Cosa significa validità
La validità di contenuto valuta la capacità dello strumento di rilevare tutti gli aspetti interessanti di un fenomeno, in modo da esaurire la variabilità con cui esso si presenta nelle diverse circostanze. Riguarda soprattutto le misurazioni effettuate con strumenti strutturati, come le scale di valutazione o gli schemi di codifica, i quali, per essere validi, devono contenere item o categorie tali da prendere in considerazione tutte le facce della dimensione da misurare.
La validità di costrutto si riferisce al fatto che il costrutto analizzato esista davvero come lo pensiamo, e che sia effettivamente ciò che il nostro strumento misura. È la forma di validità più impegnativa, perché mette in discussione non lo strumento ma il concetto stesso che si pretende di misurare.
La validità in pratica
La validità concorrente richiede che ciò che misuriamo con lo strumento concordi con quanto si ottiene impiegando altri strumenti che misurano lo stesso costrutto. Se due test dello stesso costrutto danno risultati scorrelati, almeno uno dei due sta misurando qualcos’altro.
La validità predittiva riguarda ciò che lo strumento di valutazione è in grado di predire riguardo allo sviluppo futuro. È la forma più esigente sul piano pratico: un test può descrivere bene il presente e non dire nulla di ciò che verrà.
Gli indici di validità derivano solitamente dalla correlazione tra le misure ottenute con lo strumento e quelle ottenute con altri strumenti. Il che comporta un limite implicito: la validità si accerta sempre per confronto, mai in assoluto.
Termini correlati
Validità di contenuto, di costrutto, concorrente, predittiva, affidabilità, validità ecologica.
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