Chi regola il comportamento, all’inizio
Nei primi tempi sono gli adulti ad attuare, nei confronti dei figli, la funzione di regolazione. Decidono i tempi, pongono i limiti, interrompono ciò che è pericoloso, indirizzano l’attenzione. Il bambino non possiede ancora gli strumenti per fare da sé, e in questa fase la struttura gli viene fornita interamente dall’esterno.
È importante notare che la regolazione esterna non riguarda soltanto i divieti. Riguarda anche l’organizzazione dei ritmi, la modulazione dell’attivazione, la calma restituita dopo il turbamento. L’adulto funziona come un regolatore a tutto campo, e solo una parte del suo intervento ha la forma della proibizione.
Lo scopo: modelli interiori che reggano senza sanzioni
Lo scopo di questa funzione è lo sviluppo completo di modelli interiori di comportamento, destinati ad agire come principi guida anche in assenza di sanzioni esterne. Non si tratta di ottenere obbedienza, ma di rendersi progressivamente superflui.
La differenza è sostanziale, e si misura esattamente nel momento in cui l’adulto esce dalla stanza. Un bambino regolato dall’esterno modifica il comportamento in funzione della presenza di chi lo controlla; un bambino che ha interiorizzato i modelli si comporta allo stesso modo in entrambi i casi, perché il criterio ormai lo porta con sé.
Perché tutto questo si realizzi occorre l’intera infanzia. Non si tratta di un traguardo che si raggiunge con un atto educativo particolarmente riuscito: è un processo lungo, fatto di ripetizioni, spiegazioni, fallimenti e riprese.
Il paradosso della dipendenza
Gli adulti giocano un ruolo cruciale nell’aiutare i bambini a controllare il proprio comportamento. Ed è solo attraverso l’iniziale, totale dipendenza dagli altri che il bambino può sviluppare la propria autonomia.
L’affermazione merita di essere presa sul serio, perché contraddice un’intuizione diffusa secondo cui l’indipendenza si otterrebbe riducendo per tempo il sostegno. Accade il contrario. Il bambino che ha potuto contare su una regolazione esterna affidabile ha avuto un modello funzionante da interiorizzare; quello lasciato presto a se stesso non ha imparato a regolarsi, ha imparato a cavarsela.
Il ritiro del sostegno, allora, non è la premessa dell’autonomia ma il suo esito: si toglie l’impalcatura quando la costruzione regge, non prima per vedere se reggerà.
Domande frequenti
Perché la regolazione iniziale spetta all’adulto?
Perché il bambino piccolo non possiede ancora modelli interiori capaci di guidarne il comportamento. L’adulto fornisce dall’esterno la struttura che il bambino, più tardi, costruirà dentro di sé.
Qual è lo scopo del controllo esterno?
Sviluppare modelli interiori che agiscano come principi guida anche in assenza di sanzioni. L’obiettivo non è l’obbedienza in presenza dell’adulto, ma un criterio che il bambino porti con sé quando l’adulto non c’è.
Quanto tempo richiede questo passaggio?
L’intera infanzia. Non è il risultato di un singolo intervento educativo, ma di un processo lungo e ripetuto, con avanzamenti e ricadute.
La dipendenza iniziale ostacola l’autonomia?
No, la rende possibile. È solo attraverso una dipendenza iniziale totale, e affidabile, che il bambino dispone di un modello di regolazione da interiorizzare. Ritirare presto il sostegno non anticipa l’autonomia, la compromette.
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