ABSTRACT: Il concertista apprende con l’esercizio a riconoscere e distinguere ogni aspetto della musica che ascolta, il pittore impara a vedere distinzioni cromatiche invisibili all’occhio ingenuo e allo stesso modo, noi possiamo iniziare a notare le diverse strutture linguistiche attraverso una maggiore apertura e flessibilità sensoriale con un po’ di pratica (Gennaro Romagnoli).
KEY WORDS: Pnl, linguaggio, milton model, meta model, grammatica trasformazionale.
È impossibile conoscere gli uomini
senza conoscere la forza delle parole.
Sigmund Freud
Da dove nasce la PNL
Nell’acronimo PNL l’accento viene posto nella relazione fra linguistica e atteggiamenti/comportamenti, cioè su come l’utilizzo del linguaggio influisce sulla “mente” e viceversa.
I suoi creatori, R. Bandler e J. Grinder, iniziarono un insieme di studi chiedendosi che cosa facessero di diverso, rispetto ai loro colleghi, i terapeuti che avevano una maggiore efficacia nella pratica clinica, e analizzarono tali implicazioni partendo dal linguaggio.
In particolare, i due autori si soffermarono sulla pragmatica della comunicazione, cioè su come le parole influenzano il comportamento, postulato base per lo studio delle interazioni umane nel loro background culturale (M.R.I. Palo Alto) e sugli studi della linguistica trasformazionale di Noam Chomsky (1968).
Questo breve articolo, estremamente tecnico, cercherà di mettere in luce i due principali modelli linguistici scaturiti dai loro studi, illustrandone l’utilizzo attraverso brevi esempi.
La mappa non è il territorio
Il presupposto più noto in PNL, “la mappa non è il territorio”, ci è d’aiuto nel sottolineare le relazioni che intercorrono fra linguaggio e comportamento. L’uomo non può avere accesso alla realtà che lo circonda in modo diretto, l’esperienza avviene attraverso i cinque sensi: vista, udito, tatto, gusto ed olfatto.
La “realtà”, essendo sottoposta al filtro obbligato dei nostri sensi, è soggetta a quelli che nella Grammatica Trasformazionale (N. Chomsky) vengono detti processi del modellamento umano: generalizzazione, cancellazione e deformazione.
Struttura profonda e struttura superficiale
Le nostre rappresentazioni interne, da un formato analogico (grandi pezzi d’informazione costituiti dalla somma degli input sensoriali) vengono condivise ed espresse in modo digitale attraverso il linguaggio. Tale trasformazione permette un’economia cognitiva, come molti meccanismi del nostro percepire, a danno di una più “completa” rappresentazione del mondo.
Secondo la Grammatica Trasformazionale, ciò avviene attraverso la creazione di due strutture linguistiche: una profonda, in cui (solo teoricamente) è presente la rappresentazione linguistica “completa” della nostra esperienza, ed una struttura superficiale, incompleta e malformata dalle nostre scorciatoie cognitive (i processi di modellamento).
Partendo da tali assunti teorici, Bandler e Grinder hanno iniziato a notare come i terapeuti di successo, durante i loro interventi, si muovessero elegantemente attraverso il continuum struttura superficiale e struttura profonda, afferrandone le “regole trasformazionali”.
Dall’osservazione, lo studio e la formalizzazione di tale maestria sono scaturiti dei modelli linguistici che, sfruttando i postulati del modellamento, possono essere utilizzati per comprendere con maggiore efficacia come le persone comunicano ed in che modo fanno interagire i loro modelli del mondo attraverso il linguaggio.
Nonostante esistano diversi studi riguardanti l’efficacia sperimentale di tali affermazioni, qui tratteremo esclusivamente l’aspetto pragmatico, ricordando che questi modelli sono stati di aiuto a terapeuti, insegnanti e formatori, insomma in tutti gli ambiti della vita dove “saper comunicare” riveste un ruolo importante.
Le parole e la loro sintassi, il loro significato, la loro forma, sia esterna sia interna, non sono indici indifferenti della realtà: bensì possiedono un peso e un valore propri (Roman Jakobson, 1963).
