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Pseudoinsufficienza mentale

In psicologia, la pseudoinsufficienza mentale indica un quadro di apparente deficit intellettivo che non ha origine organica, ma deriva da fattori ambientali, relazionali, emotivi o sensoriali. Cosa significa pseudoinsufficienza mentale Con questo termine si descrive una condizione in cui una persona mostra un rendimento intellettivo basso che, a un esame più attento, non corrisponde a […]

Psicolab — Pseudoinsufficienza mentale
In psicologia, la pseudoinsufficienza mentale indica un quadro di apparente deficit intellettivo che non ha origine organica, ma deriva da fattori ambientali, relazionali, emotivi o sensoriali.

Cosa significa pseudoinsufficienza mentale

Con questo termine si descrive una condizione in cui una persona mostra un rendimento intellettivo basso che, a un esame più attento, non corrisponde a una reale disabilità cognitiva. Si tratta in genere di una patologia di natura relazionale, con eziologia ambientale, oppure legata a deficit sensoriali periferici, per esempio difficoltà uditive o visive non riconosciute, a disturbi di personalità o a turbe emotive. La componente organica, tipica del ritardo mentale vero e proprio, qui è assente.

La pseudoinsufficienza in pratica

Il quadro si manifesta soprattutto con due aspetti evidenti: una scarsa efficienza intellettiva di natura non organica e un basso rendimento nell’attività scolastica o lavorativa. Un bambino cresciuto in un ambiente fortemente deprivato sul piano affettivo e culturale, oppure un alunno con un’ipoacusia mai diagnosticata, possono apparire intellettualmente carenti pur disponendo di risorse cognitive nella norma. Riconoscere la natura non organica del problema è decisivo, perché indirizza verso interventi educativi, riabilitativi o psicologici anziché verso una diagnosi di disabilità permanente.

Termini correlati

Concetti vicini sono il ritardo mentale, la deprivazione socio-culturale, i disturbi specifici dell’apprendimento e la valutazione cognitiva tramite test psicometrici.

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