Psicologia Clinica e Psicopatologia

Gli Stati Misti nel Disturbo Bipolare

Gli stati misti sono la configurazione più insidiosa del disturbo bipolare, e anche la più fraintesa: non sono l’alternanza rapida fra euforia e tristezza, ma la loro presenza contemporanea. Articolo divulgativo, non sostituisce una valutazione psichiatrica. Gli stati misti comportano un rischio suicidario elevato: se stai pensando di farti del male, parlane subito con qualcuno, […]

Gli Stati Misti nel Disturbo Bipolare
Gli stati misti sono la configurazione più insidiosa del disturbo bipolare, e anche la più fraintesa: non sono l’alternanza rapida fra euforia e tristezza, ma la loro presenza contemporanea.
Articolo divulgativo, non sostituisce una valutazione psichiatrica. Gli stati misti comportano un rischio suicidario elevato: se stai pensando di farti del male, parlane subito con qualcuno, 112, Telefono Amico 02 2327 2327. Nessuna terapia va modificata autonomamente.

Simultaneità, non alternanza

È la correzione principale, e ha conseguenze cliniche dirette.

Uno stato misto non è passare dall’euforia alla tristezza nell’arco della giornata. È la coesistenza, nello stesso momento, di sintomi di polarità opposta.

La configurazione tipica: umore depresso e disperazione insieme ad agitazione, pensieri accelerati, insonnia e irrequietezza motoria. Oppure attivazione e grandiosità insieme a irritabilità intensa e disperazione.

La classificazione attuale non prevede più un episodio misto come categoria separata: descrive gli episodi (maniacali o depressivi) con l’aggiunta di caratteristiche miste, cioè della presenza di sintomi della polarità opposta.

Va precisato ciò che il testo originale confonde: le oscillazioni umorali nell’arco della giornata sono un fenomeno diverso, comune anche fuori dal disturbo bipolare, e più tipico di altre condizioni. Chiamarle stati misti è impreciso e fuorviante.

Perché sono la configurazione più pericolosa

La combinazione è quella che desta maggiore preoccupazione clinica, per una ragione precisa.

La disperazione della fase depressiva si somma all’energia e all’impulsività della fase attivata. Nella depressione grave con rallentamento marcato, la capacità di agire è ridotta; nello stato misto no.

Gli studi indicano infatti un rischio suicidario più elevato negli episodi con caratteristiche miste rispetto agli episodi depressivi puri.

Si aggiunge un elemento che rende la situazione più difficile da riconoscere dall’esterno: la persona non appare rallentata. Può sembrare nervosa, insofferente, iperattiva, e il collegamento con una sofferenza depressiva profonda non viene fatto.

È il motivo per cui, in presenza di agitazione e irritabilità intense, chiedere direttamente della disperazione e dei pensieri di morte è appropriato e utile, e non aumenta il rischio, contrariamente a un timore diffuso.

Cosa li rende difficili da trattare

Il problema è strutturale: i sintomi da fronteggiare vanno in direzioni opposte.

Le linee guida indicano stabilizzatori dell’umore e determinati antipsicotici come opzioni di riferimento, mentre gli antidepressivi in monoterapia sono generalmente sconsigliati in questa configurazione, perché possono aumentare agitazione e instabilità.

Va detto che questo è un ambito in cui le evidenze sono meno ampie che per gli episodi puri, in parte perché le persone con caratteristiche miste sono state a lungo escluse dagli studi clinici.

La conseguenza pratica per chi legge: la gestione richiede uno psichiatra, e in questa configurazione la frequenza dei contatti con il curante è essa stessa una misura di sicurezza.

Cosa può fare chi sta vicino

Alcune indicazioni concrete, coerenti con quanto vale per gli episodi acuti.

Non interpretare l’irritabilità come carattere o come rifiuto personale: è un sintomo.

Ridurre stimolazione, conflitto e decisioni importanti. Gli stati misti sono momenti in cui il giudizio è compromesso e l’impulsività elevata.

Proteggere il sonno, che in questa configurazione è compromesso e a sua volta peggiora il quadro.

Rendere meno accessibili i mezzi potenzialmente dannosi, quando la situazione lo richiede: è una delle misure con maggiore evidenza nella riduzione del rischio.

Mantenere il contatto con il curante e, in fase di benessere, concordare in anticipo un piano: segnali precoci, chi chiamare, cosa fare. La pianificazione anticipata è fra gli interventi meglio supportati in questa condizione.

Domande frequenti

Cosa sono gli stati misti?

La presenza contemporanea di sintomi di polarita opposta (per esempio umore depresso insieme ad agitazione e pensieri accelerati) non l’alternanza fra umori diversi nella giornata.

Le oscillazioni di umore in giornata sono stati misti?

No: sono un fenomeno diverso, comune anche fuori dal disturbo bipolare e piu tipico di altre condizioni.

Perche sono considerati pericolosi?

Perche la disperazione si somma all’energia e all’impulsivita, e il rischio suicidario risulta piu elevato che negli episodi depressivi puri.

Come si trattano?

Con stabilizzatori dell’umore e determinati antipsicotici secondo indicazione psichiatrica. Gli antidepressivi in monoterapia sono generalmente sconsigliati in questa configurazione.

Gli stati misti sono la coesistenza simultanea di sintomi opposti, non l’alternanza rapida di umore: la classificazione attuale li descrive come caratteristiche miste di un episodio. Sono la configurazione piu pericolosa perche la disperazione si somma all’energia, e la persona non appare rallentata, per questo la sofferenza non viene riconosciuta. Il trattamento e specifico e richiede lo psichiatra. E chiedere direttamente dei pensieri di morte non aumenta il rischio: consente di intervenire.
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