Cosa significa memoria
Quando parliamo di memoria ci riferiamo a un insieme di strategie usate per ricordare le informazioni. Un ruolo fondamentale è svolto da processi come il pensiero, l’attenzione e la percezione: senza di essi non ci sarebbe nulla da immagazzinare. Una memoria efficiente deve poter selezionare le informazioni più importanti, archiviarle e organizzarle in modo da renderle rapidamente disponibili quando servono.
La prima considerazione da fare riguarda il fatto che tutto ciò che arriva alla nostra memoria ha già subito un’elaborazione, necessaria perché fosse reso assimilabile. È l’assunto della psicologia dell’elaborazione dell’informazione, lo human information processing: tra il mondo e il ricordo si interpone sempre un lavoro di codifica.
La memoria in pratica
Il riconoscimento di qualcosa o di qualcuno avviene grazie a una memoria detta di lavoro. È lei a permetterci di formulare aspettative su ciò che sta per accadere, attivando la porzione di conoscenza utile e funzionale al momento, ricavata dalla più capiente memoria a lungo termine. Riconoscere un volto in mezzo alla folla non è confrontarlo con un archivio intero: è avere già pronta, grazie al contesto, l’ipotesi giusta.
Ne discende una conseguenza pratica. Ricordare bene non dipende dalla quantità di informazione trattenuta, ma da come è stata organizzata in ingresso. Materiale elaborato in profondità, collegato a ciò che già si sa e inserito in una struttura significativa, si recupera con facilità. Materiale ripetuto meccanicamente, senza collegamenti, resta accessibile solo finché l’attenzione lo sostiene.
Termini correlati
Memoria di lavoro, memoria a lungo termine, codifica, recupero, attenzione, elaborazione dell’informazione.
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