La figura dello psicologo all’interno degli istituti scolastici è ancora avvolta nel mistero, non tanto perché non ne sia riconosciuta l’utilità, quanto perché rimangono ancora da regolamentare i suoi compiti, i suoi ambiti di azione, i suoi spazi e le sue modalità di movimento.
Si è ormai affermata la necessità di un supporto psicologico preventivo, si è rivalutato il ruolo dello psicologo rispetto all’età evolutiva, abbandonando la pregressa concezione che legava tale figura professionale a situazioni di recupero, di devianza, di marginalità, accostandola invece alla potenziale espressione della totalità del Sé. I tentativi di regolamentazione non sono mancati, riferendoci al progetto di legge Salvato del 1998, e al Protocollo d’intesa fra il Ministero della pubblica istruzione e vari rappresentanti della categoria degli psicologi, potremmo dire che le funzioni di uno psicologo all’interno della scuola, potrebbero essere:
- informazione circa i temi di sviluppo psicologico in età evolutiva;
- rapporto individuale con ogni allievo per il sostegno alla formazione della sua personalità;
- individuazione di soggetti con difficoltà psicologiche, loro sostegno e assistenza;
- collaborazione con gli insegnanti di sostegno;
- consulenza ed informazione per insegnanti;
- consulenza psicologica per le famiglie.
Si tratta, riassumendo, di 5 aree di intervento: consulenza e counseling, formazione, orientamento e collegamento per e con le famiglie, organizzazione, valutazione; il lavoro dello psicologo si direzionerebbe cioè verso tutti gli attori, allievi, genitori, insegnanti e istituzioni.
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