Il disegno come linguaggio dell’anima
Per il bambino, disegno e gioco sono gli strumenti principali di esplorazione e presa di coscienza di sé, del proprio essere distinto dal mondo esterno. Con la crescita, il disegno passa da attività puramente esplorativa a funzione rielaborativa, conoscitiva e inconsciamente introspettiva. Come ha osservato la psicologa Anna Oliverio Ferraris, attraverso il disegno il bambino riesce a isolare e rappresentare, in forma più organica, i temi che affiorano disordinatamente dal mondo che lo circonda.
È stata da tempo superata la vecchia idea che disegno e gioco fossero solo lo “scarico” di un surplus di energia: oggi li consideriamo strumenti formativi nella crescita della personalità. Nel disegno, mondo esteriore e interiore si compenetrano: la vivacità del colore e del tratto esprime le tracce emotive lasciate dalle esperienze, tracce che incidono nella formazione dell’identità.
Cosa sappiamo dell’autismo
La scoperta del disegno come “linguaggio emotivo” ha aiutato anche a comprendere meglio pensieri ed emozioni dei bambini con autismo, condizione che pone spesso una barriera comunicativa con il mondo. È fondamentale una premessa: i bambini nello spettro autistico rappresentano un universo variegato e complesso, che non può essere ridotto a un’unica interpretazione. Non esiste “il bambino autistico”, ma tanti bambini diversi, ciascuno con la propria unicità.
Oggi la comunità scientifica riconosce una forte componente genetica: gli studi sui gemelli mostrano un’elevata concordanza tra i monozigoti. Si parla di un’eredità “poligenica” (più geni che interagiscono), con anche una componente ambientale che può interagire con quella genetica. Studi di neuropatologia hanno evidenziato alterazioni in alcune strutture cerebrali, facendo pensare a un disturbo dello sviluppo che si origina già nella vita prenatale.
Una percezione diversa del mondo
Alcune teorie affascinanti riguardano il modo in cui le persone autistiche percepiscono la realtà. Secondo un’ipotesi, il cervello elabora normalmente le singole informazioni sensoriali coordinandole in concetti; nelle persone autistiche questa coordinazione sarebbe più lenta o incompleta. I singoli messaggi restano più “isolati”, per cui si tende a focalizzarsi su un unico dettaglio senza cogliere l’esperienza nella sua interezza: come se di una fotografia si vedessero i singoli pixel, o di una canzone le singole note. È una prospettiva che aiuta a comprendere anche le straordinarie abilità che alcune persone autistiche sviluppano in ambiti specifici.
Una teoria da respingere
Va detto con chiarezza: la vecchia ipotesi psicoanalitica che attribuiva l’autismo a un rapporto conflittuale madre-figlio (la cosiddetta “madre frigorifero”) è stata completamente smentita. È entrata in contrasto con le basi neurologiche dell’autismo e con i numerosissimi casi di bambini autistici senza alcun rapporto conflittuale con le loro madri. Colpevolizzare i genitori è un errore doloroso e ingiusto, oggi definitivamente superato. (L’unica evidenza di un ruolo di gravi deprivazioni riguarda contesti estremi, come certi orfanotrofi di deprivazione totale.)
Leggere i disegni dei bambini con autismo
Al di là delle cause, l’analisi del disegno resta uno strumento prezioso per comprendere il linguaggio emotivo di questi bambini e rompere quel “muro” che si frappone tra loro e familiari, insegnanti, compagni. Nei disegni possono emergere alcuni tratti ricorrenti, sempre da leggere con cautela e con l’aiuto di specialisti:
- la tendenza a rappresentare un mondo fantastico in cui il bambino vive immerso, a volte con immagini di percezione ansiosa dell’universo;
- la difficoltà di comunicazione, espressa da figure fisse e separate da linee nere verticali, che possono assumere l’aspetto di un muro invalicabile;
- a volte l’identificazione con oggetti anziché con esseri umani. È celebre il caso, riportato decenni fa, di un bambino che si rappresentava come una “macchina”, con rituali rigidi e movimenti meccanici.
In alcuni disegni emergono forti tensioni: una pressione così intensa sul foglio da bucarlo, colori accesi come il rosso e il nero, o l’aggressività rivolta talvolta verso il mondo, talvolta verso se stessi. Sono espressioni di angoscia e diffidenza nell'”uscire allo scoperto”, che raccontano quanto sia faticoso, per questi bambini, comunicare con l’esterno.
Aprire un varco, valorizzare le potenzialità
Ed è proprio qui il valore più grande di questo approccio. Leggere i disegni non serve a “etichettare”, ma a comprendere le difficoltà e a rendere consapevoli genitori e insegnanti, così da aprire un varco attraverso cui costruire un progetto educativo condiviso. Un progetto che valorizzi le potenzialità nascoste di ogni bambino, perché le persone autistiche possono esprimere talenti sorprendenti, come testimoniano tante loro creazioni artistiche e letterarie.
Ne è un esempio commovente la poesia di un ragazzo autistico che, comunicando attraverso la scrittura facilitata, descrive una laguna ghiacciata e paragona il proprio mondo a una barca incagliata nel ghiaccio. Immagini di rara intensità, che ci ricordano una verità fondamentale: dietro la barriera comunicativa c’è un mondo interiore ricco e profondo, che aspetta solo di trovare un canale per esprimersi. Il compito di chi educa e accompagna è offrire quel canale, con rispetto, pazienza e fiducia nelle possibilità di ciascuno.
Domande frequenti
Perché il disegno è importante per i bambini con autismo?
Perché può diventare un ponte verso i loro pensieri ed emozioni, superando la barriera comunicativa. Il disegno è per tutti i bambini un linguaggio dell’anima; per i bambini autistici può aprire un varco prezioso, aiutando genitori e insegnanti a comprenderli e valorizzarne le potenzialità.
Quali sono oggi le cause riconosciute dell’autismo?
La comunità scientifica riconosce una forte componente genetica (eredità poligenica), con possibili interazioni ambientali, e alterazioni nello sviluppo di alcune strutture cerebrali già in epoca prenatale. L’autismo è una condizione del neurosviluppo, non una malattia causata dai genitori.
È vero che l’autismo dipende dal rapporto con la madre?
No, è una teoria completamente smentita. L’ipotesi della “madre frigorifero” è stata superata dalle basi neurologiche dell’autismo e dai numerosi casi senza alcun conflitto madre-figlio. Colpevolizzare i genitori è un errore ingiusto e definitivamente respinto dalla scienza.
Cosa possono rivelare i disegni?
Possono esprimere il mondo interiore del bambino: mondi fantastici, la difficoltà di comunicazione (figure separate da muri), l’identificazione con oggetti, o tensioni e angosce. Vanno letti con cautela e con l’aiuto di specialisti, come strumento per comprendere e sostenere, non per etichettare.
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