Psicologia Clinica e Psicopatologia

Multitherapy in the treatment of mental patients

Nel trattamento dei disturbi mentali, affiancare alla terapia farmacologica approcci come la psicoterapia, la teatroterapia e la musicoterapia può migliorare in modo profondo la qualità di vita dei pazienti. È l’idea della multiterapia, in cui il corpo, il suono e la scena diventano strumenti di cura. Al suo centro c’è una tecnica particolare: lo psicodramma […]

Psicolab — Multitherapy in the treatment of mental patients
Nel trattamento dei disturbi mentali, affiancare alla terapia farmacologica approcci come la psicoterapia, la teatroterapia e la musicoterapia può migliorare in modo profondo la qualità di vita dei pazienti. È l’idea della multiterapia, in cui il corpo, il suono e la scena diventano strumenti di cura. Al suo centro c’è una tecnica particolare: lo psicodramma di Moreno.

Che cos’è la multiterapia

Per aumentare le possibilità di risultati positivi, la psicoterapia moderna ha introdotto i cosiddetti metodi attivi, che utilizzano il linguaggio del corpo e un lavoro terapeutico basato non solo sulle parole, ma soprattutto sui fatti. Una volta verificata la loro efficacia, alla terapia farmacologica si sono affiancate altre forme di intervento, come psicoterapia, teatroterapia e musicoterapia. È questo intreccio a costituire la multiterapia.

Musica e teatro hanno acquisito un peso crescente. La musica accompagna l’essere umano fin dagli albori della civiltà: presente nei riti di ogni cultura, ha sempre sottolineato i momenti a più alta carica emotiva, dall’innamoramento ai matrimoni ai funerali. Il suo legame con la psiche è profondo. Anche il teatro è antico quanto l’umanità, con le sue prime forme già nei riti delle civiltà arcaiche.

Lo psicodramma di Jacob Levi Moreno

All’interno della teatroterapia ha assunto grande importanza lo psicodramma, sperimentato per la prima volta nel 1921 da Jacob Levi Moreno. Nei primi anni Venti, con il suo teatro estemporaneo, Moreno esplorò la spontaneità della scena: davanti al pubblico si costruivano le maschere, l’autore componeva il testo senza una forma definitiva, l’attore creava il proprio personaggio e gli spettatori erano invitati a reagire e interagire liberamente. Fu così che Moreno comprese l’importanza del gruppo e delle dinamiche collettive.

Lo psicodramma è un metodo psicologico che, attraverso la rappresentazione sulla scena, permette alle persone di esprimere i diversi aspetti della propria vita e di collegarli in modo costruttivo. Mettendo in scena situazioni presenti, passate, future o immaginarie, il protagonista proietta nel dramma le proprie preoccupazioni, attrazioni e resistenze, favorendo un intreccio più armonioso tra bisogni interiori e richieste della realtà.

Agire invece di raccontare

La forza dello psicodramma sta nel far riesperire le situazioni anziché limitarsi a narrarle. La persona può dialogare con le diverse parti di sé, ormai interiorizzate, invece di parlarne dall’esterno. Attraverso tecniche tipiche dei metodi d’azione, come l’inversione dei ruoli, il doppio, lo specchio e il soliloquio, si possono sciogliere situazioni interiori cristallizzate e ripetitive, affrontare momenti di crisi e cercare alternative più rispettose di sé e degli altri. Ogni seduta, della durata di circa due ore, può essere orientata alla crescita personale oppure alla formazione professionale, per gestire meglio le relazioni interpersonali.

Spontaneità, creatività e legame

Moreno fu attento fin dall’inizio al concetto di spontaneità e al suo rapporto con la creatività. Nel campo clinico questo è un punto centrale: il grado di spontaneità di una persona nelle relazioni è un indice della sua salute mentale, mentre la sua mancanza si esprime attraverso ansia o comportamenti rigidi e stereotipati. Imparare la spontaneità significa saper rispondere in modo sintonico sia alle richieste dell’ambiente sia ai propri bisogni autentici, senza difese stereotipate.

Un concetto originale è quello di tele, parola greca che indica ciò che è lontano. Nel linguaggio di Moreno esprime il flusso emotivo che lega reciprocamente due persone. Si distingue così da due nozioni note in psicologia: l’empatia, che è la capacità individuale di percepire ciò che un altro prova, quindi un processo a senso unico, e il transfert, cioè la proiezione sull’altro di immagini inconsce legate a esperienze passate. La tele è invece bidirezionale, una sorta di empatia reciproca, una modalità relazionale primaria, sempre potenzialmente attiva e sviluppabile nelle relazioni sociali.

Il valore del lavoro di gruppo

Moreno individuò alcuni aspetti centrali del lavoro di gruppo, validi sia nella terapia sia nella formazione. Il primo è l’autonomia, contrapposta alla dipendenza dal conduttore: nessun percorso è completo se non porta il gruppo e la singola persona verso una maggiore consapevolezza delle proprie risorse. Il secondo è la conoscenza della struttura del gruppo, perché ogni intervento deve tenere conto delle relazioni interne. Il terzo riguarda il peso dei ruoli e dei fattori socio-culturali, che influenzano la situazione al di là delle caratteristiche del singolo.

Perché il metodo mantenga il suo valore, quattro dimensioni devono coesistere e completarsi: quella ideale, quella teatrale, quella clinica e quella sociale. È proprio l’equilibrio tra spontaneità e controllo, e non la sola libera espressione, a rendere lo psicodramma uno strumento formativo e terapeutico efficace.

Domande frequenti

Che cosa significa multiterapia?

Indica l’uso combinato di più approcci nel trattamento dei disturbi mentali: accanto alla terapia farmacologica, interventi come psicoterapia, musicoterapia e teatroterapia, che insieme possono migliorare la qualità di vita del paziente.

A cosa serve lo psicodramma?

Permette di mettere in scena aspetti della propria vita per riviverli e rielaborarli, invece di limitarsi a raccontarli. Favorisce consapevolezza di sé, spontaneità e modi più costruttivi di relazionarsi.

Qual è la differenza tra tele ed empatia?

L’empatia è un processo a senso unico, la capacità di percepire ciò che un altro sente. La tele, nel linguaggio di Moreno, è invece reciproca: un flusso emotivo bidirezionale che lega due persone tra loro.

La multiterapia mostra come la cura dei disturbi mentali possa arricchirsi affiancando alla farmacologia il corpo, il suono e la scena. Lo psicodramma di Moreno ne è l’espressione più matura: agire invece di raccontare, recuperare spontaneità e creatività, valorizzare il legame reciproco e il gruppo. Un metodo in cui l’equilibrio tra libertà e controllo diventa esso stesso strumento di crescita.
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