Psicologia dello Sviluppo ed Educazione

Il Concetto di Giovane Adulto

Il giovane adulto, lo studente di eta compresa tra i 18 e i 26 anni, presenta una natura per certi versi duplice: a volte immaturo negli atteggiamenti sociali, ma spesso dotato della fermezza e della chiarezza di intenti tipica di un adulto. Pur non essendo presente nella letteratura psicopedagogica, questo concetto ha una notevole rilevanza […]

Psicolab — Il Concetto di Giovane Adulto
Il giovane adulto, lo studente di eta compresa tra i 18 e i 26 anni, presenta una natura per certi versi duplice: a volte immaturo negli atteggiamenti sociali, ma spesso dotato della fermezza e della chiarezza di intenti tipica di un adulto. Pur non essendo presente nella letteratura psicopedagogica, questo concetto ha una notevole rilevanza glottodidattica e permette di progettare percorsi di apprendimento linguistico specifici ed efficaci.

Nuovi scenari glottodidattici

Viviamo in un’epoca in cui la richiesta di formazione glottodidattica e sempre piu ampia e variegata. Le lingue straniere non si insegnano piu solamente durante i percorsi scolastici tradizionali (dove peraltro sta aumentando il numero delle lingue inserite nel curriculum e si stanno diffondendo percorsi di apprendimento congiunto di lingua e contenuti curricolari), ma anche nell’ambito della formazione aziendale e permanente, nei programmi di inserimento di immigrati nel tessuto sociale e lavorativo di un paese, nei centri linguistici e negli istituti di lingua e cultura.

I destinatari di queste offerte formative sono tra i piu vari: dagli studenti “tradizionali” ai manager aziendali, dagli immigrati agli anziani. Una tipologia di destinatari che si sta diffondendo negli ultimi anni e costituita da studenti universitari e giovani lavoratori, fenomeno accentuato anche dal fatto che:

  • sono ormai consolidati i programmi di scambio internazionale tra i paesi dell’Unione Europea (progetti Erasmus, Comenius, Leonardo) o con partner extraeuropei, che offrono opportunita di soggiorni di studio e lavorativi in diversi paesi;
  • si sta diffondendo la pratica del soggiorno linguistico organizzato da enti che promuovono formazione (scuole, universita) presso universita straniere, centri linguistici o scuole di lingua e cultura;
  • in Italia, come ormai in molti altri paesi, le lingue straniere sono entrate a far parte dei piani di studio di tutti i corsi di laurea (triennale e specialistica), come discipline di base obbligatorie.

In un recente studio glottodidattico (Balboni, in Pavan 2005), in riferimento a questa tipologia di studenti, si propone la nozione di giovane adulto, con la quale si mette in luce la natura per certi versi duplice dello studente di eta compresa tra i 18 e i 26 anni: da un lato egli e a volte immaturo negli atteggiamenti e nei comportamenti sociali, dall’altro presenta spesso la fermezza, le aspettative e la chiarezza di intenti tipica di un adulto, perche ad esempio ha scelto autonomamente il proprio percorso di studi e puo avere aspirazioni chiare sul futuro lavorativo e personale.

Neuropsicologia dell’apprendimento linguistico nel giovane adulto

Che cosa caratterizza il giovane adulto in termini glottomatetici e neuropsicologici, distinguendolo dalle altre tipologie di studenti (adolescenti e adulti)? Analizziamo alcuni aspetti salienti.

Motivazione e volonta di apprendimento

Rispetto all’adolescente, che spesso vive una fase di ribellione e demotivazione nei confronti dello studio, il giovane adulto presenta una certa motivazione all’apprendimento in generale: egli si sente spesso responsabile del proprio percorso formativo, ha gia compiuto decisioni rilevanti come la scelta del corso di laurea, la compilazione di un piano di studi personalizzato e, in molti casi, la scelta di uno stage professionalizzante, e dunque puo manifestare un’idea piuttosto chiara dei propri obiettivi di apprendimento.

