Psicoterapia e Psicoanalisi

Non di Solo Padre

Siamo abituati a pensare la psicoterapia come una disciplina “occidentale” di poco più di cento anni, fondata da Freud. Ma è una visione miope. La cura dell’anima ha radici antichissime e universali: dagli sciamani ai medici persiani, dai poeti sufi ai filosofi greci. Persino l’idea di inconscio “si perde nella notte dei tempi”. Un viaggio […]

Psicolab — Non di Solo Padre
Siamo abituati a pensare la psicoterapia come una disciplina “occidentale” di poco più di cento anni, fondata da Freud. Ma è una visione miope. La cura dell’anima ha radici antichissime e universali: dagli sciamani ai medici persiani, dai poeti sufi ai filosofi greci. Persino l’idea di inconscio “si perde nella notte dei tempi”. Un viaggio affascinante alle origini della psicoterapia.

Curare l’anima: una pratica antica

La parola stessa ce lo dice: psicoterapia significa “cura della psiche”. E psychê, in greco antico, vuol dire respiro, vita, anima, il principio essenziale della vita. In questa accezione, tutti possediamo una psiche, la nostra natura mentale ed emozionale. È qualcosa di profondamente umano e universale.

Le prime tracce di cura dell’anima sono antichissime. Nelle culture cosiddette “primitive” spettava allo sciamano il compito di ritrovare lo spirito “fuggito” dal corpo a causa di un trauma o di uno stress: riportandolo in sede, la persona riacquistava l’equilibrio. Sorprendentemente, questi antichi guaritori mettevano già in relazione trauma, stress e dissociazione, concetti oggi centrali nella psicotraumatologia.

Le grandi civiltà antiche

Ogni civiltà ha sviluppato le proprie pratiche di cura della mente:

  • gli antichi egizi praticavano rituali nei templi, tra cui l'”incubazione onirica”: si riteneva che, dormendo nel tempio, il malato sarebbe stato visitato in sogno dalla divinità guaritrice. Il sogno come strumento di cura, molto prima di Freud;
  • in Mesopotamia esistevano due figure distinte: un guaritore capace di “identificare lo spirito” responsabile del disturbo e uno specialista in erbe medicinali. Su tavolette babilonesi si trovano vere e proprie prescrizioni per i problemi della psiche;
  • nell’antica Persia si distinguevano già i guaritori del corpo dai guaritori della psiche, veri e propri antenati degli psicoterapeuti, con tanto di ordini professionali e insegnamento universitario delle malattie mentali.

È notevole che nel libro sacro dello zoroastrismo, il profeta Zaratustra insegnasse le basi della salute mentale in una triade: buoni pensieri, buone parole, buoni comportamenti. Secoli dopo, Nietzsche riprenderà questi concetti, sottolineando come sia il senso della propria vita a darci la forza di fronteggiare ogni stress.

Il mondo islamico e le altre culture

Anche la cultura islamica ha dato contributi preziosi. I poeti sufi usavano metafore di grande utilità psicoterapeutica, e filosofi e poeti elaborarono concetti che possono essere considerati antenati delle moderne strutture psicologiche. Curiosamente, ancor prima che Freud dividesse la personalità in tre istanze, si concepiva la personalità come composta di tre parti, da mantenere in equilibrio attraverso pratiche corporee come la danza circolare. Il grande medico e filosofo Avicenna utilizzava tecniche molto vicine a quelle odierne, incluse strategie simili alle attuali terapie comportamentali per ansia, fobie e ossessioni.

Testimonianze analoghe arrivano da moltissime altre culture: indiana, aborigena, precolombiana. Gli Uroni del Nord America, per esempio, distinguevano tra desideri noti all’individuo e desideri nascosti che potevano rivelarsi nel sogno, o restare del tutto inconsci: alcuni “divinatori” erano ritenuti capaci di interpretare questi desideri profondi. Nella loro semplicità, questi antichi “specialisti dell’anima” avevano intuizioni tali che attribuire a Freud l’invenzione del concetto di inconscio apparirebbe quasi ingeneroso nei loro confronti.

Le radici greche della psicoterapia

Ignorare tutte queste pratiche per pensare la psicoterapia come esclusiva del mondo occidentale sarebbe un errore storico. Ma anche restando in Occidente, le radici precedono di molto Freud. Va ricordato Alcmeone di Crotone, medico-filosofo che pose le basi della psicologia moderna: fu tra i primi a intuire che le percezioni sensoriali giungono al cervello attraverso i nervi e a considerare il cervello (non gli dèi) la sede della coscienza e dell’intelligenza. Distinse la cognizione in memoria, rappresentazione e conoscenza, e concepì la malattia non come punizione divina, ma come squilibrio degli elementi costitutivi della persona.

