Cosa significa elaborazione retinica
La retina non si limita a registrare la luce: la analizza. Il flusso diretto delle informazioni segue una via precisa, dai fotorecettori alle cellule bipolari e infine alle cellule gangliari, i cui assoni formano il nervo ottico. Lungo questo percorso il segnale non resta immutato. A ciascuna stazione sinaptica le risposte vengono modificate dalle connessioni laterali delle cellule orizzontali e delle cellule amacrine, che mettono in comunicazione neuroni vicini. Questo lavoro orizzontale permette alla retina di confrontare i livelli di luce tra zone adiacenti, esaltare i contrasti e ridurre le informazioni ridondanti. In altre parole, una prima e sostanziale elaborazione dell’immagine avviene gia nell’occhio, non solo nella corteccia visiva.
Elaborazione retinica in pratica
Gli effetti di questa elaborazione sono osservabili nell’esperienza quotidiana. L’esaltazione dei contrasti operata dalle cellule orizzontali spiega perche i bordi degli oggetti appaiano netti e perche percepiamo i margini in modo accentuato, come accade nelle bande di Mach. Le cellule amacrine, sensibili ai cambiamenti rapidi, contribuiscono alla percezione del movimento e delle variazioni di luminosita nel tempo. La capacita della retina di adattarsi al buio e alla luce intensa dipende anch’essa da questa rete di interazioni. Comprendere l’elaborazione retinica e quindi il primo passo per studiare come il sistema visivo costruisce, stadio dopo stadio, la nostra rappresentazione del mondo.
Termini correlati
Fotorecettori, cellule gangliari, campo recettivo, inibizione laterale e corteccia visiva sono concetti strettamente collegati all’elaborazione retinica e utili per inquadrarla nel piu ampio processo della percezione visiva.
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