Il Metamodello
Questo è un modello linguistico nato per raccogliere informazioni e per contestare i diversi processi di cancellazione, distorsione e generalizzazione presenti nella struttura superficiale del parlante. Il metamodello viene anche definito come “modello di precisione”, essendo proprio la precisione il suo obiettivo.
a) Cancellazioni
- Cancellazioni semplici: mancanza d’informazioni. Esempio: “mi odiano”. Esempio di confutazione: “chi ti odia e come fai a saperlo?”;
- Cancellazioni comparative: mancanza di standard di valutazione. Esempio: “è la cosa migliore”. Confutazione: “rispetto a cosa?”;
- Mancanza di indice referenziale: pronome non identificato. Esempio: “mi odiano”. Confutazione: “chi ti odia?”;
- Verbi non specificati: verbi che cancellano il quando ed il come. Esempio: “lui mi usa“. Confutazione: “come specificamente ti usa?”.
b) Distorsioni (formazioni non corrette a livello semantico)
- Nominalizzazioni: verbo trasformato in un nome. Esempio: “comunicare”. Confutazione: “come stai comunicando?”, cioè ritrasformarlo in un’azione;
- Causa / Effetto: uno stimolo specifico causa un’esperienza specifica, anche quando non vi è alcun nesso logico a legarli. Esempio: “ad ogni respiro ti rilassi”;
- Equivalenza complessa: conclusioni basate sulla convinzione che il risultato sarà sempre lo stesso. Esempio: “sei in ritardo all’appuntamento quindi non mi ami”;
- Performativa perduta: giudizi di valore o opinioni di cui manca la fonte. Esempio: “compra X, è il migliore!”.
c) Generalizzazioni (limiti del modello del mondo)
- Quantificatori universali: generalizzazioni che escludono eccezioni o scelte alternative. Esempio: “tutti, nessuno, ognuno, ecc.”;
- Operatori modali di necessità / possibilità: parole che richiedono azioni particolari o implicano l’impossibilità di scegliere. Esempio: “devo, posso, necessito, bisogno, ecc.”;
- Presupposizioni: qualcosa che si assume implicitamente perché una frase risulti comprensibile. Esempio: “il mio coniglio mi ama” implica che io abbia un coniglio, che mi ami e che io non lo mangi.
Il Milton Model
Questo modello è uno dei tentativi di formalizzazione maggiormente riusciti del linguaggio utilizzato dallo Psichiatra ed Ipnoterapeuta Milton H. Erickson. La sua caratteristica peculiare è l’essere “vago”, all’opposto del metamodello il quale cerca la precisione. Si può affermare che la sua “logica” è esattamente l’opposto di quella del metamodello.
a) Metamodello
Tutte le categorie che vengono contestate con il metamodello.
b) Modelli d’estrazione indiretta
- Comandi nascosti: si nascondono ordini all’interno di una struttura più ampia. Esempio: “puoi iniziare a rilassarti ora mentre parliamo”;
- Sottolineatura per analogia: si isola una parte della frase, solitamente un comando, attraverso il comportamento non verbale e paraverbale;
- Domande indirette: si nascondono le domande all’interno di strutture più ampie. Esempio: “mi chiedo quanto tempo impiegherai a…”;
- Comandi negativi: si afferma ciò che si vuole che accada facendo precedere l’affermazione dal “non”. Esempio: “non pensare ad un pallone da calcio!”;
- Postulati conversazionali: domande che implicano una risposta dicotomica, sì o no, e che comportano contemporaneamente una risposta comportamentale. Esempio: “sai che ore sono?”.
c) Presupposizioni
- Clausole di tempo: prima, dopo, durante, fino a, da, prima di, quando, mentre, ecc. Esempio: “prima di rilassarti fai un respiro profondo” presuppone che ti rilassi;
- Numeri ordinali: un altro, primo, secondo, terzo, quarto, ecc. Esempio: “primo fai un respiro profondo, secondo inizia a rilassarti e terzo chiediti quanto tempo ci metterai…”;
- Falsa scelta: oppure, o. Esempio: “puoi decidere se rilassarti ora oppure fra cinque minuti”;
- Predicati di consapevolezza: sai, nota, sei conscio, ti rendi conto, prendi nota, ecc. Esempio: “nota come ti rilassi mentre leggi”;
- Avverbi e aggettivi: profondamente, facilmente, comodamente, ecc. Esempio: “puoi rilassarti facilmente…”;
- Verbi e avverbi che indicano cambiamenti nel tempo: cominciare, smettere, continuare, ecc. Esempio: “puoi cominciare a rilassarti mentre ne parliamo…”;
- Aggettivi e avverbi di commento: fortunatamente, felicemente, profondamente, ecc. Esempio: “ti rilassi profondamente e totalmente…”.
d) Le ambiguità
- Ambiguità fonologiche: parole che hanno lo stesso suono ma significato diverso. Esempio: “porta” può essere sia sostantivo sia verbo;
- Ambiguità sintattiche: “una vecchia porta la sbarra”, dove il verbo può essere sia “porta” sia “sbarra”;
- Ambiguità di portata: avviene quando non è chiaro a quanta parte della frase si riferisce un aggettivo, un verbo o un avverbio. Esempio: “c’erano uomini e donne affascinanti”;
- Ambiguità di punteggiatura: giustapposizione di due frasi, dove una delle quali comincia con la stessa parola con cui termina l’altra. Esempio: “è molto che non ci vediamo cosa fare oggi”.
e) Modelli metaforici
- Violazioni della restrizione selettiva: attribuzione di determinate qualità a qualcosa o a qualcuno che, per definizione, non può possederle. Esempio: “quella roccia è triste”;
- Citazioni: parlare per bocca di altri.
