Selezionare la realtà: il ruolo dei gatekeeper
I processi produttivi non sono identici per tutti i mezzi di comunicazione: la natura del mezzo influisce sugli argomenti selezionati e sul modo di trattarli. Il giornale, in particolare, è stato definito dal sociologo Denis McQuail come l’archetipo e il prototipo di tutti i mezzi di comunicazione di massa moderni.
L’operazione principale di una redazione è selezionare, dall’enorme quantità di fatti quotidiani, quelli che hanno le potenzialità per diventare notizie, da sottoporre poi alla lavorazione redazionale e infine pubblicare. Questa selezione è affidata ai cosiddetti gatekeeper (“guardiani del cancello”): figure professionali che hanno il potere di decidere quali informazioni rendere note e quali, invece, bloccare. Un potere tutt’altro che neutro, perché ciò che non passa il cancello, semplicemente, per il pubblico non esiste.
Cos’è la notiziabilità
Per rendere efficiente questo lavoro, le redazioni individuano alcune caratteristiche oggettive che permettono di suddividere gli argomenti in categorie e schemi prefissati, coerenti con le logiche produttive dei media. L’insieme di queste caratteristiche determina la notiziabilità di un evento: la sua probabilità di essere trasformato in notizia.
C’è un aspetto importante e spesso trascurato: la notiziabilità favorisce la routinizzazione del lavoro, cioè lo rende più automatico e quindi più facile. In pratica, il fatto che ha più probabilità di diventare notizia è quello che può essere lavorato senza alterare in modo rilevante il normale ciclo produttivo della redazione. Non sempre, quindi, la notizia è ciò che è più importante: spesso è ciò che è più comodo da trattare nei tempi e nei modi del giornale.
I valori-notizia
Componente essenziale della notiziabilità sono i valori-notizia: linee guida che orientano sia la selezione degli eventi sia la loro trasformazione in articolo. Sono, in sostanza, i criteri di rilevanza che guidano i giornalisti nella ricostruzione della realtà. Tra i principali:
- il contenuto: l’importanza e l’interesse intrinseci della notizia;
- il prodotto: la disponibilità del materiale e le caratteristiche del formato informativo;
- il mezzo: un’informazione supportata da buon materiale visivo sarà preferita dalla televisione rispetto ai quotidiani;
- il pubblico: ciò che si ritiene interessi ai lettori o agli spettatori;
- la concorrenza: cosa fanno le altre testate.
I valori-notizia servono anche ad adattare alla logica della testata materiali prodotti da altri: per esempio i comunicati stampa delle fonti istituzionali.
Il rischio dell’omogeneizzazione
Qui emerge un punto critico. Gli uffici stampa costruiscono spesso gli eventi con criteri e formati pensati apposta per renderli appetibili ai media, riducendo al minimo la rielaborazione richiesta alle redazioni. Il risultato è un’omogeneizzazione delle fonti che rende improbabili i veri scoop e comporta un rischio concreto: trovare in edicola giornali tutti simili tra loro.
Se il cosa dire tende a coincidere, la differenziazione si gioca allora sul come dirlo. I giornali si distinguono per:
- l’ordine di priorità dato agli avvenimenti;
- il rilievo accordato ai vari protagonisti;
- le opinioni degli esperti e le “firme”, cioè i giornalisti di grande notorietà;
- le interviste in esclusiva;
- la presentazione grafica delle notizie.
La spazializzazione: lo spazio come misura dell’importanza
Una caratteristica peculiare della stampa rispetto agli altri media è la spazializzazione: il recupero della mancanza di tempo attraverso l’occupazione dello spazio. Testi più brevi, ampio corredo grafico, fotografie, diagrammi, vignette. Ne deriva una conseguenza significativa: l’importanza attribuita a un evento è segnalata più dallo spazio che occupa nel giornale che dall’approfondimento del contenuto. Una notizia in prima pagina, a tutta larghezza, “pesa” più di un’analisi accurata relegata in un trafiletto interno.
Comprendere questi meccanismi non serve a diffidare per principio dell’informazione, ma a leggerla con consapevolezza: sapere che dietro ogni notizia ci sono criteri di selezione, routine produttive e strategie delle fonti aiuta a distinguere ciò che è davvero rilevante da ciò che è semplicemente più facile (o più conveniente) da pubblicare.
Domande frequenti
Cos’è la notiziabilità?
È l’insieme di caratteristiche che determinano la probabilità che un evento diventi notizia. Non dipende solo dall’importanza del fatto, ma anche dalla possibilità di lavorarlo senza alterare il normale ciclo produttivo della redazione: spesso diventa notizia ciò che è più comodo da trattare nei tempi del giornale.
Chi sono i gatekeeper?
Sono le figure professionali che decidono quali informazioni rendere note e quali bloccare. Il loro ruolo è cruciale: ciò che non supera il “cancello” della selezione, di fatto, per il pubblico non esiste. Sono i primi filtri attraverso cui la realtà diventa informazione.
Cosa sono i valori-notizia?
Sono i criteri di rilevanza che guidano i giornalisti nella selezione e nella trasformazione degli eventi in articoli. Riguardano il contenuto, il prodotto, il mezzo, il pubblico e la concorrenza. Servono anche ad adattare alla logica della testata materiali prodotti da altri, come i comunicati stampa.
Perché i giornali si assomigliano?
Perché le fonti, in particolare gli uffici stampa, confezionano gli eventi in formati pensati per essere subito pubblicabili, generando un’omogeneizzazione dei contenuti. La differenziazione si gioca allora sul “come” più che sul “cosa”: priorità, rilievo dei protagonisti, firme, esclusive e presentazione grafica.
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