Lo sviluppo della memoria e le strategie mnestiche

Lo sviluppo della memoria e le strategie mnestiche

Le capacità mnestiche variano molto nel corso della vita, e se inizialmente sono facilitate da elementi concreti ed emotivamente rilevanti, successivamente si rilevano anche in riferimento a materiale astratto (si pensi all’espansione del vocabolario intorno ai 2 anni). I fattori che contribuiscono al cambiamento qualitativo della memoria sono l’aumento della capacità strutturale cerebrale e il miglioramento funzionale, che si collega con le strategie mnestiche quali: la reiterazione, l’organizzazione, l’elaborazione.

Le strategie sono intenzionali e quindi dirette alla metacognizione; i primi studi si diressero verso la reiterazione, la ripetizione mentale, e l’organizzazione del materiale da ricordare secondo regole di selezione e condensazione, evidenziando come col crescere strategie più mature prendono il posto di quelle vecchie divenendo anche più generalizzabili, flessibili e differenziate. È dunque evidente il collegamento tra memoria e capacità cognitive. Anche il ruolo delle conoscenze ha assunto una rilevante importanza, con l’orientamento dell’attenzione verso un compito, e la misurazione successiva del ricordo di altre informazioni relative alla situazione. Ma quando si usano associazioni mentali, ne siamo consapevoli o lo facciamo in modo automatico?

Le strategie potenziano l’organizzazione e la strutturazione naturale della memoria che comunque funziona a “pacchetti” di conoscenze organizzati introno a nuclei tematici. Funzioni diverse sono assolte da forme diverse di memoria: quella semantica si riferisce a rappresentazioni di concetti e loro relazioni e serve ad acquisire il linguaggio, quella episodica si riferisce a fatti, oggetti, esperienze dirette, assicurando la continuità e l’identità del Sé attraverso la storia personale dell’individuo. Il ponte fra questi due tipi di memoria sarebbe, secondo K. Nelson, lo script, un tipo di schema particolare che si riferisce a sequenze di azioni ripetute regolarmente e composte da ruoli e contesti socialmente condivisi. Inizialmente sono visti come episodi ma, gradualmente, il bambino astrae elementi ricorrenti per usarli come organizzatori dell’esperienza e inserirli nella memoria semantica. L’esperienza è un fattore fondamentale, tutti si accorgono di ricordare meglio informazioni legate ad argomenti di cui si è fatta esperienza diretta.