Psico Wiki

La Sindrome Generale di Adattamento

Lo stress è la reazione con cui l’organismo si adatta a un cambiamento fisico o psichico. Negli anni Trenta il medico Hans Selye ne descrisse il meccanismo come sindrome generale di adattamento, un percorso in tre fasi con cui il corpo cerca di mantenere il proprio equilibrio interno. Non tutto lo stress è dannoso: entro […]

Psicolab — La Sindrome Generale di Adattamento
Lo stress è la reazione con cui l’organismo si adatta a un cambiamento fisico o psichico. Negli anni Trenta il medico Hans Selye ne descrisse il meccanismo come sindrome generale di adattamento, un percorso in tre fasi con cui il corpo cerca di mantenere il proprio equilibrio interno. Non tutto lo stress è dannoso: entro certi limiti è necessario al buon funzionamento del sistema nervoso. Quando però le richieste superano le nostre risorse, lo stress diventa cronico e può tradursi in sintomi e vere e proprie patologie. Questa guida spiega che cos’è, come agisce sul corpo, quali segnali dà e come gestirlo.

Che cos’è la sindrome generale di adattamento

Lo stress è una reazione tipica di adattamento del corpo a un cambiamento fisico o psichico generico. Il fenomeno fu osservato e descritto negli anni Trenta dal medico Hans Selye, mentre conduceva ricerche all’università di Montreal. Selye individuò tre fasi di adattamento dell’organismo alle sollecitazioni ambientali: la reazione di allarme, in cui l’organismo non si è ancora adattato ma solo attivato; la resistenza, in cui l’adattamento è completato; e l’esaurimento, in cui l’organismo non riesce più a fronteggiare le richieste ambientali e l’equilibrio costruito in precedenza va perduto.

La sindrome generale di adattamento consiste in particolari modificazioni fisiologiche e umorali che l’organismo mette in atto per mantenere l’omeostasi interna. Si tratta di una reazione aspecifica a fenomeni esterni che richiedono mutamenti adattivi. All’inizio di queste reazioni c’è un aumento nella secrezione dell’ormone dello stress, l’ACTH, da parte dell’ipofisi, che stimola la corteccia surrenale ad amplificare la produzione di altri ormoni corticoidi. Anche il sistema nervoso simpatico e parasimpatico partecipa alla risposta, e persino l’attività immunitaria ne risulta intaccata: sotto stress l’organismo diventa più suscettibile alle patologie, perché si difende peggio.

Occorre però precisare che non tutto lo stress è dannoso: la presenza di stimoli attivatori è necessaria per il buon funzionamento del sistema nervoso. La quota di stimoli utile a questa funzione è detta eustress; quando invece la quota di stimoli in entrata supera il limite individuale si innescano i fenomeni fisiologici caratteristici dello stress e si produce la situazione di distress. Lo stress è inoltre influenzato dai nostri pensieri, in particolare dai meccanismi con cui interpretiamo e attribuiamo significato alle situazioni: di fronte allo stesso evento, ognuno ha pensieri differenti e quindi emozioni e comportamenti differenti. Per questo lo stress può essere aggravato anche da stimoli interni, cioè dal nostro modo di leggere ciò che ci accade.

I cambiamenti fisiologici innescati dallo stress

Lo stress causa cambiamenti fisici nel cervello e nel corpo: l’organismo reagisce innescando una diversa secrezione di ormoni e neurotrasmettitori. Sostanze messaggere come la serotonina, la noradrenalina e la dopamina sono tra le principali a iniziare a funzionare in modo alterato, perché lo stress può comprometterne la corretta produzione.

La serotonina è importante per dormire bene, per la regolazione dell’orologio interno e della temperatura corporea, per la contrazione della muscolatura liscia di vasi, intestino, bronchi, utero e vescica, per la pressione arteriosa e per numerosi processi infiammatori: non a caso il primo segno di stress è spesso un sonno disturbato. La noradrenalina funge da mediatore chimico della trasmissione nervosa e regola i livelli di energia del corpo: con livelli cerebrali ridotti ci si sente inevitabilmente più stanchi, un po’ come tentare di avviare un’auto con la batteria scarica. La dopamina, infine, è importante per la produzione delle endorfine, che tra l’altro regolano il senso del dolore e del piacere.

Lo stress ha anche un’azione immunosoppressiva, attraverso la produzione di noradrenalina e cortisolo da parte delle ghiandole surrenali. Il cortisolo è particolarmente attivo nel metabolismo dei carboidrati e interviene nel ritmo sonno-veglia, ed è più alto nelle ore diurne; un eccesso di glicocorticoidi ha però un’azione tossica sui processi neurologici. Nello stress cronico anche la risposta ormonale di adattamento diventa cronica, con affaticamento e indebolimento generale: insorgono più facilmente malattie e rallentano i processi di crescita, ricambio e riparazione dei tessuti. Lo stress può inoltre aumentare il livello degli ormoni androgeni, un effetto particolarmente evidente nelle donne, in cui può accentuare l’acne o alterare il ciclo mestruale.

