L’insight come fenomeno cognitivo
Nella ricerca sul problem solving l’insight è la soluzione che arriva improvvisamente, senza consapevolezza dei passaggi che vi hanno condotto, accompagnata da una sensazione di certezza.
Le caratteristiche misurabili sono state descritte: chi risolve per insight non è in grado di riferire il proprio avvicinamento alla soluzione, mentre chi risolve analiticamente sì. È una differenza che si registra chiedendo, a intervalli, quanto ci si senta vicini alla risposta.
Sul piano dei processi, il fenomeno è stato associato a una fase preliminare di impasse e a una riorganizzazione della rappresentazione del problema: si abbandona un’assunzione implicita che impediva la soluzione.
Va segnalato il risultato più utile e meno noto: la sensazione di certezza che accompagna l’insight non garantisce la correttezza. Esistono i cosiddetti falsi insight, vissuti con la stessa convinzione. Il senso di evidenza è un’esperienza, non una verifica.
Cosa lo favorisce
Alcuni fattori sono documentati, altri sopravvalutati.
L’incubazione (allontanarsi dal problema per un periodo) mostra effetti positivi nelle sintesi disponibili, di entità modesta, e più marcati quando la pausa è occupata da attività poco impegnative.
Il sonno è associato a maggiore probabilità di riorganizzare un problema, in studi che hanno confrontato gruppi con e senza intervallo di sonno.
L’umore positivo è associato a una maggiore probabilità di soluzione per insight, mentre pressione temporale e ansia la riducono.
Va corretta invece un’idea diffusa: l’insight non è prerogativa di un emisfero. La mappa che assegna intuizione e creatività all’emisfero destro non trova conferma; le funzioni complesse coinvolgono reti distribuite.
L’insight in clinica
Qui il termine indica qualcosa di diverso: la comprensione dei propri schemi, delle proprie reazioni e della loro origine.
È stato a lungo considerato il meccanismo del cambiamento terapeutico. Ciò che la ricerca ha mostrato è più sfumato.
L’insight è associato all’esito, con correlazioni positive nelle sintesi disponibili. Ma la relazione è modesta, e soprattutto la direzione causale resta incerta: la comprensione può favorire il cambiamento, oppure derivarne, chi sta meglio riorganizza più facilmente la propria storia.
Va aggiunto un dato che pesa più di quanto si creda: una quota rilevante del miglioramento in psicoterapia avviene nelle prime sedute, prima che un lavoro di comprensione approfondita possa essersi svolto. È difficile spiegarlo con l’insight.
E va ricordato che i trattamenti con le evidenze più solide per diverse condizioni (disturbi d’ansia in primo luogo) funzionano attraverso meccanismi diversi: l’esposizione e la violazione dell’aspettativa temuta, non la comprensione delle cause.
Perché la comprensione da sola non basta
È l’osservazione clinica più comune, e ha una spiegazione.
Sapere perché si fa qualcosa non modifica automaticamente il fare. Il divario fra conoscenza dichiarativa e comportamento è ben documentato in ogni ambito, dalla salute all’apprendimento.
Ciò che colma quel divario è l’esperienza ripetuta: fare in modo diverso, verificare l’esito, ripetere. È il motivo per cui i trattamenti efficaci prevedono attività fra le sedute.
Un’ultima cautela, che riguarda anche il tentativo di rilevare l’insight con strumenti: il senso di rivelazione durante una seduta è un’esperienza soggettiva potente, e proprio per questo poco affidabile come indicatore. Ciò che consente di sapere se un percorso funziona resta la misurazione dell’andamento nel tempo, meno emozionante, e molto più informativa.
Domande frequenti
La sensazione di aver capito garantisce di aver capito?
No: esistono falsi insight vissuti con la stessa certezza. Il senso di evidenza e un’esperienza, non una verifica.
Cosa favorisce l’insight nella soluzione di problemi?
Allontanarsi dal problema per un periodo, il sonno e l’umore positivo. Pressione temporale e ansia lo riducono.
L’insight produce il cambiamento in terapia?
E associato all’esito, ma con correlazioni modeste e direzione causale incerta: puo favorire il cambiamento o derivarne.
Perche capire non basta?
Perche il divario fra sapere e fare e documentato: cio che lo colma e l’esperienza ripetuta di agire in modo diverso e verificarne l’esito.
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