Cosa significa neurofagia
Il termine unisce “neuro”, relativo al neurone, e la radice greca di “mangiare”, e descrive letteralmente il fenomeno con cui alcune cellule del sistema nervoso divorano i neuroni compromessi. Quando una patologia del sistema nervoso centrale danneggia o uccide un neurone, le cellule della glia, in particolare la microglia, migrano verso il sito della lesione. Qui esercitano la loro funzione fagocitando i residui cellulari, cioè i prodotti di degradazione dei neuroni ormai non più vitali. Solo dopo aver rimosso questo materiale le cellule gliali si moltiplicano e vanno a occupare lo spazio rimasto libero, contribuendo alla riorganizzazione del tessuto.
La neurofagia nel contesto neuropatologico
La neurofagia è un reperto tipico che i patologi osservano nei tessuti nervosi colpiti da processi acuti, per esempio infezioni virali, ischemie o altre lesioni del sistema nervoso centrale. La presenza di gruppi di cellule gliali raccolte attorno a un neurone in degenerazione è un segno che aiuta a documentare e datare il danno. Da un lato questo processo ha una funzione protettiva, perché rimuove cellule non funzionanti che potrebbero rilasciare sostanze tossiche; dall’altro testimonia una perdita neuronale che, se estesa, si riflette sul funzionamento cerebrale.
Termini correlati
Concetti vicini alla neurofagia sono la fagocitosi, il meccanismo generale con cui una cellula ingloba materiale esterno, la microglia e la neuroglia, ossia le popolazioni cellulari che svolgono questa funzione, la degenerazione neuronale e la gliosi, cioè la proliferazione reattiva delle cellule gliali dopo un danno.
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