Ogni movimento coordinato implica la presenza di meccanismi nervosi sottostanti che permettono di scegliere i muscoli adatti e le loro modalità di funzionamento.
Il piano che trasforma l’idea di azione in azione vera e propria è detto piano motorio o programma motorio: i movimenti e le azioni complesse vengono controllate e prodotte da un insieme di comandi diretti ai muscoli che vengono stabiliti prima che un’azione accada.
Chi parla, ad esempio, pare abbia un piano in cui molte unità (i suoni linguistici) sono parte di un insieme più ampio. Talvolta le unità sono collocate in modo errato sebbene lo schema sia preservato.
Il ruolo del feedback sarebbe quello, secondo Pearson di informare il programma motorio riguardo al modo in cui l’esecuzione sta proseguendo.
C’è una notevole differenza tra movimenti e azioni.
I riflessi semplici includono brevi e unitarie attività del muscolo chiamate comunemente movimenti. Essi sono eventi distinti e, in molti casi, limitati ad una singola parte del corpo come, ad esempio, un arto.
I comportamenti complessi invece sono caratterizzati spesso da sequenze, ad esempio i diversi movimenti di molte parti del corpo e sono chiamati azioni o schemi d’azione.
Entrambi i comportamenti possono essere oggi facilmente misurati attraverso l’elettromiografia, procedura che registra l’attività elettrica dei muscoli attraverso degli elettrodi posti su un muscolo o sulla pelle che lo ricopre.
Psicologia e Movimento: Definizioni
Ogni movimento coordinato implica la presenza di meccanismi nervosi sottostanti che permettono di scegliere i muscoli adatti e le loro modalità di funzionamento. Il piano che trasforma l’idea di azione in azione vera e propria è detto piano motorio o programma motorio: i movimenti e le azioni complesse vengono controllate e prodotte da un insieme […]
Letizia Cirri Aggiornato il
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