentativo di diversificazione degli interventi, dai quali traspare gia il rifiuto della pratica dell’abbandono che non sia dettato da casi di estrema necessita, quali la salvaguardia dell’onore per gli illegittimi o la morte di uno o entrambi i genitori per gli orfani.

La nascita della pediatria come disciplina

L’8 aprile 1802 nasceva in Firenze una cattedra di pediatria per iniziativa del re d’Etruria Lodovico I di Borbone, che ne affidava l’incarico al prof. Gaetano Palloni, incaricato di tenere lezioni teoriche e pratiche nell’Ospizio degli Innocenti. Nello stesso anno, l’illuminato re d’Etruria, sensibile al problema della medicina infantile, ripristino il posto di dissettore presso l’Ospizio degli Innocenti, affidandolo al prof. Giuseppe Nannoni, perche esercitasse autopsie sui cadaveri dei bambini al fine di approfondire le cause dei decessi e di integrare l’insegnamento clinico con quello anatomico.

Nel giugno 1807 la regina reggente Maria Luisa di Spagna ripristino la cattedra di pediatria, affidandone l’incarico allo stesso dott. Giuseppe Nannoni, allarmata dalla forte moria di bambini e stimolata dai medici della facolta. Ma anche questa volta la Scuola di pediatria fiorentina non ebbe fortuna: con gli sconvolgimenti provocati dalle gesta napoleoniche, tutte le vecchie istituzioni furono soppresse o rinnovate, e quando nel 1807 la Toscana divenne provincia francese, la Scuola venne definitivamente chiusa.

Il primo ospedale pediatrico

Nel corso del XIX secolo l’Italia fu sconvolta dalle guerre risorgimentali, e si dovette attendere il raggiungimento dell’Unita nazionale prima che i governi mettessero mano alle moderne istituzioni. Bisogno attendere quasi tutto il XIX secolo prima che in Italia comparisse nuovamente una scuola di pediatria, sull’esempio delle altre nazioni europee.

Se l’Ospedale degli Innocenti di Firenze fu la prima sede, transitoria, dell’insegnamento pediatrico, Parigi vide nascere nel 1802, in piena epoca napoleonica, il primo vero ospedale pediatrico, il 13 maggio di quell’anno. L’ospedale, chiamato “l’Hopital des enfants malades”, fu allestito all’interno di un vecchio convento di monache che durante la Rivoluzione era divenuto orfanotrofio, la “Maison de l’Enfant Jesus”. L’ospedale fu subito dotato di 300 letti e ospito bambini dai 2 ai 15 anni. La beneficenza privata consenti di portare il numero dei letti a 660, perche il successo dell’operazione aveva superato ogni previsione. Accanto ai reparti di degenza fu istituito anche un ambulatorio per l’assistenza dei bambini meno gravi, e nella stessa sede si svolgeva un’attivita di diffusione degli elementi di puericultura alle madri delle classi popolari.

Verso l’ospedale contemporaneo

Nel tempo, e soprattutto nell’ultimo cinquantennio, la concezione di salute e malattia si e profondamente modificata nella cultura occidentale. Da un lato, i sostanziali avanzamenti scientifici e tecnologici hanno aperto nuovi orizzonti di cura e prevenzione di patologie altrimenti non trattabili; dall’altro, la crescente consapevolezza dei cittadini del proprio ruolo attivo nella gestione della salute ha fatto uscire la medicina e le strutture dall’ambito strettamente diagnostico-terapeutico, modificando le richieste e le aspettative degli utenti. L’ospedale diviene pertanto un crocevia di interazioni umane caricate di valenze e di attese, anche se non sempre reali.

Domande frequenti

Quando nasce l’assistenza istituzionale ai bambini abbandonati?

L’assistenza ai bambini abbandonati viene istituzionalizzata a partire dal XII-XIII secolo, in concomitanza con lo sviluppo di luoghi di ricovero per gli emarginati, dovuto all’aumento demografico e all’urbanizzazione. Prima di quest’epoca, con lo sviluppo del cristianesimo, erano privilegiati i luoghi di culto e i monasteri, ma in modo sporadico.

Qual e stato il primo ospedale pediatrico?

Il primo vero ospedale pediatrico fu l’Hopital des enfants malades di Parigi, inaugurato il 13 maggio 1802 in piena epoca napoleonica. Dotato inizialmente di 300 letti (poi 660), ospitava bambini dai 2 ai 15 anni. L’Ospedale degli Innocenti di Firenze fu invece la prima sede dell’insegnamento pediatrico, sebbene in forma transitoria.

Perche fino all’Ottocento la salute dipendeva piu dalle condizioni di vita che dai presidi sanitari?

Perche prima dell’avvento delle vaccinazioni di massa e degli antibiotici, la principale determinante della salute era rappresentata dalle condizioni di vita, in primo luogo l’alimentazione. La medicina disponeva di strumenti limitati, e la protezione dalla malattia passava spesso attraverso pratiche magico-religiose complementari o alternative alla medicina ufficiale.

Come e cambiata la concezione dell’ospedale nel tempo?

L’ospedale e passato da luogo di accoglienza caritativa e poliassistenziale del Medioevo a struttura specializzata e scientifica. Nell’ultimo cinquantennio, grazie agli avanzamenti tecnologici e alla maggiore consapevolezza dei cittadini, e diventato un crocevia di interazioni umane, dove la cura non e piu solo diagnostico-terapeutica ma coinvolge aspettative, valenze relazionali e il ruolo attivo del paziente.

La storia dell’ospedalizzazione del bambino malato riflette l’evoluzione del modo in cui la societa concepisce l’infanzia, la salute e la cura. Dall’assistenza caritativa medievale ai bambini abbandonati, passando per la nascita della pediatria come disciplina scientifica nell’Ottocento, fino al primo ospedale pediatrico di Parigi nel 1802, ogni tappa segna un progressivo riconoscimento del bambino come soggetto che merita cure specifiche. Fino all’avvento di vaccini e antibiotici, la salute dipendeva soprattutto dalle condizioni di vita e dall’alimentazione, e la protezione dalla malattia passava anche attraverso pratiche religiose. L’ospedale contemporaneo, infine, e diventato un luogo complesso di interazioni umane, dove cura tecnica e dimensione relazionale si intrecciano.
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