Mente e natura: un equilibrio fragile
La perfetta armonia tra mente e natura e’ una delle aspirazioni piu’ profonde: la sentiamo come garanzia di serenita’, di uno sviluppo sano del percorso di vita e della personalita’. L’area dei disturbi della sessualita’ mostra pero’ quanto questo equilibrio sia delicato: e’ un meccanismo che puo’ incepparsi e che ha bisogno di essere riequilibrato. Al centro c’e’ spesso lo scontro tra lo sforzo di controllo mentale e la difficolta’ di lasciarsi andare alle sensazioni.
La sessualita’ tra biologia e mente
La risposta sessuale e’ un fenomeno insieme corporeo e psichico. Il corpo predispone, ma e’ la mente a permettere o a ostacolare l’abbandono. Quando l’attivita’ di controllo prende il sopravvento, la persona finisce per osservarsi e giudicarsi anziche’ vivere l’esperienza, e proprio questo monitoraggio continuo interrompe il flusso spontaneo delle sensazioni. Non e’ un caso che molti disturbi sessuali non abbiano una causa organica: nascono da un eccesso di vigilanza mentale su un processo che, per funzionare, ha bisogno di essere lasciato accadere.
Quando il controllo blocca il piacere
Molte tecniche terapeutiche sviluppate nell’ambito dei disturbi sessuali non mirano ad aggiungere qualcosa, ma a sbloccare cio’ che la mente imprigiona. La sessualita’, in questa lettura, non ha bisogno di essere insegnata: ha bisogno che vengano rimossi gli ostacoli che il controllo mentale le frappone. La potenzialita’ della natura diventa allora l’energia che permette di uscire, come si dice, in bellezza da situazioni di grande sofferenza. L’intervento non forza il risultato, ma toglie gli impedimenti che tengono la persona bloccata.
Il paradosso dell’obbligo alla felicita’ sessuale
C’e’ un rischio culturale ben descritto: fare del sesso un nuovo paradiso da rincorrere. Se la gioia del sesso diventa un obbligo, si cade in una variante del paradosso del “sii felice”. Si passa cosi’ dal rifiuto della sessualita’ tipico dell’era vittoriana all’obbligo della felicita’ sessuale di oggi, un curioso passaggio dalla padella alla brace. Quando il sesso era considerato un inferno, le proibizioni lo rendevano per molti versi piu’ desiderabile; quando e’ diventato un paradiso da raggiungere a tutti i costi, quell’obbligo ha assunto caratteristiche tutt’altro che paradisiache.
Il peso delle aspettative
Le aspettative, quando diventano pretese, sono nemiche del piacere. La persona che si impone di provare una certa emozione, o di raggiungere una certa prestazione, sposta l’attenzione dal presente al risultato, e cosi’ facendo si allontana proprio da cio’ che vorrebbe ottenere. E’ lo stesso paradosso di chi cerca di addormentarsi a comando: piu’ ci si sforza, piu’ il sonno sfugge. Nella sessualita’ questo meccanismo e’ particolarmente evidente, perche’ l’eccitazione e il desiderio non rispondono alla volonta’ ma alla capacita’ di lasciarsi andare.
Dalla proibizione all’obbligo
Il ragionamento ha una sua coerenza: se era prevedibile che dal proibizionismo sessuale derivassero forme di compensazione morbose, e’ altrettanto prevedibile che dall’obbligo sessuale scaturisca l’incapacita’ di realizzarlo pienamente. In entrambi i casi la spontaneita’ viene sacrificata a un’aspettativa esterna, che sia il divieto o la pretesa di prestazione. Ritrovare la naturalezza significa uscire da questa morsa e restituire alla sessualita’ la sua dimensione libera e non prescrittiva.
Domande frequenti
Perche’ i disturbi sessuali riguardano il rapporto tra mente e natura?
Perche’ nascono spesso dallo scontro tra il controllo mentale e la capacita’ di abbandonarsi alle sensazioni. La mente, cercando di governare la sessualita’, finisce per bloccarla: il lavoro terapeutico mira a sciogliere questo blocco.
Cosa significa che la terapia sblocca invece di insegnare?
Che molte tecniche non aggiungono nozioni ma rimuovono gli ostacoli che la mente frappone alla spontaneita’ sessuale. L’obiettivo e’ liberare cio’ che e’ imprigionato, non addestrare a una prestazione.
Che cos’e’ il paradosso dell’obbligo alla felicita’ sessuale?
E’ il rischio di trasformare il sesso in un dovere: fare della felicita’ sessuale un obbligo genera la stessa ansia che un tempo derivava dal divieto. Si passa dal rifiuto vittoriano all’imperativo odierno, con effetti tutt’altro che liberatori.
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