Che cos’e’ la negligenza spaziale unilaterale
La NSU si definisce come un’incapacita’ o una ridotta tendenza a prestare attenzione agli stimoli presentati nell’emicampo controlesionale, cioe’ opposto alla lesione. Poiche’ la lesione interessa prevalentemente l’emisfero destro, l’emicampo trascurato e’ di solito quello sinistro. Il fenomeno non riguarda solo lo spazio esterno: anche lo spazio corporeo opposto alla sede della lesione viene negletto. Quando gli stimoli vengono percepiti, capita che siano esperiti dal soggetto come provenienti dal lato opposto a quello reale.
E’ importante chiarire un punto spesso frainteso: il neglect non e’ un disturbo sensoriale primario. La persona puo’ vedere, sentire e percepire, ma non orienta l’attenzione verso meta’ dello spazio. Il problema riguarda i meccanismi attentivi e la rappresentazione mentale dello spazio, non gli organi di senso.
Perche’ colpisce il lato sinistro
L’asimmetria del disturbo dipende dall’organizzazione del cervello. L’emisfero destro, nella maggior parte delle persone, governa l’attenzione spaziale in modo piu’ esteso rispetto al sinistro: presidia sia lo spazio sinistro sia, in parte, quello destro. L’emisfero sinistro, invece, si occupa soprattutto dello spazio destro. Quando una lesione danneggia l’emisfero destro, viene a mancare il controllo dell’attenzione sul lato sinistro, e l’emisfero sinistro non e’ in grado di compensarlo pienamente. Per questo il neglect sinistro da lesione destra e’ molto piu’ frequente e severo del caso opposto.
Come si manifesta: il disturbo esplorativo
La NSU e’ caratterizzata da un disturbo esplorativo che segue un gradiente di gravita’ lungo un meridiano orizzontale. Il paziente ignora completamente cio’ che si trova nel territorio piu’ periferico dell’emicampo controlaterale alla lesione, e comincia a prestare attenzione in maniera progressiva man mano che l’esplorazione si sposta verso il territorio dell’emicampo ipsilaterale, cioe’ dallo stesso lato della lesione. L’attenzione, in altre parole, e’ come spostata verso destra, e quanto piu’ uno stimolo si trova a sinistra tanto piu’ rischia di essere trascurato.
Nella vita quotidiana questo si traduce in comportamenti tipici: la persona mangia solo il cibo posto sulla meta’ destra del piatto, legge soltanto la parte destra di una pagina, disegna oggetti incompleti sul lato sinistro o, invitata a copiare una figura, ne riproduce solo la meta’ destra. Sono segni che permettono di sospettare il disturbo anche al di fuori dei test formali.
Il grado massimo di severita’
Nelle forme piu’ gravi il soggetto e’ del tutto incapace di percepire e perfino di concepire l’esistenza del lato sinistro dello spazio, tanto egocentrico quanto corporeo ed extracorporeo. Non si tratta soltanto di non vedere a sinistra: in questi casi il lato sinistro semplicemente non esiste piu’ nella rappresentazione mentale del mondo. Il paziente non lo cerca, perche’ non sa che dovrebbe esserci.
Le diverse forme di neglect
La negligenza spaziale unilaterale non e’ un fenomeno unitario, ma puo’ assumere forme diverse a seconda della componente colpita. Si distingue, per esempio, un neglect percettivo, in cui e’ compromessa l’elaborazione consapevole degli stimoli provenienti dal lato trascurato, da un neglect premotorio o intenzionale, in cui il problema riguarda piuttosto l’avvio dei movimenti verso quel lato. In altri casi la negligenza interessa lo spazio vicino, alla portata delle mani (spazio peripersonale), oppure lo spazio lontano (spazio extrapersonale), e i due deficit non sempre coincidono nello stesso paziente.
Particolarmente interessante e’ il neglect rappresentazionale, che si manifesta anche sulle immagini mentali: invitato a descrivere a memoria un luogo familiare, il paziente puo’ omettere sistematicamente gli edifici e i dettagli che si troverebbero alla propria sinistra, e riferire l’altra meta’ se immagina di osservare la scena dalla prospettiva opposta. Questo dimostra che il disturbo non riguarda solo cio’ che si vede, ma la stessa costruzione interna dello spazio. La distinzione tra queste forme non e’ un puro esercizio teorico: orienta la valutazione e suggerisce strategie riabilitative diverse a seconda della componente prevalente.
