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PLS organizza un Practitioner in Neuro‐Linguistic Programming
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“Practitioner in PNL” è la qualifica di base dei percorsi di Programmazione Neuro-Linguistica. Capire cosa comprende, quali risultati promette e con quali cautele vada valutata è utile a chiunque stia considerando una formazione in ambito comunicativo. La Programmazione Neuro-Linguistica non è una disciplina scientificamente validata: diverse revisioni della letteratura non hanno trovato conferma sperimentale per […]

Psicolab — PLS organizza un Practitioner in Neuro‐Linguistic Programming
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“Practitioner in PNL” è la qualifica di base dei percorsi di Programmazione Neuro-Linguistica. Capire cosa comprende, quali risultati promette e con quali cautele vada valutata è utile a chiunque stia considerando una formazione in ambito comunicativo.
La Programmazione Neuro-Linguistica non è una disciplina scientificamente validata: diverse revisioni della letteratura non hanno trovato conferma sperimentale per molte delle sue affermazioni, e non è riconosciuta come metodo terapeutico. Alcune tecniche comunicative che propone risultano comunque utili sul piano pratico. Non sostituisce in alcun caso percorsi psicologici o cure mediche.

Cos’è un percorso Practitioner

Il Practitioner è il livello di ingresso nella formazione in Programmazione Neuro-Linguistica: un corso di specializzazione destinato a chi vuole conoscere l’approccio e migliorare la propria efficacia comunicativa.

La formula tipica prevede un impegno concentrato (nell’ordine di una settimana a tempo pieno, talvolta distribuita su due fine settimana) e un numero contenuto di partecipanti, scelta motivata dalla necessità di seguire l’applicazione pratica delle tecniche.

Il rilascio di un attestato riconosciuto da associazioni internazionali di settore è un elemento ricorrente dell’offerta.

Gli obiettivi dichiarati

I risultati promessi da questo tipo di percorso sono generalmente otto:

  • sentirsi più sicuri ed efficaci nella comunicazione;
  • entrare rapidamente in sintonia: rapport, nel lessico dell’approccio: con altre persone;
  • accedere a stati d’animo funzionali alla situazione;
  • formulare obiettivi ben definiti e strategie per raggiungerli;
  • superare convinzioni autolimitanti;
  • generare cambiamenti duraturi;
  • motivarsi e motivare altre persone;
  • aumentare il numero delle scelte a propria disposizione.

L’ultimo è probabilmente il più solido e il meno enfatico: molte difficoltà nascono dal percepire una sola opzione, e qualunque strumento che ne renda visibili altre produce un beneficio reale.

Cosa regge e cosa va ridimensionato

È utile distinguere, perché nell’offerta formativa i due piani tendono a confondersi.

Elementi con fondamento riconoscibile

Alcune pratiche proposte coincidono con principi comunicativi ampiamente documentati anche fuori da questo approccio:

  • l’importanza di formulare obiettivi in modo specifico, misurabile e sotto il proprio controllo;
  • l’attenzione al linguaggio impiegato: sia verso gli altri sia verso sé stessi;
  • il valore dell’ascolto e dell’osservazione dei segnali non verbali;
  • l’utilità di riconoscere le convinzioni che restringono le possibilità di azione.

Affermazioni non confermate

Altre affermazioni caratteristiche dell’approccio (in particolare quelle relative ai “sistemi rappresentazionali preferiti” identificabili dal movimento oculare, o all’efficacia di specifiche tecniche di modificazione rapida) non hanno trovato conferma nella ricerca sperimentale.

Va inoltre ricordato che il termine “neuro-linguistica” non implica alcun fondamento neuroscientifico: l’approccio nasce negli anni Settanta da un’osservazione di pratiche cliniche, non da studi sul sistema nervoso.

Come valutare un percorso

Chi considera una formazione di questo tipo può usare alcuni criteri pratici.

Verificare la qualifica dei conduttori e l’ente che la rilascia, tenendo presente che gli attestati in questo campo sono riconoscimenti privati e non titoli abilitanti.

Verificare il rapporto tra partecipanti e conduttori: trattandosi di formazione basata su esercitazioni, gruppi troppo numerosi riducono drasticamente il tempo di pratica effettiva per ciascuno.

Diffidare delle promesse assolute: formulazioni che garantiscono cambiamenti rapidi e definitivi sono un segnale di allarme in qualunque ambito formativo.

Verificare che vengano dichiarati i limiti: un professionista serio precisa che il percorso non ha finalità cliniche e indica quando è opportuno rivolgersi altrove.

Per chi può avere senso

Un percorso di questo tipo può risultare utile a chi lavora in ruoli che richiedono comunicazione intensa (vendita, formazione, gestione di gruppi, relazione con il pubblico) e cerca strumenti operativi e occasioni di esercitazione.

Non è invece il contesto adatto a chi stia attraversando una difficoltà psicologica significativa: in quel caso il riferimento appropriato è un professionista sanitario abilitato.

La distinzione non è formale. Un percorso formativo lavora su competenze; un percorso clinico lavora su una sofferenza. Confondere i due piani non aiuta nessuno, ed è precisamente ciò che una buona presentazione dell’offerta dovrebbe chiarire fin dall’inizio.

Domande frequenti

Cos’è un Practitioner in PNL?

Il livello di ingresso nella formazione in Programmazione Neuro-Linguistica: un percorso intensivo, generalmente di alcuni giorni a tempo pieno e a numero chiuso, con rilascio di un attestato di associazioni private di settore.

La PNL è scientificamente validata?

No. Diverse revisioni della letteratura non hanno trovato conferma per molte delle sue affermazioni, e non è riconosciuta come metodo terapeutico. Alcune pratiche comunicative che propone coincidono però con principi documentati anche altrove.

Quali elementi risultano comunque utili?

La formulazione di obiettivi specifici e sotto il proprio controllo, l’attenzione al linguaggio usato verso gli altri e verso sé stessi, l’ascolto e l’osservazione, il riconoscimento delle convinzioni che restringono le possibilità.

Come si valuta la serietà di un corso?

Verificando qualifiche e ente rilasciante, il rapporto tra partecipanti e conduttori, l’assenza di promesse assolute e soprattutto il fatto che vengano dichiarati esplicitamente i limiti dell’intervento.

Il Practitioner è il livello di ingresso nella formazione in Programmazione Neuro-Linguistica: percorso intensivo a numero chiuso, con obiettivi che spaziano dalla comunicazione al superamento delle convinzioni limitanti. Conviene distinguere due piani: alcune pratiche proposte (formulare obiettivi specifici, curare il linguaggio, allenare l’ascolto) coincidono con principi documentati anche fuori da questo approccio; altre affermazioni caratteristiche non hanno trovato conferma sperimentale, e il prefisso “neuro” non implica fondamento neuroscientifico. Per valutare un corso: verificare qualifiche ed ente rilasciante, il rapporto tra partecipanti e conduttori, l’assenza di promesse assolute e la dichiarazione esplicita dei limiti.
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