Cosa significano le teorie freudiane
Alla fine dell’Ottocento Freud ipotizzò che molti disturbi nevrotici dell’età adulta affondassero le radici in esperienze traumatiche vissute nell’infanzia, intuizione maturata anche grazie al metodo ipnotico di Charcot e Bernheim. Da questa analisi nacque l’idea che lo sviluppo psichico proceda per fasi, ognuna dominata da una diversa fonte di soddisfazione pulsionale. Le pulsioni provenienti dall’Es cercherebbero appagamento nella stimolazione di zone corporee precise, inizialmente in modo autoerotico.
Le teorie freudiane in pratica
Freud individua cinque fasi psicosessuali. Dalla nascita la mucosa orale è la prima fonte di piacere; verso i due anni l’interesse si sposta sulla zona anale; intorno ai cinque anni si entra nella fase fallica, in cui il bambino nota le differenze anatomiche tra maschi e femmine. In questo periodo l’Io media tra pulsioni interne e realtà, insegnando a posticipare la soddisfazione dei bisogni, mentre il Super-Io interiorizza i valori culturali e svolge una funzione giudicante. Il superamento del complesso edipico e una fase di latenza serena aprono infine la strada alla fase genitale adolescenziale.
Termini correlati
Concetti vicini sono le fasi psicosessuali, il complesso di Edipo, la struttura Es-Io-Super-Io e la fase di latenza. Utile anche il confronto con i contributi postfreudiani, che rivedono e ampliano questo impianto.
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