Le radici della motivazione possono invece essere molto soggettive: c’e chi sceglie un certo corso di studi per la propria crescita culturale, chi per obiettivi professionali precisi, chi nell’ottica di un perfezionamento all’estero. Cio influisce notevolmente sulla motivazione all’apprendimento delle lingue, che possono essere percepite come un arricchimento del proprio bagaglio culturale, o al contrario come una “distrazione” rispetto agli obiettivi primari del proprio percorso di studi. Queste differenze non sono tuttavia intrinseche all’allievo, ma dipendono dalla varieta di situazioni glottodidattiche e di offerte formative, per cui in alcuni casi lo studio delle lingue e una scelta personale, in altri e vissuto come imposizione, in altri ancora e percepito come necessita.

Dinamiche di interazione nel processo glottodidattico

I contesti formativi vissuti dal giovane adulto in genere sono ancora caratterizzati da un’asimmetria tra docente e allievo: cio e particolarmente vero nell’ambiente universitario, dove prevalgono lezioni frontali e cattedratiche e lo studente e relegato a una posizione di uditore. Nel contesto universitario si corre dunque il rischio che anche l’insegnamento delle lingue assuma tali caratteristiche, e finisca per non lasciare spazio alla condivisione del percorso formativo tra studente e docente; di conseguenza l’allievo tendera a lasciare all’insegnante ogni decisione di carattere formativo e a seguire il percorso didattico in maniera passiva.

Anche in questo caso, la passivita rispetto al percorso didattico non e una caratteristica innata del giovane adulto, bensi acquisita come “regola di comportamento” in certi contesti formativi. Al contrario, spesso il giovane adulto desidera sentirsi protagonista del proprio percorso d’apprendimento, ed e in grado di gestire rapporti interpersonali con l’insegnante basati sulla chiarezza del patto formativo, sulla trasparenza e sulla condivisione di mete, obiettivi e metodi didattici (Balboni, 2002).

Processi attentivi e mnestici

Il processo di apprendimento linguistico nel giovane adulto e presieduto da un notevole sforzo attentivo e implica la capacita da parte dello studente di focalizzare coscientemente l’attenzione verso uno stimolo. Nel giovane adulto i processi attentivi:

  • sono in parte subordinati alla percezione della rilevanza dello stimolo da parte dell’allievo (Smith, 1995), il quale decide di spostare l’attenzione verso cio che piu lo attrae a livello visivo, linguistico, cognitivo;
  • sono in gran parte volontari e connessi alle dinamiche motivazionali, sebbene vi siano fenomeni di spostamento involontario dell’attenzione (Lavadas e Berti, 2002);
  • per quanto siano ormai nel pieno delle loro funzioni, essendo mature le aree del lobo frontale che li presiedono, sono comunque processi limitati, in quanto limitati sono il numero degli elementi ai quali lo studente puo prestare attenzione contemporaneamente e la capacita di protrarre la focalizzazione dell’attenzione nel tempo;
  • sono di conseguenza processi selettivi, perche la limitatezza delle risorse attentive viene compensata con strategie di selezione dell’input (Shaw e Shaw, 1978).

A differenza dell’acquisizione della lingua materna, nell’apprendimento di una seconda lingua, specialmente in eta adulta, l’attenzione, intesa come capacita cosciente, riveste un ruolo di primo piano. Nel giovane adulto infatti l’apprendimento delle lingue, perlomeno nei contesti formali, avviene principalmente attraverso l’attivazione dei sistemi di memoria esplicita, che coinvolgono l’ippocampo per la fissazione delle informazioni, le aree associative per l’immagazzinamento, e il sistema frontale per il recupero del materiale appreso (Fabbro, 1998). La memoria esplicita porta a un apprendimento consapevole, e richiede livelli attentivi alti, focalizzazione dell’attenzione e volonta di apprendimento da parte del discente.

Plasticita cerebrale

Le recenti ricerche neuroscientifiche hanno dimostrato che il cervello dell’adulto, seppur in misura minore rispetto a quello del bambino, presenta una potenziale plasticita nella modificazione e riorganizzazione dei circuiti neurali sulla base di stimoli esterni, tra i quali anche stimoli di carattere cognitivo e linguistico. Il cervello dell’adulto e infatti in grado di formare sinapsi attivita-dipendenti, ossia determinate dall’elaborazione neuro-cognitiva degli stimoli ambientali (Bear, Connor, Paradiso, 2003).