I sintomi dello stress

I segnali con cui lo stress si manifesta sono molti e coinvolgono corpo, mente ed emozioni. Tra i più comuni: una frequente sensazione di stanchezza generale, l’accelerazione del battito cardiaco, la difficoltà di concentrazione, gli attacchi d’ansia o di panico, le crisi di pianto, i disturbi del sonno, i dolori muscolari, i disturbi gastrointestinali come diarrea o crampi allo stomaco, il bisogno frequente di urinare, l’irritabilità, la confusione mentale e un generale abbassamento delle difese immunitarie. Possono comparire anche difficoltà a esprimersi o a recuperare parole familiari, iperattività, cefalea e un senso di noia verso ogni situazione. Presi singolarmente questi segnali sono aspecifici, ma la loro comparsa combinata e persistente è un campanello d’allarme da non ignorare.

I danni organici dello stress cronico

Quando lo stress si cronicizza, può contribuire a veri e propri danni organici, che è bene conoscere per intervenire per tempo. A livello cardiaco può favorire tachicardia, extrasistoli, dolore al petto, ipertensione e, nei quadri più gravi, l’infarto, sebbene questi fenomeni dipendano anche da ereditarietà, dieta e stile di vita. A livello polmonare si associa a crisi asmatiche innescate e mantenute dall’ansia e all’iperventilazione. A livello gastrointestinale può contribuire a colon irritabile, dispepsia e ulcera gastroduodenale, per l’aumento della secrezione acida. Sul piano endocrino altera l’attività di ghiandole surrenali, pancreas, reni e tiroide. Sul piano uro-genitale può accompagnarsi a eiaculazione precoce nell’ansia cronica o a un calo del desiderio negli stati depressivi. Sulla pelle, infine, si manifesta con eccessiva sudorazione, prurito o con la tricotillomania, la tendenza a strapparsi capelli o ciglia.

Come gestire e ridurre lo stress

La prima cosa da fare è cercare di riportare a livelli normali il proprio orologio interno, curando il ritmo sonno-veglia. È utile poi evitare di sommare ulteriori condizioni stressanti, anche banali, limitare quelle già presenti e prestare attenzione ai pensieri eccessivamente stressanti, che alimentano la tensione dall’interno. Una vita troppo sregolata va evitata, perché ogni cambiamento può generare stress.

Molto utile è praticare regolarmente esercizio fisico, che innalza il senso di padronanza su di sé, l’autocontrollo e l’autostima, e dedicare tempo ad attività piacevoli. È preferibile evitare il ricorso autonomo a calmanti e tranquillanti, perché il loro uso rallenta il ritorno alla corretta produzione di serotonina, noradrenalina e dopamina; se già se ne fa uso, l’interruzione va gestita in modo graduale e sempre sotto controllo medico. Conta anche l’alimentazione: sotto stress il livello degli zuccheri nel sangue oscilla in modo irregolare, quindi è preferibile assumere carboidrati complessi come cereali, riso, pasta, pane e patate, che rilasciano zuccheri lentamente, limitare le sostanze eccitanti come caffeina, teina e cacao, e privilegiare cibi a buon contenuto energetico. Quando i sintomi sono intensi o persistenti, resta comunque fondamentale rivolgersi al medico o a uno psicologo.

Domande frequenti

Che cos’è la sindrome generale di adattamento?

È il modello con cui Hans Selye ha descritto la reazione dell’organismo allo stress, articolata in tre fasi: allarme, in cui il corpo si attiva; resistenza, in cui l’adattamento è completato; ed esaurimento, in cui le risorse si esauriscono e l’equilibrio va perduto. Serve a mantenere l’omeostasi interna di fronte a richieste di cambiamento.

Lo stress è sempre negativo?

No. Una certa quota di stimoli attivatori, chiamata eustress, è necessaria al buon funzionamento del sistema nervoso. Si parla di distress, cioè di stress dannoso, solo quando gli stimoli superano il limite individuale e si innescano le reazioni fisiologiche tipiche dello stress prolungato.

Perché lo stress fa ammalare più facilmente?

Perché ha un’azione immunosoppressiva, legata alla produzione di noradrenalina e cortisolo. Nello stress cronico la risposta ormonale diventa continua, con affaticamento, indebolimento generale e rallentamento dei processi di riparazione dei tessuti: l’organismo si difende peggio e diventa più esposto alle malattie.

Quando è il caso di chiedere aiuto?

Quando i sintomi, fisici o emotivi, sono intensi, persistenti o interferiscono con la vita quotidiana. Le strategie di gestione, dal sonno regolare all’attività fisica, sono utili, ma non sostituiscono la valutazione di un medico o di uno psicologo, soprattutto se si stanno già assumendo calmanti o tranquillanti.

Lo stress è una risposta di adattamento: entro certi limiti ci è indispensabile, ma quando le richieste superano le nostre risorse e si cronicizza, altera ormoni e neurotrasmettitori e può tradursi in sintomi diffusi e danni d’organo. La chiave è riconoscerlo per tempo, curando sonno, alimentazione, attività fisica e il modo in cui interpretiamo gli eventi, che può alimentare o ridurre la tensione. Quando i segnali diventano intensi o persistenti, chiedere aiuto a un medico o a uno psicologo è la scelta giusta.
Resta aggiornato. Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere i prossimi approfondimenti via email. Presto saremo anche sui canali social: continua a seguirci.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *