Cosa significa validità ecologica
Una ricerca è ecologicamente valida quando l’ambiente di cui i soggetti fanno esperienza possiede le caratteristiche che il ricercatore suppone o assume. La formulazione va letta con attenzione, perché sposta il criterio dal disegno sperimentale alla percezione del partecipante.
Non basta cioè che il ricercatore abbia predisposto una certa situazione: occorre che quella situazione sia, per chi vi si trova dentro, ciò che egli crede che sia. Se un compito pensato per misurare la cooperazione viene vissuto dai bambini come una gara, i dati raccolti riguarderanno la competizione, per quanto accurata sia stata la procedura.
La validità ecologica in pratica
Ne discende una conseguenza spesso fraintesa: anche la ricerca di laboratorio può essere ecologicamente valida. Il laboratorio non è di per sé un ambiente artificiale in senso invalidante, purché il ricercatore lo consideri per quello che è, cioè un contesto particolare, e si assicuri che la definizione che il soggetto dà della situazione sperimentale corrisponda a quella che egli assume che ne dia.
Il criterio è dunque di corrispondenza, non di naturalezza. Uno studio condotto in un parco giochi può avere validità ecologica bassa, se i bambini sanno di essere filmati e si comportano di conseguenza; uno studio di laboratorio può averla alta, se il compito proposto ha per il partecipante lo stesso significato che ha per chi lo ha ideato.
Termini correlati
Validità, validità di costrutto, contesto sperimentale, reattività, effetto Hawthorne.
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