Psicologia Sociale e del Comportamento

Le Nuove Frontiere del Porno

Il mercato del porno fattura in Italia cifre imponenti, ma dietro l’intrattenimento e l’evoluzione tecnologica si nasconde una patologia ancora poco riconosciuta: la dipendenza da pornografia e da cybersesso. Grazie all’anonimato garantito da internet il problema sta finalmente emergendo, con i primi gruppi di auto aiuto online. Questo approfondimento ripercorre la storia della pornografia e […]

Psicolab — Le Nuove Frontiere del Porno
Il mercato del porno fattura in Italia cifre imponenti, ma dietro l’intrattenimento e l’evoluzione tecnologica si nasconde una patologia ancora poco riconosciuta: la dipendenza da pornografia e da cybersesso. Grazie all’anonimato garantito da internet il problema sta finalmente emergendo, con i primi gruppi di auto aiuto online. Questo approfondimento ripercorre la storia della pornografia e mette a fuoco quando il consumo diventa una vera e propria dipendenza.

Una lunga storia fatta di corpi e scandali

Il mercato del porno fattura in Italia circa 516 milioni di euro l’anno, un dato che fa riflettere. Dai dipinti alla fotografia erotica fino ai calendari, il corpo ha sempre riscosso successo. Nell’Ottocento, con il dilagare delle malattie veneree, si arrivò addirittura a pensare che le figurine di donne nude avessero una valenza quasi positiva: avrebbero favorito l’autoerotismo, riducendo negli uomini la voglia di rapporti extraconiugali e limitando così il contagio di malattie sessualmente trasmesse.

All’inizio c’erano i quadri e le modelle che posavano nude negli atelier dei pittori, poi arrivarono la fotografia e le immagini digitali di oggi. I soggetti sono rimasti gli stessi: seni, glutei e affini. Tra i meriti attribuiti alla pornografia c’è quello di aver contribuito ad allargare gli orizzonti della popolazione e ad ampliare il concetto di pudore nella cultura contemporanea.

Al di là degli introiti, dell’intrattenimento e dell’evoluzione tecnologica, la pornografia ha sempre scandalizzato e scatenato polemiche. Dalla sua legittimità al ruolo della donna, tutto è stato discusso e ridiscusso.

Quando il consumo diventa dipendenza

Ma come si arriva a parlare di dipendenza da pornografia? In realtà è una patologia di cui non si parla. Mentre l’abuso di droghe o di alcol è ormai un fenomeno conosciuto e più o meno socialmente accettato, di cui si discute in televisione, sui giornali e alla radio, la dipendenza da pornografia e da cyberpornografia è ancora un tabù. Eppure, proprio grazie all’anonimato che internet riesce a garantire, il problema sta finalmente cominciando a emergere.

Recentemente è stato fondato in rete il primo gruppo di auto aiuto online, pensato per chi sta lottando e per chi vuole cominciare a slegarsi da questa dipendenza. L’iscrizione è completamente gratuita, aperta a tutti e persino anonima. I messaggi sono visibili a chiunque, ma per partecipare alla discussione è necessario registrarsi.

Solitudine, vergogna e mancanza di autostima

Il pornodipendente è solo nella sua disperazione e nella sua vergogna, nella sua mancanza di autostima, nell’impossibilità di parlarne con chiunque. Si possono confessare tanti tipi di dipendenza, ma non si riesce a confessare a un estraneo che si trascorrono ore e ore davanti al monitor a guardare immagini e filmati pornografici senza riuscire a smettere. È una patologia che ormai coinvolge milioni di persone in tutto il mondo e che sembra essersi aggravata con l’avvento di internet e la sua diffusione su larga scala.

L’offerta di contenuti a luci rosse in rete è infatti infinita e disponibile al solo costo della connessione. Ogni tipo di interesse, feticismo o perversione è contemplato. Tutto è accessibile e fruibile nell’intimità di una stanza, davanti allo schermo di un pc, senza limitazioni d’orario.

Dal giornaletto in edicola al cybersesso

Dopo i giornali spinti acquistati in edicola e le telefonate ansimanti ai vari numeri a pagamento, arriva il cybersesso. Non si rischiano gravidanze indesiderate e non si trasmette alcun tipo di malattia: il sesso virtuale si consuma in tutta solitudine davanti al monitor del proprio pc.

Luogo d’incontro numero uno: le chat. Un nickname a mascherare l’identità, l’immediatezza di una conversazione in tempo reale, la libertà di descriversi come non si è, protetti dall’anonimato della rete: il linguaggio diventa così veicolo di erotismo. Il cybersex comincia a prendere piede, e si moltiplicano i sexy shop virtuali, dove si trovano gadget di ogni tipo, inviati a casa in forma anonima, pensati per solleticare la fantasia di chiunque, anche del partner virtuale.

La cybersexual addiction

Eppure, per qualcuno il sesso via web è una vera e propria ossessione. Mentre la maggior parte delle persone muove i primi passi in questo mondo, altri ne sono tanto invischiati da dover ricorrere all’aiuto di uno specialista. Vere e proprie crisi di astinenza da chat, continue esigenze di fuga dalla realtà, passione incontenibile per l’amante virtuale, la smania di esprimere fantasie erotiche che nella vita reale non si oserebbe nemmeno immaginare.

Si chiama cybersexual addiction, la dipendenza da sesso virtuale, e rientra nelle cosiddette sexual addictions. Come per ogni forma di dipendenza, il confine tra curiosità, abitudine e compulsione non è sempre netto: il segnale d’allarme è la perdita di controllo, quando il comportamento non è più una scelta ma un bisogno che invade la vita reale, le relazioni e il lavoro.

Domande frequenti

La dipendenza da pornografia è una patologia riconosciuta?

È una condizione ancora poco discussa e a lungo considerata un tabù, ma coinvolge milioni di persone. Grazie all’anonimato di internet e ai gruppi di auto aiuto online, il problema sta iniziando a essere affrontato apertamente.

Cos’è la cybersexual addiction?

È la dipendenza da sesso virtuale, che rientra nelle sexual addictions. Si manifesta con crisi di astinenza da chat, fuga dalla realtà, ossessione per l’amante virtuale e perdita di controllo sul proprio comportamento online.

Perché internet ha aggravato il fenomeno?

Perché offre contenuti illimitati al solo costo della connessione, accessibili in totale intimità e senza limiti d’orario. L’anonimato, che favorisce l’emersione del problema, è anche ciò che rende il consumo più facile e compulsivo.

Quando conviene chiedere aiuto a uno specialista?

Quando il comportamento smette di essere una scelta e diventa un bisogno incontrollabile che invade la vita reale, le relazioni e l’autostima. La solitudine e la vergogna sono spesso i primi segnali di una dipendenza da affrontare.

La pornografia ha accompagnato la storia culturale tra scandali e polemiche, ma internet ne ha trasformato il consumo, favorendo l’emergere di una dipendenza fatta di solitudine, vergogna e perdita di controllo. Riconoscere il confine tra curiosità e compulsione, e sapere che esistono spazi di auto aiuto anonimi, è il primo passo per chiedere sostegno.
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