A Socrate, poi, molti attribuiscono la “paternità” della psicoterapia occidentale, grazie al metodo maieutico: una strategia che guida l’interlocutore a trovare da sé le soluzioni ai propri problemi. È una tecnica ancora oggi usata da molti approcci: il suo valore sta nel suggerire alla persona che dentro di sé possiede risorse, possibilità e responsabilità per risolvere le proprie difficoltà.

Filosofie come terapie

Dopo Socrate, due grandi scuole filosofiche assunsero una chiara valenza psicoterapeutica: quella stoica, che suggeriva una visione distaccata del mondo per sconfiggere l’ansia, e quella epicurea, che proponeva il piacere come via al benessere. Entrambe le posizioni si ritrovano ancora oggi in molti approcci. E persino l’assunto psicoanalitico del conflitto tra eros e thanatos ha un antenato: il filosofo Empedocle riconosceva due forze opposte (una di attrazione e combinazione, l’altra di repulsione e separazione) impegnate in un’eterna battaglia. Il mondo greco, insomma, accettava già l’alternanza tra la parte razionale e quella irrazionale della psiche.

Oltre il mito del progresso

Esiste dunque un “filo rosso” nel rapporto tra mente e corpo che, nel tempo, non si è mai spezzato. Perché allora è così diffusa la convinzione che il progresso sia iniziato con i greci, che la scienza razionale sia l’unico strumento valido per raggiungere la verità, e che “gli antichi non sapessero nulla più di noi”?

È un pregiudizio da superare. La psicoterapia non è ancorata alla psicoanalisi: esisteva da tempo, e la stessa nozione di inconscio affonda le radici in epoche remote. Il modo in cui Freud ha concepito la mente resta un contributo innegabile, ma i confini tra psicoanalisi e psicoterapia sono sottili. E soprattutto la psicoterapia non è appannaggio dell’Occidente: appartiene a quel bisogno universale dell’essere umano di mettere sotto osservazione la propria coscienza alla ricerca della verità. Come per Platone e Nietzsche, la vera sapienza consiste forse nel ricollegarci a ciò che, in fondo, sapevamo già, e che da tempo abbiamo smarrito.

Domande frequenti

La psicoterapia è stata inventata da Freud?

No. Freud ha dato un contributo fondamentale, ma la cura dell’anima esisteva da millenni. Dagli sciamani ai medici persiani, dai poeti sufi ai filosofi greci, moltissime culture hanno sviluppato pratiche di cura della psiche molto prima della psicoanalisi.

L’idea di inconscio è un’invenzione moderna?

No, si perde nella notte dei tempi. Già gli Uroni del Nord America distinguevano tra desideri noti, desideri rivelabili nel sogno e desideri del tutto nascosti, con “divinatori” capaci di interpretarli. Attribuire a Freud l’invenzione dell’inconscio sarebbe storicamente ingeneroso.

La psicoterapia è solo occidentale?

No. Testimonianze di pratiche psicoterapeutiche arrivano dalla Persia, dall’India, dal mondo islamico, dalle culture aborigene e precolombiane. La psicoterapia appartiene al bisogno universale dell’essere umano di osservare la propria coscienza alla ricerca della verità.

Quali radici greche ha la psicoterapia?

Alcmeone di Crotone intuì che il cervello è la sede della coscienza e che la malattia è squilibrio, non punizione divina. Socrate creò il metodo maieutico, ancora usato. Stoicismo ed epicureismo furono vere filosofie-terapia, ed Empedocle anticipò l’idea del conflitto tra forze opposte.

La psicoterapia non è un’invenzione recente né esclusivamente occidentale, né appannaggio della sola psicoanalisi. La cura dell’anima ha radici antichissime e universali: gli sciamani collegavano già trauma, stress e dissociazione; egizi e mesopotamici usavano il sogno come strumento di cura; i medici persiani distinguevano i guaritori della psiche; i poeti sufi e Avicenna anticipavano concetti e tecniche moderne. In Grecia, Alcmeone individuò nel cervello la sede della coscienza, Socrate inventò la maieutica, stoicismo ed epicureismo furono filosofie-terapia. Persino l’idea di inconscio si perde nella notte dei tempi. Freud ha dato un contributo innegabile, ma la vera sapienza sta forse nel riscoprire ciò che, in fondo, sapevamo già.
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