Cosa significa visione d’insieme
L’anatomia e la fisiologia delle vie visive centrali, dalla retina alla corteccia striata, mostrano l’esistenza di numerosi canali paralleli e relativamente indipendenti, ciascuno responsabile dell’analisi di una caratteristica diversa della scena. Il canale M si occupa del movimento degli oggetti, il canale P-IB della forma e il canale blob del colore. La visione d’insieme nasce proprio dall’integrazione di queste elaborazioni separate in un’unica percezione coerente.
Visione d’insieme in pratica
Ogni punto della scena viene analizzato da un gruppo circoscritto di cellule corticali. Hubel e Wiesel hanno ipotizzato che una porzione di corteccia striata di circa 2 per 2 millimetri sia la superficie necessaria e sufficiente per analizzare un punto dello spazio: necessaria perché la sua rimozione lascia un punto cieco corrispondente, sufficiente perché contiene tutta la struttura neurale utile a trattare contorni, colore e orientamento percepiti da ciascun occhio. Questa unità di tessuto è chiamata modulo corticale, e la corteccia ne contiene circa un migliaio. Una scena viene così analizzata simultaneamente da molti moduli, ognuno dei quali “guarda” una parte del campo visivo.
Termini correlati
Concetti collegati alla visione d’insieme sono il modulo corticale, i canali visivi M e P, la corteccia striata e l’elaborazione parallela dell’informazione visiva.
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