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Il film inizia presso un’antica fortezza, proprio mentre una troupe televisiva sta filmando immagini e suoni di danze medioevali. Marta e Nicola si occupano di televisione: stanno filmando una specie di documentario.
Al ritorno il tassista (1) mette Beethoven e il volto di Marta s´illumina. Poco dopo vediamo Marta in una palestra taoista; l’insegnante le pratica un massaggio al collo mentre le dice: “tu pensi troppo.. questo ti procura delle tensioni sui muscoli del collo!”.
Prima perla: l´insegnante taoista ci mostra un kata´ Tai Chi Chuan, una bellissima sequenza di movimenti, ora maschili, ora femminili, ora lenti, ora velocissimi, con progressioni da capogiro.
Le immagini si spostano su Marta e Nicola che stanno effettuando un viaggio alla ricerca di personaggi da intervistare per la realizzazione di un nuovo programma televisivo. Tornati in azienda, incontrano il direttore, il quale ha il compito di promuovere o bocciare la loro idea.
Il direttore accetta la sfida nonostante si tratti di una trasmissione culturale e quindi per pochi. Altre suggestioni si aggiungono e non sempre si tratta di proposte riuscite: durante la cena a casa di Nicola, per esempio, i riferimenti politici sono eccessivamente espliciti (sembra di essere ad un comizio!).
Il tono del film viene rianimato dalle immagini del primo degli scienziati che Marta e Nicola stanno cercando di coinvolgere per la trasmissione. E´ la volta del maestro sufi Gabriel Mandel, che interpreta il ruolo di uno studioso che si interessa della correlazione tra varie discipline tra le quali la fisica quantica e l´astronomia.
Nicola e Marta assistono ad una lezione che da sola vale il costo del film: “da un ammasso di galassie lontano 250 milioni di anni luce ci arriva una nota, un si bemolle continuo, un milione di miliardi di volte più basso dei suoni più bassi che l’orecchio umano può percepire. La materia è vibrazione; le vie della fisica quantica, del misticismo e di certi allucinogeni si stanno unendo”.
E con un telecomando mostra una rappresentazione di questi fenomeni: “un tipo di sinusoidi come queste genera la vita, composta di differenti livelli di frequenza: dall’infinitamente basso, nel cui campo siamo attratti e che ci fa sprofondare nella materia e nel dolore, dove si sperimentano le frequenze della paura e della separazione, all’infinitamente alto, alla gioia assoluta..”.
Il viaggio continua con altre suggestioni: in una magnifica biblioteca vediamo sia danze costruite con l´ausilio di formule matematiche, sia danze mistiche sufi dei Dervisci.
Marta e Nicola raggiungono un altro personaggio, che non accetta di essere intervistato: “Esporre l’esoterico a chiunque non va bene (…) foto, video, nastri magnetici, sono tutte trappole, prigioni che fissano la personalità nel tempo”.
Il mistico propone comunque a Marta una specie di regressione ipnotica e lei accetta: “da anni faccio un sogno che ricorre. Sogno di parlare tedesco e di suonare il pianoforte (…) e anche se non lo vedo ho la sensazione che ci sia Ludwig van Beethoven”.
La risposta dell´uomo è un´altra perla: “Questo è nell’ordine delle cose. Il sogno pensa per immagini visive e a volte si serve di immagini uditive. E raramente può anche accadere che ci si serva pure di impressioni di altri sensi.. Tuttavia un aspetto che il Signor Freud non ha considerato è proprio la natura spirituale del sogno.. Cioè il sogno può essere un varco verso l’infinito. Se diventi consapevole, durante il sonno profondo puoi anche conoscere la dimensione dell’anti-materia..”.
Per favorire la regressione Marta deve rilassarsi: “il segreto è lasciarsi andare”. Da qui, e per molta parte del film, il sogno prende il sopravvento. Nicola vi appare con le stesse sembianze di uno degli amici di Beethoven (tema della reincarnazione).
Lo vediamo recarsi dal celebre musicista. Il dialogo con Beethoven-Jodorowsky è molto interessante, specialmente relativamente al discorso sulle “energie vitali”. Marta in quella esistenza era un principe affascinato dalla forte personalità del musicista tedesco.
Manlio Sgalambro, che nel film veste i panni di un nobile senese, ci offre ulteriori informazioni sulla vita di Beethoven. Ne vengono fuori i tratti di un musicista con forti disposizioni verso il misticismo, burbero e tagliente.
Le immagini si spostano poi nella casa di una dama che riceve Beethoven. Gli legge una poesia inedita di Alexander Puskin: “tutto ciò che esulta e scintilla porta noia e tormento. Datemi la bufera e le tempeste, e la lunga tenebra delle notti d’inverno”; il musicista risponde: “poesia magnifica, sublimamente terrestre. Però il mio regno sta nell’aria, nella notte, quando pieno di stupore guardo il cielo e questi corpi luminosi danzanti nelle loro orbite eterne. Il mio spirito si eleva su tanti milioni di stelle. Girando sento la Fonte Prima, il Creatore di tutto l’esistente..”.
Il modo col quale Beethoven viveva la sua infermità (i problemi con l’udito) e il rapporto con il nipote Carl sono altre suggestioni inedite che Battiato ci dona per mezzo dell´ottimo Jodorowsky (2).
E´ interessante vedere l´uomo che si affeziona al nipote e che si prende la briga di redimere dall´esterno (3). Indomito, prima di morire dona al giovane le seguenti parole: “Carl.. Mio Carl, figlio mio.. Ti devo dire qualcosa che voglio che non dimentichi mai.. Dio è immateriale, trascende ogni concetto, perché è invisibile.. Non può avere nessuna forma.. E’ infinito.. Non comincia, non termina.. E’ musica!!”.
Ma il ragazzo resiste e invece di chiamare il medico (come Beethoven gli aveva chiesto di fare) preferisce intrattenersi con un amico. La scelta dell´attore è piuttosto centrata: il ragazzo sembra incarnare alla perfezione l´informe materia grezza di chi è cresciuto più col corpo che con lo spirito.
Il generale dei musicanti muore e Marta torna nel cosiddetto mondo reale. La sua “caduta” è in affinità con un´altra caduta: la bella pellicola termina infatti con un ulteriore ed eccessivo affondo politico.
Sono comunque soddisfatto del film e di come tratta alcune delle tematiche che veicola, anche se non posso non sperare che nel prossimo film il nostro Franco nazionale scelga di avvalersi di qualche consulente in più..

Alessandro Gambugiati

Alessandro Gambugiati

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