Cio e particolarmente vero per il giovane adulto, il quale a livello neurolinguistico rientra nel terzo periodo critico relativo all’acquisizione delle lingue, e dunque possiede ancora potenziali capacita di raggiungere un’elevata competenza linguistica, soprattutto a livello morfosintattico e lessicale.

Possiamo sostenere che esiste un’interrelazione positiva tra l’apprendimento delle lingue in eta post-adolescenziale e alcuni fenomeni neurologici. Da un lato infatti il processo di apprendimento delle lingue fornisce nuovi stimoli cognitivi, che secondo i recenti studi sulla neurogenesi favoriscono la produzione di nuovi neuroni nella corteccia associativa dei lobi temporali e frontali, aree adibite alle funzioni cognitive superiori; anche l’ippocampo, struttura importante per l’apprendimento e le funzioni di memoria, gode di un ricambio neuronale. Dall’altro proprio la rigenerazione neuronale nella neocorteccia va a migliorare le prestazioni nei compiti di memoria e nell’apprendimento, e ha percio un riverbero positivo nell’apprendimento delle lingue da parte del giovane adulto.

Stile d’apprendimento linguistico

Il processo di apprendimento delle lingue e determinato sia da fattori interni (sviluppo cognitivo e psicologico dell’allievo, maturazione delle aree cerebrali deputate all’elaborazione linguistica, alla memorizzazione, all’autocontrollo, dinamiche motivazionali intrinseche) sia da fattori esterni (contesto educativo e didattico, frequenza di esposizione alla lingua, qualita dell’input, dinamiche motivazionali estrinseche, distanza linguistica e psicologica tra L1 e L2).

Con l’aumentare dell’eta del discente e probabile che aumenti anche l’incidenza di fattori esterni sulla qualita dell’apprendimento linguistico (Fabbro, 2004). Va ricordato inoltre che nell’eta post-adolescenziale lo studente ha ormai sviluppato un proprio stile di apprendimento anche in relazione alle lingue, che gli consente di mettere in atto strategie percettive, cognitive, mnemoniche e socio-relazionali per raggiungere obiettivi glottomatetici.

Ogni allievo sviluppa uno stile d’apprendimento linguistico che coinvolge le dimensioni:

  • percettiva: prima ancora di attivare processi cognitivi, l’allievo possiede strategie per raccogliere dati dall’ambiente attraverso i canali sensoriali; nell’apprendere una lingua i canali maggiormente coinvolti sono quelli visivo e auditivo, ma alcuni studenti manifestano preferenze cinestetiche, attivando cioe piu modalita sensoriali simultaneamente; gia a questo livello si riscontrano differenze intersoggettive, in quanto alcuni studenti adottano strategie percettive globali, che consentono di confrontare l’input ricevuto con le conoscenze pregresse, lavorando sulle somiglianze e sulla semplificazione dell’input, mentre altri attivano strategie percettive analitiche, confrontando l’input con le conoscenze pregresse e facendo leva sulle differenze e sui contrasti (Miller, 1987);
  • processuale: tra i vari processi cognitivi attivati per elaborare le informazioni raccolte dai sensi, va ricordato che alcuni studenti prediligono le immagini mentali, rappresentando visivamente elementi linguistici associati a oggetti, azioni e situazioni concrete, mentre altri memorizzano chunks linguistici a partire dalle loro caratteristiche fonetiche o grafiche;
  • socio-relazionale e caratteriale: nell’apprendere le lingue gioca un ruolo essenziale l’atteggiamento dell’allievo verso gli altri attori del processo glottodidattico, ossia l’insegnante e soprattutto i compagni; una personalita intrasoggettiva predilige l’autoanalisi e l’autovalutazione, puo manifestare competitivita e preferisce l’apprendimento individuale, mentre uno studente intersoggettivo predilige la socializzazione, la cooperazione e trae vantaggio dalla mediazione sociale e la condivisione delle conoscenze;
  • culturale: ciascuna cultura si fonda su un’idea di persona, e propone modelli produttivi, educativi, sociali che privilegiano stili lavorativi o di apprendimento che piu si addicono a tale idea; lo stile d’apprendimento non puo che essere condizionato dalla cultura d’origine, che permea ciascuna delle dimensioni precedenti.

