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Autostima

In psicologia, l’autostima è il sentimento che ciascuno ha del proprio valore e delle proprie capacità. Rappresenta l’aspetto valutativo del sistema di sé, e nasce dal confronto tra come ci percepiamo e come vorremmo essere. Cosa significa autostima L’autostima si riferisce all’immagine di un sé ideale che tutti possiedono. Quando la discrepanza tra sé ideale […]

Psicolab — Autostima
In psicologia, l’autostima è il sentimento che ciascuno ha del proprio valore e delle proprie capacità. Rappresenta l’aspetto valutativo del sistema di sé, e nasce dal confronto tra come ci percepiamo e come vorremmo essere.

Cosa significa autostima

L’autostima si riferisce all’immagine di un sé ideale che tutti possiedono. Quando la discrepanza tra sé ideale e sé percepito è minima, il soggetto avrà un’alta stima di sé. Non si tratta però di un’entità statica: è soggetta a variazioni nella fase iniziale dell’infanzia e all’influenza dell’esperienza durante l’adolescenza.

Ci si domanda se sia una qualità globale oppure relativa a comportamenti indipendenti tra loro. Esistono campi diversi rispetto ai quali possiamo chiederci quanto sia importante riuscire bene e quanto ci si senta competenti. La discrepanza tra la competenza percepita e l’importanza attribuita a quel campo viene considerata la misura dell’autostima, perché riflette il grado in cui si ritiene di corrispondere ai propri modelli. Chi non tiene alla matematica non soffre di andarci male.

Perché si possa parlare di autostima, sottolinea Lewis, occorrono due prerequisiti cognitivi: la consapevolezza oggettiva di sé e la capacità di riconoscere e mantenere modelli di comportamento.

L’autostima in pratica

Un cambiamento ontogenetico dell’autostima si verifica di solito in concomitanza con la crisi di identità che, secondo Erikson, molti adolescenti attraversano: incerti sul presente e sul futuro, cercano di rivalutare la propria identità personale e i propri traguardi.

La conseguenza più importante dell’autostima riguarda lo stato emotivo generale dell’individuo, che a sua volta influenza il grado di motivazione e di interesse. Quando il sé giudica se stesso nascono emozioni precise: la vergogna, se il giudizio è di carenza rispetto ai modelli personali o alle convenzioni sociali, e all’opposto l’orgoglio. Emozioni che possono lasciare conseguenze permanenti sull’autostima stessa.

Il sé, in questa prospettiva, è una teoria su chi siamo e su come ci collochiamo nella società, e la sua funzione è aiutarci a cercare esperienze che si adattino all’immagine che già abbiamo di noi. Inizialmente il sé è soprattutto un’entità socialmente costruita, e in nessun momento della vita se ne può escludere il riferimento alle valutazioni altrui.

Termini correlati

Sé ideale, sé percepito, vergogna, orgoglio, crisi di identità, Erikson.

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