N.B. Gli esempi e le confutazioni esposte sono a scopo esplicativo, nella pratica non vengono usate in questo modo meccanico; le categorie usate hanno un effetto migliore nella lingua inglese.
Se vuoi vedere impara ad agire.
Heinz Von Foerster
Oltre i due modelli
Questi sono i due maggiori modelli linguistici formulati dalla PNL nei primi anni del suo sviluppo, successivamente ne sono stati elaborati molti altri; solo a scopo informativo cito gli Sleight of Mouth (Robert Dilts), in generale le tecniche di suggestione indiretta di M. Erickson e gli ultimi lavori di Bandler. Come accade spesso per ciò che riguarda la sfera del “know how” è difficile rendersi conto dell’efficacia di tali modelli sino a quando non si è in grado di padroneggiarli nel contesto appropriato.
Il concertista apprende con l’esercizio a riconoscere e distinguere ogni aspetto della musica che ascolta, il pittore impara a vedere distinzioni cromatiche invisibili all’occhio ingenuo e allo stesso modo, noi possiamo iniziare a notare le diverse strutture linguistiche attraverso una maggiore apertura e flessibilità sensoriale con un po’ di pratica (Gennaro Romagnoli).
Categorie che “non esistono”
Il lettore esperto si sarà reso conto che la descrizione non è completa, mentre il lettore “ingenuo”, ma attento, avrà iniziato a capire come molte categorie si sovrappongono tra loro oppure vengano chiamate con nomi diversi da altre discipline. Ancora, l’amante di letteratura si sarà accorto come molte categorie del Milton model siano utilizzate da poeti, letterati e retori da centinaia di anni.
Ciò che vorrei ricordare è che queste categorie “non esistono”, sono solo modelli, cioè una “predizione” (scaturita da un’attenta osservazione) di come quotidianamente comunichiamo e di come passiamo dalla struttura profonda a quella superficiale. È proprio attraverso tale passaggio che vengono attivati i “filtri” del modellamento, creando nodi nella comunicazione che, attraverso tali modelli, possono essere districati.
Noi in quanto studiosi della mente non possiamo sottovalutare l’utilità e la versatilità di tali scoperte che, nonostante possano apparire lontane dalla nostra teoria di riferimento, offrono comunque uno strumento valido, sia per il colloquio clinico che per un colloquio in ambito lavorativo (selezione, formazione, counseling, ecc.).
Conoscere questi modelli quindi permette anche di renderci conto quando persone, ma soprattutto i mezzi di comunicazione dai quali siamo costantemente bombardati, cercano in qualche modo di ipnotizzarci. Sarebbe meraviglioso se fra qualche tempo, una persona qualsiasi, guardando la televisione e sentendo “prendi aspirina x e vivi un inverno felice”, possa rendersi conto personalmente che frasi del genere non hanno alcun senso.
Domande frequenti
Che cosa sono la struttura profonda e la struttura superficiale?
Secondo la Grammatica Trasformazionale di Chomsky, la struttura profonda contiene, solo teoricamente, la rappresentazione linguistica completa della nostra esperienza; la struttura superficiale è invece incompleta e malformata dalle nostre scorciatoie cognitive, cioè dai processi di modellamento: generalizzazione, cancellazione e deformazione.
A cosa serve il Metamodello?
È nato per raccogliere informazioni e per contestare i processi di cancellazione, distorsione e generalizzazione presenti nella struttura superficiale di chi parla. Viene definito anche “modello di precisione”, perché la precisione è proprio il suo obiettivo: a “è la cosa migliore” risponde “rispetto a cosa?”.
In cosa il Milton Model è opposto al Metamodello?
Nella sua vaghezza. Il Milton Model formalizza il linguaggio dello psichiatra e ipnoterapeuta Milton H. Erickson e la sua caratteristica peculiare è l’essere vago, all’opposto del metamodello che cerca la precisione. La sua logica è esattamente rovesciata rispetto a quella del metamodello.
Queste categorie linguistiche esistono davvero?
No, e l’autore lo dice esplicitamente: sono solo modelli, cioè predizioni scaturite da un’attenta osservazione di come comunichiamo e di come passiamo dalla struttura profonda a quella superficiale. Molte si sovrappongono, altre hanno nomi diversi in altre discipline, e diverse categorie del Milton model sono usate da poeti e retori da centinaia di anni.
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