Cosa significa scala di valutazione
Nelle scale di valutazione può manifestarsi anzitutto l’effetto alone: gli item inducono a valutare il soggetto in base a un’impressione generale, anziché in riferimento alla dimensione specifica che si sta misurando. Un bambino simpatico riceverà punteggi più alti anche su tratti che non hanno nulla a che vedere con la simpatia.
Vi è poi l’effetto tendenza centrale, per cui la scala induce ad assegnare soltanto punteggi medi, appiattendo le differenze; e l’effetto logico, che porta a valutare sulla base di collegamenti concettuali, cioè attribuendo un punteggio a un tratto perché sembra che debba accompagnarsi a un altro già valutato.
Le scale di valutazione in pratica
I correttivi si introducono nella fase di costruzione dello strumento, non durante la somministrazione. Conviene scalare ogni tratto su una pagina separata, così che i giudizi non si contaminino tra loro; differenziare con chiarezza i significati relativi ai punti estremi della scala; e descrivere gli item in base ad azioni osservabili, anziché a termini astratti. “Interrompe gli altri mentre parlano” è misurabile, “è impulsivo” molto meno.
In ambito clinico si può osservare il comportamento di un bambino problematico per stabilire come si comporti abitualmente, e in seguito scegliere alcuni comportamenti criteriali per una possibile diagnosi, valutando con quale frequenza e con quanta intensità si verifichino.
Termini correlati
Effetto alone, tendenza centrale, effetto logico, comportamenti criteriali, schema di codifica.
Lascia un commento