Il movimento come conquista di autonomia
Nei primi anni di vita lo sviluppo motorio subisce trasformazioni straordinarie. Il bambino acquisisce nuove competenze che gli permettono, un passo alla volta, di rendersi meno dipendente dall’adulto: imparare a controllare il capo, a sedersi, ad afferrare gli oggetti, a spostarsi e infine a camminare significa conquistare una crescente autonomia nel rapporto con l’ambiente. Ogni nuova abilita apre possibilita inedite di esplorazione e di relazione, e per questo lo sviluppo motorio e stato a lungo al centro dell’interesse degli studiosi.
La domanda di fondo che ha animato la ricerca e apparentemente semplice: da cosa dipendono questi cambiamenti? Perche certe abilita compaiono in un certo ordine e in un certo momento? A partire dagli anni Trenta del Novecento si sono affermate diverse teorie, che offrono risposte molto differenti e che, messe in sequenza, raccontano l’evoluzione del modo stesso di pensare lo sviluppo umano.
Il modello maturativo
La prima grande spiegazione e quella del modello maturativo, affermatosi a partire dagli anni Trenta. Secondo questa prospettiva esiste una relazione causale diretta tra lo sviluppo di nuove strutture neuroanatomiche e la comparsa di nuove abilita motorie. In altre parole, il bambino impara a muoversi in modi sempre piu complessi man mano che il suo sistema nervoso matura.
Un’idea centrale di questo modello riguarda il passaggio del controllo del comportamento dai centri nervosi piu antichi a quelli piu evoluti. All’inizio i comportamenti sarebbero sotto il controllo dei centri sottocorticali, come accade per i riflessi presenti gia alla nascita. Con la maturazione, questi comportamenti passerebbero progressivamente sotto il controllo delle zone corticali piu evolute, trasformandosi da automatismi in comportamenti volontari e intenzionali.
Le due direzioni dello sviluppo
Il modello maturativo ha inoltre descritto due principi direzionali che governerebbero l’ordine con cui compaiono le abilita. Il primo e la direzione cefalo-caudale: il controllo del capo e dell’asse del corpo precede quello degli arti. Il bambino, cioe, impara prima a sostenere la testa e il tronco e solo successivamente a controllare braccia e gambe. Il secondo principio e la direzione prossimo-distale: il controllo dei movimenti delle parti prossimali degli arti, cioe piu vicine al tronco, precede quello delle parti distali, come mani e dita. Questi due principi hanno avuto grande fortuna e sono ancora oggi utili per descrivere l’andamento generale dello sviluppo, anche se non ne esauriscono la spiegazione.
I limiti del modello maturativo
Con il tempo il modello maturativo e stato sottoposto a critiche importanti. Il suo limite principale sta nell’essere inadeguato a spiegare tutti i processi che stanno alla base dei mutamenti dei primi anni di vita. Ridurre lo sviluppo motorio alla sola maturazione cerebrale significa trascurare il fatto che molti dei processi coinvolti non hanno una natura esclusivamente neurologica. Il bambino non e un semplice esecutore di programmi iscritti nel cervello: e un organismo che agisce in un ambiente, con un corpo soggetto a vincoli fisici e in continua trasformazione. Queste critiche hanno aperto la strada a modelli piu articolati.
Il modello cognitivo
Una seconda prospettiva e quella del modello cognitivo, che concepisce il sistema nervoso centrale come una sorta di computer dotato di regole, programmi e schemi prestabiliti, capace di analizzare i segnali provenienti dall’ambiente esterno. In questa chiave lo sviluppo motorio viene inteso come la costruzione progressiva di un sistema gerarchico di sottoschemi, sempre piu complesso e articolato, che si edifica grazie all’interazione con l’ambiente.
