Psicologia Clinica e Psicopatologia

Importanza della posturologia in pediatria

La posturologia trova in ambito pediatrico applicazioni particolarmente utili. Nei bambini il sistema posturale è ancora in via di maturazione, e riconoscere per tempo squilibri legati a occhi, piedi, bocca o colonna può prevenire problemi destinati altrimenti a consolidarsi con la crescita. Perché la postura conta fin da piccoli Nel bambino il sistema tonico posturale, […]

Psicolab — Importanza della posturologia in pediatria
La posturologia trova in ambito pediatrico applicazioni particolarmente utili. Nei bambini il sistema posturale è ancora in via di maturazione, e riconoscere per tempo squilibri legati a occhi, piedi, bocca o colonna può prevenire problemi destinati altrimenti a consolidarsi con la crescita.

Perché la postura conta fin da piccoli

Nel bambino il sistema tonico posturale, cioè l’insieme di recettori e riflessi che regola l’equilibrio del corpo, non è ancora del tutto formato. Quando incontra un deficit a livello dei recettori, come occhi, piedi o apparato stomatognatico (bocca e masticazione), non sempre riesce a compensare nel modo abituale. Da qui possono nascere adattamenti scorretti che si ripercuotono sulla colonna e sull’atteggiamento generale del corpo.

Proprio perché in questa fase molto è ancora modificabile, un’attenzione precoce alla postura ha un valore soprattutto preventivo.

Postura e scoliosi

Tra le ipotesi più accreditate, una parte delle scoliosi viene letta come conseguenza di una richiesta di compenso in un sistema posturale ancora immaturo. Non riuscendo a compensare i deficit recettoriali mettendo in torsione il bacino o il cingolo scapolare, il corpo finisce per torcere la colonna. Diversi studi hanno osservato che, in presenza di scoliosi, sono spesso coinvolti più recettori contemporaneamente: per questo è importante valutarli e trattarli tutti, non uno solo.

Oltre una certa curvatura diventa necessario il corsetto. Qui vale un accorgimento pratico: tra la prescrizione e la consegna del dispositivo possono passare mesi, e nel frattempo la schiena del bambino cambia. Tenerne conto aiuta a non arrivare con uno strumento già poco adatto.

Le tappe della crescita da conoscere

La scoliosi va inquadrata nel percorso di sviluppo. Intorno ai sette anni e mezzo si completa la maturità propriocettiva; verso i quattordici anni inizia la prepubertà con la comparsa dei caratteri sessuali; intorno ai sedici anni e mezzo termina la maturazione ossea. Anche dopo questa soglia la curva non si fissa del tutto, ma può continuare a evolvere lievemente nel tempo. Fasi come la gravidanza e la menopausa, con i loro cambiamenti nei tessuti, possono influire ulteriormente sugli equilibri della colonna.

Segnali che spesso sfuggono

Non tutti i segnali posturali sono evidenti. Difficoltà di attenzione, svogliatezza, goffaggine o problemi di lettura possono in alcuni casi collegarsi a deficit della convergenza oculare o ad altri difetti visivi, tra le cause più frequenti di sindrome posturale. Anche inclinazioni e rotazioni ricorrenti del capo meritano attenzione: possono nascere da differenze di vista tra i due occhi, con il capo che si orienta per privilegiare l’occhio che vede meglio, a scapito dell’altro.

Un capitolo a parte riguarda le abitudini viziate della bocca, come la spinta della lingua, il succhiamento del labbro o la respirazione orale, le cui conseguenze si intrecciano con la deglutizione e con lo sviluppo delle arcate dentarie.

Consigli pratici per i genitori

Alcune attenzioni quotidiane aiutano lo sviluppo posturale del bambino. È preferibile limitare il succhiotto e, se usato, sceglierne uno anatomico, per non abituare la lingua a una posizione scorretta: la lingua dovrebbe appoggiarsi al palato dietro gli incisivi superiori, favorendo fonazione, deglutizione e respirazione. Non va allargato il foro della tettarella per far mangiare più in fretta il piccolo, perché lo induce a spingere la lingua in modo sbagliato.

Meglio scegliere scarpine senza rialzi interni, perché fino a una certa età il piede deve restare piatto, e favorire il più possibile il gattonamento e il camminare a piedi scalzi. Sono invece da evitare il girello, che salta l’importante fase del gattonamento, e il box, che spinge il bambino a sollevarsi sulle punte in modo scorretto. Prima e dopo una cura ortodontica è utile un controllo del logopedista e del medico che si occupa di posturologia. Conviene rivolgersi a lui in presenza di scoliosi, problemi di appoggio dei piedi, difficoltà di apprendimento o lettura, o mal di testa serale.

Domande frequenti

A che età ha senso valutare la postura di un bambino?

Non esiste un’età unica, ma poiché il sistema posturale matura per tappe fino all’adolescenza, i segnali vanno colti presto. In presenza di scoliosi, problemi visivi, difficoltà di apprendimento o mal di testa serali è opportuno un controllo.

La scoliosi dipende solo dalla schiena?

Non necessariamente. Nella lettura posturale la scoliosi può essere il risultato di compensi legati a più recettori, come occhi, piedi e bocca. Per questo la valutazione tende a considerare l’insieme dei sistemi coinvolti.

Il girello aiuta il bambino a camminare prima?

Non è consigliato. Salta la fase del gattonamento, importante per lo sviluppo, e allena il passo in modo scorretto. È preferibile favorire il gattonamento e il movimento libero a piedi scalzi.

In pediatria la posturologia ha soprattutto un valore preventivo: intercettare presto squilibri legati a occhi, piedi, bocca e colonna, quando il corpo è ancora molto plastico, aiuta a evitare che si consolidino. Alcune buone abitudini quotidiane, unite a controlli mirati e alla guida di un medico, fanno la differenza nella crescita del bambino.
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