Aspetti della glottodidattica per giovani adulti

Il contratto formativo

Essendo l’apprendimento delle lingue un processo volontario e motivato nel giovane adulto, non e possibile per l’insegnante pensare di compiere scelte glottodidattiche che prescindano dalle aspettative, dagli obiettivi personali, dai bisogni espliciti e impliciti degli studenti. E necessario che fin dall’inizio di un corso l’insegnante pervenga con i propri allievi a un contratto formativo (Balboni, 2002), basato sulla condivisione di alcune scelte glottodidattiche rilevanti e costituito da:

  • un contratto psicologico, attraverso il quale il docente mira a sondare ed esplicitare le esperienze pregresse, le motivazioni e le aspettative degli studenti mediante diversi strumenti (questionari, conversazioni, lettere all’insegnante) al fine di stabilire in maniera trasparente mete e obiettivi glottodidattici condivisi dal gruppo classe;
  • un contratto glottodidattico, teso a compiere insieme agli studenti alcune scelte glottodidattiche per raggiungere gli obiettivi prefissati; l’insegnante puo invitare gli studenti a far leva sulle loro esperienze pregresse piu proficue e discutere con loro sulle attivita piu efficaci per apprendere le lingue; questa fase si rivela delicata, considerato anche che i giovani adulti non sono spesso abituati a questo approccio condiviso alla glottodidattica.

Il contratto formativo in questi termini non sminuisce il ruolo del docente, a cui viene comunque assicurato il ruolo di esperto nel settore e viene richiesto di operare certe scelte glottodidattiche in autonomia, ma rende attivo il ruolo dello studente, che percepisce l’importanza della partecipazione attiva al processo glottodidattico.

La ridistribuzione dei ruoli

Nella didattica delle lingue rivolta a giovani adulti sono fondamentali le dinamiche di interazione che si creano tra docente e studente. Se da un lato i contesti formativi vissuti dal giovane adulto sono caratterizzati dall’asimmetria tra docente e allievo, dall’altro l’insegnamento delle lingue non puo essere basato sul modello trasmissivo della conoscenza, che relegherebbe lo studente al ruolo di uditore.

L’insegnamento e apprendimento delle lingue fondato invece sul coinvolgimento attivo di tutti gli attori del processo glottodidattico puo costituire un’importante occasione di crescita per lo studente. Sara compito dell’insegnante, dunque, responsabilizzare lo studente, coinvolgendolo nei problemi della glottodidassi e contrattandone una soluzione. Durante lo svolgimento di un corso sono comuni imprevisti di vario tipo: ci si puo rendere conto che gli obiettivi stabiliti sono irrealistici, che il tempo a disposizione sia insufficiente, o che emergano nuovi bisogni degli allievi. L’insegnante, che a volte vive con angoscia tali imprevisti, ha dunque l’occasione di comunicarli alla classe e ricercare insieme una soluzione. Il docente e chiamato inoltre a rivedere le pratiche discorsive, aumentando il tempo di parola a disposizione degli studenti.

Dalla competenza linguistica alla competenza glottomatetica

Si stanno aprendo nuovi scenari per la glottodidattica, perche l’apprendimento delle lingue sta divenendo un’esigenza che si protrae per tutto l’arco della vita. Cio implica un ripensamento delle mete glottodidattiche, che non possono essere limitate allo sviluppo delle sole abilita linguistiche e comunicative, ma devono includere anche lo sviluppo nell’allievo della consapevolezza e delle capacita di gestione del proprio processo di apprendimento. Il giovane adulto spesso non e cosciente delle proprie strategie glottomatetiche, percio l’insegnante dovra guidarlo in un percorso non solo glottodidattico ma anche glottomatetico, allo scopo di promuovere:

  • la consapevolezza in ciascuno studente del proprio stile d’apprendimento;
  • l’uso consapevole delle strategie d’apprendimento, in relazione a contesti e situazioni diversi;
  • la capacita di riflessione non solo sui contenuti, ma soprattutto sui processi di apprendimento;
  • la flessibilita cognitiva, intesa come competenza d’interazione e cooperazione con persone che possiedono un diverso stile d’apprendimento.