Rispetto al modello maturativo, quello cognitivo riconosce un ruolo maggiore all’esperienza e all’elaborazione delle informazioni. Il movimento non e piu solo il prodotto della maturazione delle strutture, ma il risultato di schemi mentali che si organizzano e si perfezionano attraverso il rapporto con il mondo esterno. Restava tuttavia sullo sfondo il peso dei fattori corporei e fisici, che una terza prospettiva avrebbe posto al centro.
Il modello dei sistemi dinamici
La teoria piu attuale e quella dei sistemi naturali dinamici. Il suo assunto di base e che nello sviluppo del bambino sia di importanza primaria l’interazione tra molti sistemi diversi: non soltanto quello nervoso, ma anche quello ambientale, con fattori come la gravita che agisce costantemente sull’individuo, e quello biomeccanico, con le forze inerziali e quelle dipendenti dal movimento stesso.
Secondo questa prospettiva, una nuova condotta motoria non e semplicemente il frutto della maturazione di una singola struttura, ma il risultato della continua cooperazione tra questi diversi sistemi. Nessuno di essi, da solo, determina l’emergere di una nuova abilita: e la loro interazione dinamica a produrla. Inoltre questi sistemi, nel corso del tempo, sono a loro volta soggetti a maturazione e a continui cambiamenti, in un gioco reciproco che rende lo sviluppo un processo aperto e flessibile piuttosto che una sequenza rigidamente predeterminata.
Tre modelli, un’evoluzione del pensiero
Osservate nel loro insieme, queste tre prospettive raccontano non solo lo sviluppo del bambino, ma anche l’evoluzione del modo di studiarlo. Si e passati da una visione che attribuiva tutto alla maturazione cerebrale, a una che valorizzava gli schemi cognitivi e l’esperienza, fino a un modello che riconosce il ruolo congiunto del corpo, dell’ambiente e del sistema nervoso. Il quadro contemporaneo tende a integrare questi contributi, riconoscendo che lo sviluppo motorio nel periodo post natale e un fenomeno complesso, in cui biologia, esperienza e vincoli fisici cooperano nel dare forma alle nuove competenze del bambino.
Domande frequenti
Cosa afferma il modello maturativo dello sviluppo motorio?
Il modello maturativo, affermatosi negli anni Trenta, sostiene che esista una relazione causale diretta tra lo sviluppo di nuove strutture neuroanatomiche e la comparsa di nuove abilita motorie. I comportamenti inizialmente controllati dai centri sottocorticali, come i riflessi, passerebbero progressivamente sotto il controllo delle zone corticali piu evolute, diventando volontari. Il modello descrive anche le direzioni cefalo-caudale e prossimo-distale dello sviluppo.
Cosa significano le direzioni cefalo-caudale e prossimo-distale?
Sono due principi che descrivono l’ordine con cui il bambino acquisisce il controllo del corpo. La direzione cefalo-caudale indica che il controllo del capo e dell’asse del corpo precede quello degli arti. La direzione prossimo-distale indica che il controllo delle parti degli arti piu vicine al tronco precede quello delle parti piu lontane, come mani e dita.
In cosa consiste il modello dei sistemi dinamici?
Il modello dei sistemi naturali dinamici sostiene che lo sviluppo motorio nasca dall’interazione tra molti sistemi: quello nervoso, quello ambientale, con fattori come la gravita, e quello biomeccanico, con le forze inerziali e dipendenti dal movimento. Una nuova abilita e il risultato della cooperazione continua tra questi sistemi, che a loro volta maturano e cambiano nel tempo.
Perche il modello maturativo e stato criticato?
Perche considerato inadeguato a spiegare tutti i processi alla base dei mutamenti dei primi anni di vita. Attribuire lo sviluppo motorio alla sola maturazione cerebrale trascura il fatto che molti processi coinvolti non hanno natura esclusivamente neurologica: il bambino agisce in un ambiente, con un corpo soggetto a vincoli fisici e in continua trasformazione. Queste critiche hanno aperto la strada a modelli piu integrati.
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