Percezione: la sorprendente numerabilita del mondo
Perche il numero di spirali del girasole o i giri dei petali delle margherite rispondono sorprendentemente alla sequenza dei numeri di Fibonacci o perche la tela del ragno ci appare cosi simmetrica da poter essere spiegata numericamente, come anche i setti perfettamente paralleli dell’Orthoceras (si tratta di una specie di cefalopode estinto, vissuto oltre 300 milioni di anni fa, la cui conchiglia di forma tendenzialmente conica e suddivisa in setti paralleli) o in continua evoluzione strutturale come quelli di altre conchiglie come le Ammoniti e tutte queste simmetrie sono numerabili?
In effetti molti studiosi, anche recentemente, hanno dibattuto il tema dimostrando stupore nei confronti di una inspiegabile “simmetria” del mondo fenomenico, arrivando spesso a conclusioni che aprivano la porta ad un concetto neo-platonico della matematica: una esistenza dell'”idea” matematica trascendente e condivisa da tutto il mondo esperibile: un mondo sorprendentemente matematico!
Sapere: la matematicita e nella struttura cognitiva
Non esiste un’idea matematica trascendente all’uomo, bensi una “matematicita” insita nella struttura cognitiva dell’uomo; questa affermazione che potrebbe apparire a prima vista in antitesi con l'”idea” matematica trascendente da te descritta, ci portera invece ad una conclusione che rivaluta l’approccio Platonico in modo piu attuale.
I numeri sono una creazione dell’uomo, come la tela lo e del ragno o i setti dell’Orthoceras; solo che mentre i setti ed i quadranti della tela sono da noi oggettivabili come parti concrete delle loro strutture biologiche, i numeri non lo sono perche sono il risultato di una elaborazione della nostra struttura cerebrale conoscitiva.
Il dialogo: dai numeri alla struttura del cervello
In altre parole…
S: I nostri setti e i nostri quadranti, cioe le nostre strutture biologiche cerebrali, a differenza dell’Orthoceras e del ragno, diventano unita significanti, cioe perdono il loro significato biologico oggettivo per divenire il valore semantico degli stimoli che provengono dall’ambiente esterno. I numeri sono il frutto di questa elaborazione.
Ma cosa intendi per numeri?
S: Numerabilita nel senso di suddivisibilita degli eventi fenomenici in una molteplicita basata sulla ripetizione di quanto viene codificato come unita singola, una discontinuita dello spazio, la concettualizzazione di un rapporto discordante tra due unita in relazione.
Probabilmente anche il ragno o l’Orthoceras se un giorno per assurdo potessero utilizzare un loro sistema di misura (basato sui setti all’interno della conchiglia o sui quadranti della sua ragnatela) per dimostrare che alcuni fenomeni naturali avvengono seguendo una certa regolarita misurabile, probabilmente troverebbero gli stessi nostri risultati: una sorprendente numerabilita del mondo fenomenico.
Qual e la fonte di tutto?
P: Quindi mi sembra di capire che in realta cio che e realmente da definire non e tanto il perche i numeri possano spiegare tutto, ma quale e la fonte di tutto: dei numeri, della tela del ragno e dei setti dell’orthoceras.
S: Hai ragione, partiamo quindi dal numero. Il numero e un fenomeno cerebrale cognitivo, un’astrazione mentale sinonimo di intelligenza, fenomeno quindi che interessa una porzione specifica del cervello: la corteccia.
Il numero rappresenta l’elaborazione corticale di esperienze visive o uditive di discontinuita spazio-temporali, in grado di generare uno stimolo capace di interrompere uno stato di sincronia pre-esistente tra neuroni in relazione tra loro.
P: La fonte di tutto sarebbe quindi l’alterazione di un rapporto binario/simmetrico che si crea tra cellule neuronali?
S: Direi di si, se ci pensi bene, e stato dimostrato che nel cervello umano esiste naturalmente, sin dai primi mesi di vita, la percezione dei numeri 1, 2 e 3, o meglio ovviamente non i numeri arabi ma il concetto da noi attualmente codificato in 1, 2 e 3 o meglio la percezione di tre differenti stati che potremmo definire come: X, Y diverso da X e Z diverso da Y e diverso da X.
Questo potrebbe essere la derivazione concettuale dell’interazione che si crea tra i diversi stati eccitatori di due cellule, semplificando: A-A S-S A-S o S-A cioe acceso-acceso (X) spento-spento (Y) e acceso-spento (Z) o viceversa (sappiamo infatti che i neuroni funzionano come interruttori acceso o spento).
Oltre la numerazione, che come abbiamo visto e il frutto di una elaborazione corticale successiva, questo fenomeno puo descrivere inoltre il nostro concetto di specularita, opposizione e di simmetria in base al rapporto che si crea tra le diverse coppie di cellule neuronali (A-A vs A-A, specularita; A-A vs S-S, opposizione; e A-S vs S-A, simmetria).
Ecco quindi che se consideriamo questo meccanismo neuronale come il nucleo primario cognitivo dei fenomeni che avvengono nel mondo esterno, si desume molto facilmente come le simmetrie (nel senso piu ampio del termine che comprende quindi anche specularita ed opposizione) siano per noi l’unica via di comprensione del mondo.
