Un’altra particolare sindrome derivata dallo stress lavorativo è la sindrome del Burnout, proposta da Freudenberger nel 1974 e da Maslach nel 1976, la stessa autrice che ha poi sviluppato il costrutto per addivenire alla definizione del Maslach Burnout inventory, test che tramite tre sottoscale (EE, esaurimento emotivo; DP, depersonalizzazione; PA, realizzazione personale), misura lo stress causato da continui rapporti con il cliente utente di un servizio. Chiariamo brevemente i termini usati dall’autrice per identificare le manifestazioni psicologiche e comportamentali indicatrici di burnout, raggruppate in tre categorie di disturbi:
1. l’esaurimento emotivo coincide con la sensazione di anhttp:\\/\\/psicolab.netamento emotivo dal proprio lavoro, per effetto di un inaridimento emozionale nel rapporto con gli altri;
2. la depersonalizzazione si manifesta attraverso atteggiamenti di rifiuto o allontanamento nei confronti di coloro che richiedono il servizio;
3. la ridotta realizzazione personale consiste nella percezione di un’inadeguatezza del lavoro svolto e nella conseguente perdita dell’autostima.
La stessa autrice con M.P. Leiter (1997, 2000) ha ampliato il costrutto proponendo un continuum che va dal coinvolgimento nel lavoro (job engagement) all’estremo negativo (burnout).
Maslach e Leiter identificano non solo fattori personali, ma anche fattori situazionali riscontrabili in discrepanze che si possono verificare nel rapporto tra i lavoratori e alcuni aspetti della vita organizzativa. Vengono identificate da questi autori sei aree della vita lavorativa:
1. carico di lavoro;
2. controllo;
3. ricompense;
4. comunità;
5. equità;
6. valori;
e quattro processi gestionali:
1. supervisione;
2. comunicazione;
3. sviluppo delle capacità;
4. coesione del gruppo di lavoro.
(Gattai, 2004).
I lavoratori più colpiti sono coloro che svolgono professioni socioassistenziali (medici, psicologi, infermieri, insegnanti, assistenti sociali, ecc.), che implicano un intenso coinvolgimento emotivo: l’interazione tra operatore ed utente è centrata su problemi psicologici, sociali o fisici di quest’ultimo, la cui soluzione spesso non è facilmente ottenibile. La situazione, già gravata da sensazioni d’ansia, imbarazzo, paura o disperazione, può diventare ancora più ambigua e frustrante quando i tempi di risoluzione si allungano o di fronte a un “fallimento” di aiuto. In questi casi lo stress cronico può logorare emotivamente l’operatore e condurlo al burnout. A livello organizzativo, le cause che interagendo con queste situazioni possono ulteriormente contribuire all’insorgenza del fenomeno sono: lavoro in strutture mal gestite, retribuzione inadeguata, organizzazione del lavoro disfunzionale o patologica, svolgimento di mansioni frustranti o inadeguate alle proprie aspettative, insufficiente autonomia decisionale e sovraccarichi di lavoro. Questa particolare sindrome di esaurimento emozionale, di depersonalizzazione e di ridotta realizzazione personale (Maslach, 1976) nasce da una percezione della situazione lavorativa come stressante e da un conseguente stato di malessere e di disagio. Le conseguenze sono negative per operatori ed enti di appartenenza. A livello individuale le vittime possono essere colpite da una serie di sintomi che vanno da vissuti di apatia, nervosismo, irrequietezza, cinismo con i propri “clienti” (fruitori del servizio), apparente indifferenza e distacco dall’ambiente di lavoro, fino a casi estremi in cui tale sindrome può comportare gravi danni psicopatologici (insonnia, problemi coniugali o familiari, incremento nell’uso di alcol o farmaci). A livello lavorativo e organizzativo, si deteriora la qualità delle cure o del servizio prestato dagli operatori, provocando assenteismo e alto turnover.
Fonti Bibliografiche:
Freudenberger, HJ. (1974). Staff burn-out. Journal of Social Issues, 30, 159-165.
Gattai, A. (2004). La sindrome di Burnout. Risorse Umane in Azienda. Anno XV, 99, marzo/aprile 2004, pp. 7,8,10,16.
Maslach, C. & Leiter, M.P. (2000). Preventing burnout e building engagement. San Francisco, Jossey-Bass.
Maslach, C. (1976). Burn out. Human Behavior. 5, 16-22.
Maslach, C. & Jackson, S.E. (1981). Maslach Burnout Inventory Manual. Consulting Psycologists Press, Palo Alto, CA.
Maslach, C. & Leiter MP. (1997). The Truth About Burnout. San Francisco, Jossey-Bass.
La Sindrome di Burnout
Un’altra particolare sindrome derivata dallo stress lavorativo è la sindrome del Burnout, proposta da Freudenberger nel 1974 e da Maslach nel 1976, la stessa autrice che ha poi sviluppato il costrutto per addivenire alla definizione del Maslach Burnout inventory, test che tramite tre sottoscale (EE, esaurimento emotivo; DP, depersonalizzazione; PA, realizzazione personale), misura lo stress […]
Redazione PsicoLab
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