Che cos’è, in termini precisi
Il concetto è stato elaborato da Mihály Csíkszentmihályi, che lo sviluppò nel corso della sua attività all’Università di Chicago: non a Boston, come riportava il testo originale.
Il flow è uno stato di assorbimento completo in un’attività, caratterizzato da concentrazione intensa, fusione fra azione e consapevolezza, alterata percezione del tempo, riduzione dell’autoconsapevolezza e gratificazione intrinseca.
La condizione che lo rende possibile è nota: un equilibrio fra la difficoltà del compito e le competenze di chi lo affronta, entrambe a un livello elevato. Se la difficoltà eccede, compare ansia; se le competenze eccedono, compare noia.
Si aggiungono due requisiti spesso trascurati: obiettivi chiari e un ritorno informativo immediato sull’azione. È il motivo per cui sport, musica e artigianato lo producono più facilmente di molti lavori d’ufficio.
Non è una trance
La descrizione del testo originale come stato di leggera trance affidato a una parte subconscia va corretta.
Il flow è uno stato di attenzione massimamente focalizzata, non di ridotta consapevolezza: si riduce l’autoconsapevolezza (il monitoraggio di come si sta apparendo) mentre la consapevolezza del compito è al massimo.
Sul piano dei processi cognitivi, l’ipotesi più discussa è quella di una temporanea riduzione dell’attività delle aree che sostengono l’autoriflessione. Va detto che si tratta di un’ipotesi in corso di verifica, non di un risultato consolidato.
Un chiarimento utile: la memoria incompleta dell’episodio non indica azione inconscia, ma il fatto che le risorse attentive erano interamente impegnate nel compito anziché nella codifica di ciò che accadeva.
Il rapporto con la prestazione
Qui serve prudenza, perché è il punto in cui la divulgazione promette più di quanto sia stato dimostrato.
Le rassegne trovano una relazione fra flow e prestazione, ma di entità modesta, e prevalentemente su dati correlazionali.
Il problema di fondo è la direzione: il flow potrebbe favorire la buona prestazione, ma è almeno altrettanto plausibile che sia una conseguenza dell’andare bene. Le due cose sono difficili da separare.
Si aggiunge un limite di misura: il flow viene rilevato quasi sempre a posteriori, chiedendo di ricordare come ci si è sentiti, il che introduce l’influenza dell’esito già noto.
Va segnalato anche il rovescio, poco discusso: l’assorbimento totale riduce il monitoraggio dei segnali di allarme. Nelle attività in cui la sicurezza dipende dalla vigilanza (sport estremi, guida, gioco d’azzardo, uso prolungato di videogiochi) lo stesso stato può risultare rischioso.
Come favorirlo
Non si può decidere di entrare in flow, ma si possono predisporre le condizioni.
- Calibrare la difficoltà: leggermente sopra il livello attuale, non molto sopra.
- Definire obiettivi specifici e ravvicinati, che rendano il progresso visibile.
- Costruire un ritorno informativo immediato dove il compito non lo fornisce da solo.
- Eliminare le interruzioni: il recupero della concentrazione dopo un’interruzione richiede tempo, e il flow non sopravvive alla frammentazione.
- Prevedere blocchi di tempo protetto, perché lo stato richiede una fase iniziale di ingresso.
- Ridurre la posta in gioco percepita: la preoccupazione per la valutazione riattiva proprio l’autoconsapevolezza che il flow sospende.
Un’ultima osservazione, che è anche la più fedele al lavoro originale: il flow riguarda il coinvolgimento, non la performance. Trattarlo come una tecnica per rendere di più è il modo più sicuro per non ottenerlo.
Domande frequenti
Cosa serve perche compaia il flow?
Un equilibrio fra difficolta del compito e competenze, entrambe elevate, insieme a obiettivi chiari e a un ritorno informativo immediato sull’azione.
E uno stato di trance?
No: e attenzione massimamente focalizzata. Si riduce l’autoconsapevolezza, cioe il monitoraggio di come si appare, mentre la consapevolezza del compito e al massimo.
Il flow migliora la prestazione?
La relazione esiste ma e modesta e correlazionale. Non e chiaro se il flow produca la buona prestazione o ne sia una conseguenza, e la misura avviene quasi sempre a posteriori.
Si puo entrare in flow a comando?
No, ma si possono predisporre le condizioni: difficolta calibrata, obiettivi ravvicinati, feedback immediato, assenza di interruzioni e tempo protetto.