P: Se questo e vero ne deriva che tutte le nostre successive astrazioni e la nostra conoscenza del mondo passa necessariamente attraverso le simmetrie, senza che per questo il mondo sia necessariamente tutto simmetrico!
S: E non solo, questo tipo di fenomeno cerebrale potrebbe essere, da teorie recenti, non solo la fonte dei numeri come qui viene proposto, ma anche del linguaggio: mentre il linguaggio e l’elaborazione corticale che unisce vocalizzazioni a concetti in una forma utile all’interazione tra individui (mediante l’attivazione di una classe di neuroni che agisce in modo perfettamente speculare e che si trova nell’area di Broca), la matematica ed i numeri sono l’elaborazione corticale che dota di senso compiuto mediante una serie di simboli codificati, le stimolazioni visive ed uditive derivate da soluzioni di continuita spaziali e temporali percepite dalla nostra corteccia visiva od uditiva.
P: Quindi esistono due tipi di linguaggi?
S: Da un punto di vista strutturale ti direi di no, perche come abbiamo visto sembra che il cervello utilizzi le stesse metodiche in entrambi i casi, da un punto di vista invece dei contenuti hai ragione: il primo linguaggio e dedicato alla descrizione codificata intersoggettiva di attivita ed oggetti, il secondo, quello matematico, e dedicato alla descrizione codificata delle discontinuita del tempo e dello spazio.
Entrambi i linguaggi sono stati comunque essenziali nella nascita e nello sviluppo della societa umana.
P: A questo punto quale pensi che sia il rapporto tra noi ed il mondo fenomenico che ci attornia?
S: Tenendo in considerazione che quanto viene da noi percepito e logicizzato non e nient’altro che la proiezione della nostra struttura cognitiva sul mondo esterno, abbiamo la grande opportunita di avere costantemente a disposizione una finestra aperta non tanto sul mondo esterno, ma sulla comprensione dell’organizzazione strutturale del nostro cervello.
In altre parole, le nostra “comprensione” del mondo non e nient’altro che il riflesso nel mondo esterno della nostra struttura cognitiva e cioe delle modalita con cui lavora il nostro cervello e quindi in ultima analisi della struttura stessa del cervello (dato che le modalita operative sono intimamente legate a quelle strutturali).
Da questo ne deriva anche che la nostra comprensione del mondo esterno e forzatamente parziale, il nostro cervello infatti riesce a comprendere e a comprimere in una schematizzazione significante solo i fenomeni decifrabili dallo schema cognitivo del nostro cervello e dei nostri organi di senso.
P: E quindi intendi dire che la numerabilita del mondo fenomenico non e altro che un nostro limite gnoseologico?
S: Non e il limite, ma e l’essenza. Fibonacci ha dato la dimostrazione della effettiva pre-esistenza di qualcosa di trascendente al mondo fenomenico: la struttura gnoseologica cerebrale, di cui parzialmente quella serie numerica ne ha dato una descrizione.
La definirei una “Struttura conoscitiva Strutturante” con i suoi limiti capaci di filtrare l’infinita varieta fenomenica del mondo circostante, ma anche capace di creare con le sue simmetrie conoscitive una essenza permeante tutto il mondo sensibile.
A tutti gli effetti un'”idea” Platonica trascendente.
Domande frequenti
Che cosa sostiene questa concezione neo-platonica della numerabilita?
Sostiene che i numeri non esistono come idea matematica trascendente fuori dall’uomo, ma come “matematicita” insita nella struttura cognitiva. La numerabilita del mondo fenomenico e quindi il riflesso del modo in cui il cervello elabora e conosce, non una proprieta oggettiva del mondo in se.
Perche il girasole, la tela del ragno e le conchiglie sembrano cosi numerabili e simmetrici?
Perche il nostro cervello legge il mondo attraverso le simmetrie. Secondo il dialogo, specularita, opposizione e simmetria derivano dai rapporti tra coppie di cellule neuronali; le regolarita che osserviamo nel girasole, nella ragnatela o nei setti dell’Orthoceras sono la proiezione di questa struttura conoscitiva sul mondo esterno.
Che rapporto c’e tra numeri e linguaggio in questa ipotesi?
Numeri e linguaggio condividerebbero le stesse metodiche cerebrali. Il linguaggio unisce vocalizzazioni e concetti per l’interazione tra individui, mentre la matematica dota di senso, tramite simboli codificati, le discontinuita spazio-temporali percepite. Sono due linguaggi diversi nei contenuti ma simili nella struttura, entrambi essenziali per la societa umana.
In che senso Fibonacci diventa una prova a favore di Platone?
La serie di Fibonacci non dimostra che il mondo sia in se matematico, ma rende visibile una struttura pre-esistente: quella gnoseologica del cervello. Questa “Struttura conoscitiva Strutturante” filtra la varieta del mondo e vi imprime le proprie simmetrie, comportandosi a tutti gli effetti come un’idea platonica trascendente, ma radicata nella biologia.
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