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Teorie sull’acquisizione del linguaggio

In psicologia, le teorie sull’acquisizione del linguaggio si dividono in due grandi famiglie: quella strutturale innatista di Chomsky, che postula un dispositivo biologico interno, e quella interazionista, che guarda al contesto sociale in cui il bambino impara a parlare. La spiegazione strutturale innatista Fautore di questa posizione è Chomsky, secondo il quale esiste un dispositivo […]

Psicolab — Teorie sull’acquisizione del linguaggio
In psicologia, le teorie sull’acquisizione del linguaggio si dividono in due grandi famiglie: quella strutturale innatista di Chomsky, che postula un dispositivo biologico interno, e quella interazionista, che guarda al contesto sociale in cui il bambino impara a parlare.

La spiegazione strutturale innatista

Fautore di questa posizione è Chomsky, secondo il quale esiste un dispositivo innato per l’acquisizione del linguaggio, il Language Acquisition Device o LAD. Grazie a esso ognuno di noi possiede un programma biologico per l’apprendimento, che si realizza in una grammatica universale: l’insieme degli aspetti strutturali condivisi da tutte le lingue naturali.

In quest’ottica il linguaggio è un insieme di regole che il bambino scopre ed elabora progressivamente, partendo da quelle innate fino ad arrivare a quelle più complesse, apprese durante lo sviluppo. La posizione di Chomsky spiega bene due fatti altrimenti sorprendenti: che le tappe di acquisizione linguistica siano pressoché le stesse in tutte le culture, e che il processo di apprendimento sia tanto rapido quanto inevitabile. Corollario della teoria è il rifiuto dell’idea che l’apprendimento consista nell’imitazione degli adulti.

La spiegazione interazionista

La cosiddetta “ipotesi cognitiva” vede invece lo sviluppo del linguaggio come un processo interno al più generale sviluppo cognitivo del bambino. Il fuoco dell’attenzione si sposta sui motivi che lo spingono a imparare a parlare, e sull’uso che ne fa.

Saper parlare, in effetti, non significa soltanto usare il linguaggio in modo grammaticalmente corretto, ma anche in modo appropriato rispetto al contesto e alla cultura di appartenenza. La competenza linguistica viene così soppiantata dalla più ampia competenza comunicativa, che presuppone una linea di continuità tra la comunicazione prelinguistica e il successivo emergere del linguaggio.

Secondo Bruner non può esistere soltanto un LAD innato: occorre anche un LASS, il sistema di supporto per l’acquisizione del linguaggio, che corrisponde al ruolo svolto dall’adulto e dal contesto sociale nel consentire al bambino l’ingresso nel mondo del linguaggio e della cultura. Il dispositivo interno, per accendersi, ha bisogno di qualcuno che parli con lui.

Termini correlati

LAD, LASS, grammatica universale, competenza comunicativa, Chomsky, Bruner.

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