Disturbi associati alla NSU
La negligenza spaziale unilaterale si riscontra frequentemente insieme ad altri deficit. Tra i piu’ comuni vi sono l’aprassia costruttiva, cioe’ la difficolta’ a costruire o disegnare figure organizzate nello spazio; l’incapacita’ di vestirsi e di curare un lato del proprio corpo; un appiattimento emotivo e la comparsa di comportamenti inadeguati. Sul piano neurologico si associano spesso emiplegia (paralisi di meta’ del corpo), anestesia e altri deficit sensori-motori che condividono l’origine emisferica destra.
I fenomeni del quadro sindromico
All’interno del quadro clinico della NSU si descrivono alcuni fenomeni caratteristici. L’anosognosia e’ la mancata consapevolezza del proprio deficit: il paziente non riconosce di essere malato o paralizzato. L’anosodiaforia indica invece un’indifferenza emotiva verso il deficit, riconosciuto ma vissuto senza preoccupazione. La somatoparafrenia comporta il misconoscimento del proprio arto, talora accompagnato dalla misoplegia, un atteggiamento di avversione o ostilita’ verso la parte del corpo colpita. L’allochiria e’ la tendenza a riferire al lato opposto uno stimolo applicato sul lato negletto. Infine, l’estinzione consiste nella mancata percezione di uno stimolo nel lato controlesionale quando viene presentato contemporaneamente a un altro stimolo nel lato sano, in condizioni di doppia stimolazione.
Le aree cerebrali coinvolte
I principali loci lesionati nell’emisfero destro sono il lobulo parietale inferiore, considerato a lungo l’area chiave della sindrome, il lobo frontale insieme al talamo e ai gangli della base, e il giro sopramarginale con le relative strutture sottocorticali. La varieta’ delle sedi implicate riflette il fatto che l’attenzione spaziale non risiede in un singolo centro, ma dipende da una rete distribuita di regioni corticali e sottocorticali che lavorano insieme. Una lesione che interrompe questa rete in punti diversi puo’ produrre forme di neglect con caratteristiche differenti.
Valutazione e riabilitazione
Il neglect viene indagato con prove neuropsicologiche mirate, come i test di cancellazione (in cui si chiede di barrare tutti i bersagli distribuiti su un foglio), la bisezione di linee, il disegno e la copia di figure, o la lettura. Questi compiti rendono evidente l’asimmetria nell’esplorazione dello spazio. La riabilitazione mira a riportare l’attenzione verso il lato trascurato attraverso strategie di esplorazione visiva, stimolazioni e tecniche che sollecitano il paziente a orientarsi a sinistra in modo sistematico. Il recupero e’ variabile e dipende dall’estensione della lesione, ma un trattamento precoce e mirato puo’ migliorare in misura significativa l’autonomia nella vita quotidiana.
Domande frequenti
Perche’ il neglect colpisce quasi sempre il lato sinistro?
Perche’ la lesione interessa prevalentemente l’emisfero destro, che governa l’attenzione verso lo spazio sinistro. L’emisfero sinistro, danneggiato meno spesso in questa sindrome, non riesce a compensare la perdita, percio’ a essere trascurato e’ il lato sinistro.
La persona con neglect e’ cieca dal lato sinistro?
No. Il neglect non e’ un disturbo della vista. Gli occhi e le vie visive possono funzionare, ma il cervello non orienta l’attenzione verso meta’ dello spazio. Il deficit riguarda l’attenzione e la rappresentazione mentale dello spazio, non la percezione sensoriale primaria.
Che cos’e’ l’anosognosia nel neglect?
E’ la mancata consapevolezza del proprio disturbo. Il paziente puo’ non rendersi conto di ignorare meta’ dello spazio o di avere un arto paralizzato, e per questo non cerca di compensare il deficit, il che complica la riabilitazione.
Il neglect si puo’ recuperare?
Il recupero e’ possibile ma variabile. Dipende dall’estensione e dalla sede della lesione e dalla tempestivita’ del trattamento. La riabilitazione neuropsicologica, che allena l’esplorazione del lato trascurato, puo’ migliorare in modo apprezzabile l’autonomia quotidiana.
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