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DSA: l’importanza degli strumenti compensativi

Breve Estratto

Un bambino affetto da DSA ha la stessa intelligenza di un altro bambino, serve solo dotarlo degli strumenti giusti per poterlo sostenere nell'apprendimento.

Un disturbo specifico dell’apprendimento, senza le giuste strategie compensatorie e regolatrici, si può rivelare un grandissimo ostacolo al percorso scolastico di un bambino.

Il fatto che il disturbo sia, per esplicita definizione, specifico, indica che riguarda un solo aspetto dell’apprendimento, il bambino con DSA riconosciuta ha poi un’intelligenza pari o superiore alla norma e a parte la sua specifica area di fragilità potrebbe potenzialmente raggiungere i risultati dei suoi coetanei.

Gli strumenti compensativi sono quegli ausili, tecnologici e non, che permettono all’alunno di oltrepassare l’ostacolo dovuto al suo disturbo e di svolgere quindi in modo normale le attività previste dal percorso didattico.

Spieghiamoci con un esempio semplice.

La dislessia comporta una difficoltà nella lettura: è evidente che questo può rendere veramente faticoso studiare e da questo fatto possono derivare risultati scolastici molto negativi. Se l’alunno dovesse confrontarsi ogni volta che deve studiare per una verifica con i libri di testo le energie e il tempo dello studio sarebbero impiegati in gran parte per l’atto della lettura e rimarrebbero pochissime risorse da dedicare al vero scopo che aveva l’alunno: comprendere e studiare la materia in modo da prepararsi al compito in classe.

Il brutto voto inevitabile che ne deriverebbe non sarebbe dovuto alla mancanza di studio o di impegno, ma al disturbo specifico dell’apprendimento.

Fortunatamente ci sono molti strumenti che possono venire in aiuto per permettere al bambino di studiare serenamente, senza dover necessariamente leggere.

Alcuni esempi di strumento compensativo per la dislessia sono la sintesi vocale, gli audiolibri, le mappe concettuali, i registratori,… Sul sito della dottoressa Marsano, Info DSA troviamo un elenco ragionato di strumenti per dislessici.

Usare questo genere di strumenti non vuol dire non affrontare la dislessia, ma semplicemente poter scegliere i tempi e i luoghi in cui confrontarsi con le proprie fatiche di lettura, riservando invece il momento dei compiti anche alle altre materie. Non possiamo lasciare che la fatica nel leggere monopolizzi ogni momento della vita scolastica dell’alunno, questo trasformerebbe l’esperienza dell’apprendimento in un incubo.

Naturalmente l’importanza degli strumenti non vale solo in caso di dislessia, ma per qualsiasi DSA: possiamo consentire a un bambino con discalculia l’uso di una calcolatrice, e impiegare per un disgrafico dei quaderni speciali che aiutino a organizzare i caratteri sul foglio in modo ordinato, e così via.

Gli strumenti compensativi adeguati vengono individuati dallo specialista (medico neuropsichiatra oppure psicologo) nel momento in cui effettua la diagnosi del DSA, e deve essere una scelta personalizzata per ogni bambino. Nessun disturbo dell’apprendimento è uguale e ogni caso ha bisogno di un’analisi specifica che individui le stretegie migliori per compensare.

Una volta ipotizzati gli strumenti è molto importante che la famiglia a casa e gli insegnanti a scuola ne incoraggino il corretto uso, monitorando la loro effettiva efficacia e dove necessario sperimentando alternative.

La scuola in particolare inserisce l’indicazione degli strumenti compensativi da impiegare per ogni bambino con DSA nel PDP (ovvero il piano didattico personalizzato), documento che viene aggiornato nel corso del percorso scolastico.

Oltre a questi strumenti è importante anche che ci siano delle adeguate misure dispensative, che possano esonerare gli alunni con disturbo d’apprendimento dalle attività più gravose, che diventerebbero insormontabili a causa del DSA, ad esempio la lettura ad alta voce in classe per un bambino dislessico.

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