Il colloquio post-valutazione è un incontro privato tra il valutatore e il lavoratore, è l’occasione formale in cui viene fornito ai lavoratori un feedback, costruisce uno strumento importante per modificare migliorando il comportamento del dipendente sul lavoro. I lavoratori devono sapere a che livello si trovano e quali sono gli obiettivi che l’azienda si aspetta da loro.
Il problema è che già solo la parola valutazione porta ad adottare un atteggiamento difensivo, quindi il valutato troverà errata la valutazione del supervisore o ascolterà solo i commenti negativi, e non quelli positivi, e così facendo respingerà tutto il feedback piuttosto che trarne beneficio.
I feedback di valutazione possono essere di tipo motivazionale e se forniti con l’intento di migliorare e di raggiungere degli obiettivi, piuttosto che con l’intento di criticare, possono fornire una spinta positiva per un cambiamento. Alcune ricerche indicano che i dipendenti più coinvolti nel processo di valutazione ottengono da esso maggiori benefici. Affinché il coinvolgimento dei dipendenti sia incoraggiato si può far sì che i soggetti eseguano un’autovalutazione identifichino gli obiettivi per il futuro.
Generalmente i colloqui di feedback iniziano con il supervisore che elogia i punti forti del dipendente, prosegue sottolineando le debolezze ed i bisogni di miglioramento e conclude citando altri punti positivi. Il feedback deve essere chiaro e fornito in maniera sensibile (poiché la valutazione sul lavoro può avere per la persona effetti anche sulla sua auto-immagine), specifico, dettagliato e pertinente alle azioni del lavoro e non riferirsi ai tratti personali. Il supervisore deve aprire il setting evidenziando gli obiettivi e assicurarsi che questi siano accettabili per entrambe le parti (realistici, ma abbastanza difficili così da richiedere uno sforzo) e correlati ai risultati comportamentali espressi fino a quel momento. L’enfasi posta sugli obiettivi sposta l’orientamento della valutazione della prestazione dal passato al futuro e coinvolge il lavoratore nella pianificazione del cambiamento.
Certamente al termine del colloquio entrambi (infatti anche il valutatore, spesso, si sente a disagio nel dover dare valutazioni negative) si sentiranno sollevati dal fatto che questo compito verrà archiviato per un po’ di tempo. Una valutazione ed un colloquio di feedback dovrebbero essere effettuati ogni sei mesi o una volta all’anno e ogni valutazione successiva dovrebbe tener presente quali progressi siano stati compiuti nel raggiungimento degli obiettivi stabiliti precedentemente.
Il Colloquio Post-Selezione
Il colloquio post-valutazione è un incontro privato tra il valutatore e il lavoratore, è l’occasione formale in cui viene fornito ai lavoratori un feedback, costruisce uno strumento importante per modificare migliorando il comportamento del dipendente sul lavoro. I lavoratori devono sapere a che livello si trovano e quali sono gli obiettivi che l’azienda si aspetta […]
Redazione PsicoLab
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