Metodologia integrata

Per quanto siano emersi alcuni tratti comuni che caratterizzano la figura del giovane adulto, esistono differenze notevoli tra studenti della stessa fascia d’eta. Cio e dovuto sia a fattori interni, come il grado di maturazione e gli aspetti caratteriali di ogni persona, sia a fattori esterni, come le esperienze glottodidattiche pregresse e la cultura d’origine. Spesso tali variazioni convivono in uno stesso gruppo classe, e l’insegnante non puo che effettuare la scelta di una metodologia integrata, con l’obiettivo di coinvolgere il maggior numero di studenti nel processo di apprendimento.

La metodologia integrata deve essere caratterizzata da:

  • varieta, intesa come strategia per ridestare continuamente l’attenzione dell’allievo ed evitare stili d’insegnamento che raggiungono solo parte della classe;
  • flessibilita: l’insegnante deve essere attento alle esigenze della classe e alle dinamiche di apprendimento che si instaurano;
  • unitarieta: lo studente deve percepire la presenza di un percorso di apprendimento linguistico con mete, obiettivi e un percorso didattico chiari;
  • differenziazione: il docente deve valutare l’opportunita di stabilire momenti di didattica differenziata;
  • auto-apprendimento: l’insegnante deve fornire agli studenti possibilita di approfondimento personale, ricerca, recupero.

Domande frequenti

Chi e il giovane adulto in glottodidattica?

E lo studente di eta compresa tra i 18 e i 26 anni, una figura proposta da Balboni per descrivere una natura duplice: a volte immaturo negli atteggiamenti e nei comportamenti sociali, ma spesso dotato della fermezza, delle aspettative e della chiarezza di intenti tipica di un adulto, perche ha scelto autonomamente il proprio percorso di studi.

Il cervello adulto puo ancora imparare bene le lingue?

Si. Le ricerche neuroscientifiche hanno dimostrato che il cervello dell’adulto conserva plasticita nella riorganizzazione dei circuiti neurali. Il giovane adulto rientra nel terzo periodo critico dell’acquisizione linguistica e possiede ancora potenziali capacita di raggiungere un’elevata competenza, soprattutto a livello morfosintattico e lessicale. L’apprendimento linguistico stimola inoltre la neurogenesi nelle aree cognitive superiori.

Cos’e il contratto formativo?

E un accordo iniziale tra docente e studenti composto da un contratto psicologico (esplicitazione di esperienze, motivazioni e aspettative) e un contratto glottodidattico (scelte metodologiche condivise). Non sminuisce il ruolo del docente come esperto, ma rende lo studente protagonista attivo del proprio percorso di apprendimento.

Cosa significa competenza glottomatetica?

E la consapevolezza e la capacita di gestire il proprio processo di apprendimento linguistico. Include la conoscenza del proprio stile d’apprendimento, l’uso consapevole delle strategie in contesti diversi, la riflessione sui processi (non solo sui contenuti) e la flessibilita cognitiva nell’interagire con chi ha stili diversi.

Il giovane adulto e una tipologia di studente specifica, con caratteristiche neuropsicologiche proprie: motivazione volontaria e consapevole, processi attentivi maturi ma limitati e selettivi, apprendimento fondato sulla memoria esplicita, plasticita cerebrale ancora significativa e uno stile d’apprendimento gia strutturato. La glottodidattica per giovani adulti deve fondarsi su un contratto formativo condiviso, sulla ridistribuzione dei ruoli tra docente e studente, sullo sviluppo della competenza glottomatetica e su una metodologia integrata. Il dato che emerge e la necessita che la glottodidattica, anziche proporre metodi universali, fornisca strumenti e proposte metodologiche mirate per i diversi destinatari.
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